martedì 7 agosto 2012

In barca fino alla spiaggia raffica di multe sul litorale

Sulle spiagge degli Alberoni, di San Pietro in Volta e di Pellestrina, ma accade anche a Punta Sabbioni, soprattutto nei fine settimana, arrivano le barche, che si avvicinano pericolosamente alla riva con il motore acceso, spesso, nonostante vi siano i bagnanti, si fermano addirittura sul bagnasciuga. Un rischio grave per tutti coloro che stanno in acqua per un bagno:Più volte la situazione è stata segnalata e sabato e domenica scorsi la Guardia costiera ha fatto scattare i controlli con due unità e, in due giorni, sono fioccate ben 42 sanzioni amministrative ad altrettante imbarcazioni perché avevano superato la fascia di sicurezza. In tanti hanno protestato, sostenendo di non essere a conoscenza della norma, altri hanno cercato di convincere gli uomini della Capitaneria di porto che non sarebbe più accaduto, infine altri ancora hanno protestato meno gentilmente. Tutti, però, hanno dovuto sborsare 172 euro per aver violato le norme sulla sicurezza della balneazione, una cifra che di questi tempi è un peso notevole sborsare. La norma, basta leggerla, è chiara: afferma che la navigazione per tutte le imbarcazioni a motore è interdetta entro la fascia dei 500 metri dalla costa. Naturalmente, l’imbarcazione può avvicinarsi alla riva, ma dai 500 metri in poi il motore deve essere spento e l’avvicinamento, facendo grande attenzione, deve avvenire soltanto con i remi. Accade, però, che spesso i remi in barca non ci sono, anche se farebbero parte della dotazione obbligatoria di bordo, altri li hanno ma sono piuttosto corti e utilizzarli comporta un’enorme fatica soprattutto se c’è da percorrere una grande distanza, ci sono poi quelli che proprio non si preoccupano e vanno dritti. Stando agli uomini della Guardia costiera, la maggior parte di coloro che tra sabato e domenica sono stati sanzionati provengono dalla terraferma, sono delle province di Padova e Venezia, della Riviera del Brenta. «I veneziani», spiega uno di quelli che ha operato nel weekend, «frequentano di più la laguna, si mettono dietro l’isola di Poveglia o vanno sul bacan, di fronte all’isola di Sant’Erasmo, mentre chi arriva in spiaggia agli Alberoni o a Pellestrina parte da Chioggia o dalle cavane sulla Riviera». Un tempo, all’esterno della diga degli Alberoni c’era un specie di quadrato con un corridoio fino alla spiaggia, delimitato da numerose boe. Grazie a quelle, la gente sapeva che lì non poteva inoltrarsi a nuotare e le barche potevano avvicinarsi alla riva senza pericolo per chi stava in acqua. Da qualche tempo non c’è più e quindi lungo le due isole, quelle del Lido e di Pellestrina, non c’è uno spazio per chi con la barca voglia raggiungere la spiaggia. Nelle scorse settimane, la Capitaneria di porto ha chiesto al Comune di occuparsene, di ripristinare almeno un corridoio agli Alberoni o a Pellestrina, in modo da permettere alle imbarcazioni di avvicinarsi alla riva, senza rischiare di colpire o addirittura affettare i bagnanti. E senza rischiare di essere «pizzicati» dalla Guardia costiera e di dover pagare una multa piuttosto salata.