venerdì 21 marzo 2008

Alcune cose a proposito del Mose


 

In Commissione di Salvaguardia è stato dato il via libera al progetto per la realizzazione del Villaggio per gli operai dei cantieri del MOSE. L' insediamento ospiterà per cinque anni i 500 operai addetti alla costruzione dei cassoni in calcestruzzo, grandi come condomini, in cui verranno alloggiate le paratoie del sistema di dighe mobili. Appena l'anno scorso lo stesso progetto era stato respinto perché, secondo la Soprintendenza ai beni Ambientali ed Architettonici, prevedeva, in un'area sottoposta a quattro vincoli ambientali, opere non compatibili in laguna. Le motivazioni addotte oggi per approvare lo stesso progetto, escludendo soluzioni alternative, sono inconsistenti e insostenibili.

E' stata esclusa la soluzione albergo galleggiante su nave perché, secondo il Consorzio Venezia Nuova Magistrato alle Acque, avrebbe costretto ad una difficile convivenza lavoratori di etnie diverse. Ma non avevano giustificato la creazione dei cantieri di costruzione dei cassoni del MOSE a Pellestrina , sacrificando aree di interesse comunitario, perché si dovevano dare prospettive occupazionali alle popolazioni locali. Viene scartata anche l'ipotesi di usare le colonie degli Alberoni, alcune chiuse da anni. La motivazione per bocciare questa alternativa sarebbe il difficile trasferimento dei lavoratori per un percorso di un paio di Km in autobus e in ferry boat per arrivare sul luogo di lavoro.

Incredibile: milioni di pendolari per recarsi sul posto di lavoro fanno giornalmente chilometri e chilometri, mentre per i cantieri del MOSE non si possono superare pendolarismi che superano qualche centinaio di metri. La cosa incredibile è che la Soprintendente, che aveva precedentemente bocciato il progetto, si rimangi il parere negativo sotto le pressioni del potente Consorzio di imprese che ha il monopolio dei lavori per la salvaguardia della laguna. Si scopre poi che il progetto è stato approvato in totale assenza di una relazione paesaggistica prevista, per legge, per qualsiasi opera che modifichi lo stato dei luoghi.

I componenti della Commissione di Salvaguardia, nominati da politici di turno, intransigenti e inflessibili con i progetti presentati da normali cittadini, sono estremamente disponibili e accomodanti quando i progetti li presentano le potenti lobby delle grandi opere o qualche miliardario che vuole ristrutturare, sventrandoli e snaturandone la tipologia, edifici storici ultravincolati. È veramente una cosa indegna!

Non capiamo neppure che senso abbia più l'esistenza della Commissione di Salvaguardia, organismo istituito dalla legge Speciale per Venezia per tutelare i beni ambientali ed architettonici, se poi tale organismo lascia passare ogni attentato ai beni comuni. Nei prossimi giorni presenteremo una segnalazione/esposto alla Corte dei Conti che ha già da tempo aperto un'indagine sulla vicenda del MOSE. Sarebbe utile che si indagasse anche sugli impegni economici per la costruzione di queste strutture di servizio e anche valutare attentamente gli impatti e i danni ambientali.

Assemblea NoMose

Venezia