lunedì 15 ottobre 2007

Una scultura per non dimenticare la strage della "Giudecca"

Ieri la cerimonia di commemorazione delle vittime che viaggiavano a bordo della motonave affondata dagli angloamericani

 

Nonostante siano trascorsi oramai 63 anni, Pellestrina ieri si è fermata a ricordare. Un corteo composto da rappresentanti politici veneziani e chioggiotti, da militari, dalle associazioni combattenti, dai familiari delle vittime (che non erano soltanto isolane), dall'Avis, dall'Aido e da cittadini, è partito dalla sede del palazzo comunale, accompagnato dalle musiche della banda "Pellestrina ", per raggiungere la chiesa di Ognissanti, dove è stata celebrata una funzione commemorativa in onore delle vittime della motonave Giudecca. Sessantatre anni dicevamo, era infatti il 13 ottobre 1944, quando la motonave, carica di civili, partita da Chioggia in giorno di mercato, venne bombardata da tre caccia angloamericani proprio all'altezza dell'inizio abitato di Pellestrina , dinnanzi alla Chiesa, dove affondò. Nei ricordi di chi vide, bambini che ora sono anziani, si parla di inferno, con urla, pianti e preghiere che provenivano dal piroscafo distrutto, e furono proprio i pellestrinotti, con la loro umana generosità a portare i primi soccorsi, incuranti del pericolo che potevano correre, visto che gli aerei continuavano a sorvolare quel pezzo di cielo. Fu questo uno degli eventi dell'ultima guerra che più sconvolse e impressionò l'opinione pubblica nazionale, ma Pellestrina e Chioggia pagarono quell'episodio in termine di decine e decine di vite umane. Che ogni anno vengono ricordate, insieme a tutte le vittime innocenti ed attuali, della follia della guerra. Al termine della liturgia, tutti i presenti si sono recati nella piazza antistante la chiesa, dove è stata inaugurata una scultura in bronzo dell'artista Giuseppe Vio, raffigurante l'episodio, posata su un grande masso di pietra d'Istria, donata, per l'occasione, dal Consorzio Venezia Nuova. Poi, una corona d'alloro è stata deposta sul capitello della "Madonna Addolorata", costruito in laguna proprio nel punto in cui affondò il Giudecca, e nel piazzale dinnanzi al cimitero, chiamato "Martiri del Giudecca", nel luogo in cui vennero adagiate le salme trovate e ricomposte per il riconoscimento.

Annalisa Busetto