domenica 28 ottobre 2007

In un libro rime, poesie, racconti e memorie di un paese che negli anni è profondamente cambiato

 

Presentato ieri, nella sala dell'Associazione A.C.S.Murazzo, la pubblicazione "Per riva e per marina- Pellestrina raccontata dalle zie" di Giannarosa Vivian. Il libro, edito dall'associazione "StoriAmestre", ripercorre spezzoni di storia dell'isola dagli anni 30 sino ad un ventennio fa, legati dal filo dei ricordi, veri o appresi da racconti, dell'autrice, che qui ha vissuto i suoi primi anni di vita. E sono proprio le zie di lei, con le loro esperienze di vita, con i loro discorsi, con la loro "presenza", il filo conduttore del libro. Pagine che sembrano poesie, intrise di ricordi e di modi di vivere che oramai Pellestrina non conosce più. La Vivian parla degli orti, oggi scomparsi, dei prodotti di questi che scandivano l'arrivo e il passaggio delle stagioni, e che permettevano all'ortolano e alla sua famiglia di vivere. Della pesca, che paradossalmente non era l'attività principale degli isolani, e che non assomiglia assolutamente a quella di oggi. Parla delle tradizioni (queste invece, in buona parte sono sopravissute), come quella di vivere durante l'estate fuori di casa, al fresco delle calli, lavorando di cucito, rammendo o al "balon" (merletto tipico dell'isola), mentre gli uomini cuociono il pesce sul"cain"; della festa e dei preparativi, che iniziavano mesi prima, per celebrare l'Apparizione. Ricorda i soprannomi o detti, perché Pellestrina ha principalmente quattro cognomi, che sono poi quelli dei sestieri: Vianello, Scarpa, Busetto, Zennaro, e i casi di omonimia, erano, e continuano ad essere, all'ordine del giorno. Parla delle diversità, raccontate dalle zie, dei sestieri in "suso" (su, verso Venezia), Scarpa e Zennari, dai Vianelli e Busetti. Tanto formali e "con la puzza sotto il naso" i primi, tanto caciaroni e colorati i secondi. Rispolvera le figure tipiche dell'isola, come l'Amo, conosciutissimo, uomo strano, un po' fuori dalle regole, ma ironico e intelligente, abile nell'improvvisare rime su soggetti che la vita di paese gli forniva continuamente. La Vivian, nella purezza del suo racconto, ha fatto riscoprire profumi ed odori di ricordi, che Pellestrina deve mantenere.

Annalisa Busetto