lunedì 26 gennaio 2009

È gravemente malata e vorrebbe sposarsi in ospedale, ma i fratelli vogliono bloccare le nozze

Domenica 25 Gennaio 2009

 

Tutto è pronto per celebrare il rito civile domani. Tuttavia secondo i parenti della donna non sarebbe la sua precisa volontà

 

È gravemente malata e dovrebbe sposarsi domani all’ospedale di Mestre, ma i familiari hanno chiesto ufficialmente di bloccare il matrimonio. Ed ora si prepara una battaglia a colpi di carte bollate, che non si sa a che esito possa portare. Un “caso” comunque destinato, certamente, ad aprire un dibattito.
      Tutto era già stato predisposto nei minimi particolari: domani mattina alle 11, all’ospedale dell’Angelo, avrebbe dovuto presentarsi l’ufficiale di Stato civile del Comune di Venezia per celebrare l’unione. Una donna originaria di Pellestrina, di 57 anni, degente nel reparto di Neurologia dell’ospedale di Mestre ma per tanti anni dipendente di un bar del Lido, dovrebbe sposarsi con il suo convivente, conosciuto da molti anni.
      Ma nessuno probabilmente immaginava che si sarebbe scatenata la tempesta. I familiari della donna, ed in particolare uno dei fratelli, venuti a conoscenza casualmente solo nei giorni scorsi dal personale ospedaliero durante una visita alla sorella ricoverata, si sono ribellati. Immediatamente si sono opposti ed hanno dato mandato ad un legale affinché faccia annullare, in extremis, il matrimonio. I fratelli sostengono, infatti, che in tanti anni di conoscenza della coppia, la sorella non ha mai voluto sposarsi, contestando quindi ora una decisione che potrebbe risultare, proprio in un momento così delicato per la sorella, affrettata e tardiva. A detta della famiglia d’origine della donna, inoltre, non ci sarebbe stata, in passato, alcuna avvisaglia della volontà di contrarre matriomonio. L’avvocat Francesco Mario d’Elia, ieri mattina, su incarico dei familiari ha perciò inviato un fax urgente al sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, quale ufficiale di Stato civile, ed alla direzione sanitaria dell’ospedale per chiedere che vengano fatte alcune verifiche, in merito alle nozze contestate, prima di procedere, eventualmente, al rito civile. In particolare, nell’esposto si chiede se non sia il caso di nominare un tutore giuridico che possa meglio verificare le reali volontà della donna. Viene anche sottolineato nel documento inviato al sindaco e all’Ulss 12 (quest’ultima come ente a cui è affidata la responsabilità dei pazienti ricoverati) di meglio valutare se, le condizioni psicofisiche in cui attualmente si trova la donna, siano idonee in questo momento a farle assumere una decisione così importante come quella di un matrimonio in cui si prendono precisi doveri civili, giuridici ed anche etici e morali.
      Intanto ieri, a quanto pare, la donna sarebbe stata trasferita in un’altra struttura sanitaria sempre in terraferma. E solo domani si saprà se il matrimonio andrà a buon fine.
      Lorenzo Mayer