lunedì 15 agosto 2011

Pellestrina, cento anni di calcio

Il Pellestrina, società di Terza categoria che quest'anno festeggia i cento anni dalla fondazione, vola
«alto», visto che chi ha fatto nascere il calcio in paese è un sacerdote, don Olinto Marella, la cui beatificazione, di fatto già ratificata, verrà ufficializzata urbi et orbi a breve. E' una storia eccezionale di sport e di volontà, vera e non sbandierata come spesso succede oggi, di aiutare chi sta peggio quella del Pellestina, una società sorta in una Pellestrina che attualmente arriva a 3.000 abitanti. Cento anni di storia, mica uno scherzo. 
 Un traguardo celebrato con una premiazione ufficiale della Figc, con i dirigenti pellestrinotti a fianco di quelli del Brescia guidati dal presidente Corioni. Cose che non si dimenticano, per una società che svolge una funzione non solo sportiva in isola. Il Pellestrina, a parte una piccola parentesi tra fine anni Settanta e inizio anni Ottanta, c’è sempre stato, non si è fermato nemmeno dopo la disastrosa alluvione del 4 novembre 1966, quando prima l’eccezionale ondata di maltempo e acqua alta non colpì solo Venezia ma anche, e con forza, Pellestrina e San Pietro in Volta. Se da una parte qualcuno potrà obiettare che il massimo traguardo raggiunto dalla società è stato il campionato di Promozione, traguardo comunque notevole per um centro di appena 3.000 abitanti, dall’altra c’è da dire che il vivaio biancoceleste ha prodotto molti talenti, alcuni dei quali, vedi Adelino Zennaro, Alberto Scalabrin e più recentemente Andrea Boscolo, hanno raggiunto anche il panorama del professionismo. Una grande storia, iniziata per volontà di un prete che guardava avanti, troppo forse per la Chiesa del tempo, tanto da essere sospeso a divinis dal vescovo di Chioggia del 1909. «La vera ricchezza da lasciare è il bene fatto» amava dire don Olinto Marella, pecorella del Signore mansueto e pieno di energie, capace di far nascere oltre che il Pellestrina anche il ricreatorio popolare, la biblioteca ambulante e la prima banda dell’isola. Per questo motivo quest’anno a Pellestrina la società, grazie al lavoro dei volontari, ha organizzato tutta una serie di iniziative non solo per celebrare i 100 anni della squadra di calcio ma anche per ricordare presente e passato di una comunità. E il bello deve ancora arrivare. «Il traguardo dei cento anni ci riempie di orgoglio», racconta infatti l’attuale presidente Teresino a Vianello, «senza dimenticare la beatificazione di don Olinto. A ottobre, tra l’altro, è anche prevista un’udienza papale legata a questo procedimento». Vianello, tra l’altro, ammette che amerebbe inserire il giallo tra i colori sociali, in onore del Vaticano. Restassero il bianco e il celeste, in ogni caso, non sarebbe male: durano da cento anni e sono gli stessi colori della Baviera, la terra da cui Sua Santità Benedetto XVI proviene.
- Maurizio Toso