sabato 25 agosto 2012

No al cemento sulla mia isola

Mai come in questo periodo leggo sulla stampa il fatto di Ca’ Roman, la mia isola, così anch’io sento il dovere di esprimere il mio pensiero per il bene di quel verde ancora rimasto. Ai politici di turno dico: non trasformate quel suolo di verde in cemento. Se la maggioranza dei cittadini di Pellestrina è contraria alla costruzione delle villette, perché non volete ascoltarla? Sorge il dubbio che tutto questo venga fatto a scopo di interesse, altrimenti si potrebbe tranquillamente mettere una pietra sopra alla progettazione. Queste villette quale interesse darebbero all’isola se non quella di portare via il verde? Mi rivolgo alle persone elette dai cittadini, che sono in quei posti per tutelare il fabbisogno e l’ambiente: perché non svolgete il vostro compito? La voce del popolo non è forse sovrana? Oppure lo è solo quando fa comodo alla politica? Se così fosse, come può andare d’accordo la cittadinanza con la politica? Ovvio che, in queste condizioni, ci sarà sempre un certo attrito: di sicuro vincerà il più forte fregandosene dei danni causati all’ambiente. Questa gente che comanda, non si rende conto che deve tutelare la natura che è vita? Se noi non diamo la possibilità alle nuove generazioni di vivere bene, come sarà il loro futuro? Perché non si cercano dei mezzi per lanciare un’economia “naturale”, sfruttando la terra e il mare? Quanto verde è stato strappato via per la costruzione del Mose, e per cosa fare? Fermare l’acqua alta per Venezia? Sognatevelo. E vogliamo parlare del canale nuovo, quello dei “petroli” che ha rovinato la laguna? Sappiate che più viene danneggiata la natura peggio sarà per l’uomo, quindi Ca’ Roman lasciatela stare così com’è. Gianfranco Vianello