domenica 3 marzo 2013

Leone Ballarin un pezzo di storia

Martedì 19 febbraio all’età di 92 anni si è spento il paesano Leone Ballarin, cavaliere della repubblica per meriti di guerra: quindi solo lui poteva spiegare certi valori passati alla storia, soprattutto la pesca naturale delle reti “tremaglie” e non solo. Così se n’é andato un pezzo di storia vivente dell’isola: una persona speciale, in particolare nel settore della pesca. Per queste sue doti di bravura quando stavo scrivendo il libro “I racconti di un pescatore” alcune informazioni di carattere tecnico sul contenuto me le ha date lui, compreso le date su per giù della nascita delle 56 specie dei pesci: tanto che il suo nome è scritto sulla pagina dei ringraziamenti. Quando ti incontravo per le vie dell’isola e non solo, ti salutava e tu facevi altrettanto: «Ciao», eri abituato a dirmi e da qui iniziava il nostro dialogo. Mi raccontavi del tuo tempo passato, compreso il militare in guerra, ma soprattutto della pesca, il suo mestiere professionale. Sei stato uno dei miei maestri: nessun libro poteva insegnarmi ciò che ho imparato da te. Bravo! Mi hai raccontato che durante la guerra del 1940-1945 per un certo periodo di tempo sei stato militare assieme al sottotenente Sandro Pertini, poi diventato presidente della Repubblica, dicevi che era un piacere ascoltarlo quando parlava. Anch’io, Leone, quando parlavi provavo attenzione ad ascoltarti. La vita dell’uomo è strana, poco tempo prima della tua morte osservavo che la vecchiaia giorno dopo giorno voleva portarti via come alla fine è stato; allora mi chiedevo perché, prima di morire, l’uomo deve ridursi così? Poi, devo dirti la verità: negli ultimi tempi, considerato che avevo un bel dialogo con te ma non potevo più farlo, quando ti incontravo accompagnato con un’altra persona ti salutavo con il segno con la mano. Certo, che se l’uomo in genere dovesse parlare di più della vecchiaia che lo attende, sicuramente diventerebbe più consapevole di quello che lo aspetta, forse anche più buono e meno offensivo. Infatti, Leone, con questa tua sofferenza di vecchiaia hai voluto dirci: il bene dobbiamo farlo fino a quando siamo in tempo, durante questo breve passaggio della vita, con il vantaggio di vivere serenamente. Ancora grazie, amico Leone, per tutto quello che hai saputo insegnarmi. Ripeto: «Ciao», proprio com’era il tuo saluto. 
Gianfranco Vianello