Duecento studenti veneziani e i loro sei
insegnanti hanno partecipato nello scorso fine settimana a una pulizia
straordinaria della spiaggia di Ca’ Roman. L’oasi gestita dalla Lipu (la
Lega di protezione degli uccelli) sta vivendo un periodo ricco di
iniziative con la partecipazione di molti cittadini di tutte le età.
In
questa occasione sono stati protagonisti gli studenti dell’Istituto
Vendramin Corner al completo e hanno pulito la spiaggia dalla plastica.
Tale operazione va fatta a mano, perché si deve separare dalla sostanza
organica depositata dalle mareggiate sull’arenile. La sostanza organica,
lasciata sul posto, ha una funzione insostituibile per avviare l’intero
ecosistema; dalla sua decomposizione si ottengono i nutrienti per le
erbe pioniere e le graminacee che formano le dune. E attira tutti gli
insetti,
crostacei e invertebrati che diventano cibo per gli uccelli che
frequentano le spiagge. I volontari della Lipu hanno realizzato
palizzate a difesa della nidificazione dei fratini lungo l’arenile di
fronte l’oasi. Coinvolti nelle iniziative anche turisti e residenti. (s.b.)
mercoledì 11 aprile 2018
giovedì 5 aprile 2018
Pellestrina, i residenti chiedono il diretto Chioggia-Venezia
I disagi vissuti dai residenti
nell’utilizzo della linea 11 da Pellestrina al Lido, per i troppi
turisti in transito, in queste ore hanno fatto riemergere la proposta di
tornare a istituire una linea diretta con motonave tra Chioggia e
Venezia. Da un lato c’è chi propone che venga inserita in alternanza al
ferry boat tra le due isole, mentre dall’altro che sia aggiunta senza
alcuna decurtazione. La prima a muoversi è stata Daniela Giadresco,
abitante degli Alberoni. «La linea 11, in rosso nel bilancio Actv,
viaggia 24 ore su 24, garantendo ogni ora anche il servizio notturno,
mentre due nuovi imbarcaderi sostitutivi del ferry boat, costo 130 mila
euro, restano inutilizzati a Santa Maria del Mare e agli Alberoni
Rocchetta», spiega. «Gli abitanti di Pellestrina, possono raggiungere la
terraferma in 25 minuti via Chioggia, tanto che molti parcheggiano lì
l’auto, e se gravitano invece sul Lido e Venezia la lasciano agli
Alberoni». Dalla Municipalità
il presidente Danny Carella osserva: «Non sono per un taglio di servizi del ferry boat che serve la linea 11, semmai la motonave da Chioggia a Venezia dovrebbe essere istituita a prescindere. L’aumento dei turisti è evidente, sia nei fine settimana che in estate». (s.b.)
il presidente Danny Carella osserva: «Non sono per un taglio di servizi del ferry boat che serve la linea 11, semmai la motonave da Chioggia a Venezia dovrebbe essere istituita a prescindere. L’aumento dei turisti è evidente, sia nei fine settimana che in estate». (s.b.)
mercoledì 4 aprile 2018
Pasqua con vaporetti senza bici
Protesta di Montanariello (Pd): «È un servizio che va potenziato»
Brutta sorpresa, durante il week end di Pasqua, per chi voleva recarsi in escursione a Pellestrina in bicicletta. A causa del sovraffollamento turistico le bici non sono state imbarcate all’interno del vaporetto che da piazza Vigo porta all’isola lagunare, con buona pace degli amanti del cicloturismo. «Trovo singolare», afferma Jonatan Montanariello, consigliere Pd, «come questa problema sia d’interesse di alcuni amministratori veneziani toccati dal fenomeno in seconda battuta, visto che in realtà il disagio lo ha la città di Chioggia che deve rispondere a coloro che sono rimasti a terra. Invito pertanto Actv ad attivarsi subito per il ripristino del servizio di imbarco delle bici come lo scorso anno che aveva dato risposte importanti per il cosiddetto turismo lento e balneare che sceglie Chioggia come punto d’imbarco» . «Resto basito», continua Montanariello, «quando scopro che questi amministratori veneziani invitato gli operatori privati ad usare con parsimonia il servizio, come se il trasporto pubblico non lo prevedesse già o, ancor peggio, come se non lo considerassero in grado di aggredire il crescente mercato». Montanariello
fa sapere che chiederà una commissione che coinvolgerà Actv per capire che cosa aspetta l’azienda di navigazione veneziana a potenziare il servizio, in attesa magari di sapere se il tunnel ciclabile sotto il Mose sia solo un’utopia o una potenziale opportunità futura. (d.z.)
Brutta sorpresa, durante il week end di Pasqua, per chi voleva recarsi in escursione a Pellestrina in bicicletta. A causa del sovraffollamento turistico le bici non sono state imbarcate all’interno del vaporetto che da piazza Vigo porta all’isola lagunare, con buona pace degli amanti del cicloturismo. «Trovo singolare», afferma Jonatan Montanariello, consigliere Pd, «come questa problema sia d’interesse di alcuni amministratori veneziani toccati dal fenomeno in seconda battuta, visto che in realtà il disagio lo ha la città di Chioggia che deve rispondere a coloro che sono rimasti a terra. Invito pertanto Actv ad attivarsi subito per il ripristino del servizio di imbarco delle bici come lo scorso anno che aveva dato risposte importanti per il cosiddetto turismo lento e balneare che sceglie Chioggia come punto d’imbarco» . «Resto basito», continua Montanariello, «quando scopro che questi amministratori veneziani invitato gli operatori privati ad usare con parsimonia il servizio, come se il trasporto pubblico non lo prevedesse già o, ancor peggio, come se non lo considerassero in grado di aggredire il crescente mercato». Montanariello
fa sapere che chiederà una commissione che coinvolgerà Actv per capire che cosa aspetta l’azienda di navigazione veneziana a potenziare il servizio, in attesa magari di sapere se il tunnel ciclabile sotto il Mose sia solo un’utopia o una potenziale opportunità futura. (d.z.)
domenica 1 aprile 2018
Vaporetto pieno, Pellestrina resta isolata
Con le vacanze pasquali tornano i problemi al terminal della linea 11 di
Pellestrina. Per la corsa delle 10.25, diretta al Lido, ieri mattina
non sono mancate proteste da parte dei residenti, rimasti a terra per il
gran numero di turisti giunti in vaporetto da Chioggia. Una vicenda
nota ormai da anni, per la quale le associazioni e la municipalità
dell'isola non hanno mancato di farsi sentire verso Comune e
Actv.Puntualmente è successo anche ieri, e Lorenza Vianello, presidente
dell'associazione "Tra mare e laguna", rincara la dose: «Siamo stufi di
fare i conti con una situazione di cui non abbiamo colpe. Actv sa
benissimo con cosa ci confrontiamo, e non succede solo a Pasqua o al
ponte del primo maggio, ma ogni fine settimana e per tutti i mesi più
caldi che attirano turisti da Chioggia verso il Lido e Venezia. In tanti
anche questa volta non sono riusciti a salire sull'autobus perché ce
n'era uno soltanto in servizio, persone che dovevano andare al lavoro,
all'Ospedale Civile o comunque che hanno bisogno di garanzia di mobilità
all'ora che vogliono senza dover essere penalizzati da dieci turisti in
più che scelgono il transito attraverso le isole piuttosto che per la
terraferma».In passato erano state fatte varie proposte ad Actv, tra cui
quella di lasciare un mezzo in caso di necessità a Pellestrina, in modo
che potesse garantire una corsa bis all'occorrenza. Sono sempre di più,
infatti, i turisti che evitano di dormire in albergo al Lido o a
Venezia, e preferiscono Chioggia o Sottomarina. Poi, non per comodità ma
i paesaggi suggestivi all'interno della laguna, salgono sul vaporetto
al terminal di piazza Vigo e arrivano a Pellestrina, da dove poi
proseguono con l'autobus di linea 11 fino al Lido e quindi raggiungono
Venezia. Una tendenza alcuni anni fa, una costante con numeri sempre più
consistenti negli ultimi tempi. Ma il problema della linea 11 è appunto
noto da tempo, come del resto quello legato ai piani di emergenza in
caso di avaria del ferry boat tra Santa Maria del Mare e Alberoni, che
permette proprio ai pellestrinotti di attraversare il canale portuale di
Malamocco. Spesso i ferry boat sono andati in avaria, il servizio si è
interrotto con tutti i problemi del caso e le proteste.La Municipalità e
i comitati più volte hanno chiesto piani di emergenza con mezzi di
"scorta" disponibili in pochi minuti, ma senza finora soluzioni
definitive.
Simone Bianchi
Simone Bianchi
sabato 31 marzo 2018
Veritas, ripuliti tutti gli arenili
Pulizie straordinarie della spiaggia a
Pellestrina per liberare la “passeggiata” dalla sabbia accumulata negli
ultimi giorni proprio in tempo per le festività pasquali. Grazie alle
segnalazioni di alcuni cittadini, il Comune in collaborazione con Insula
e Veritas, è intervenuto negli ultimi giorni nella
zona di Pellestrina e San Pietro in Volta per pulire la sabbia che, causa il forte vento di bora, aveva invaso una parte della passeggiata dei Murazzi e la strada carrabile arrivando perfino a formare alte dune. L’intervento è riuscito e la passeggiata è di nuovo frequentabile
zona di Pellestrina e San Pietro in Volta per pulire la sabbia che, causa il forte vento di bora, aveva invaso una parte della passeggiata dei Murazzi e la strada carrabile arrivando perfino a formare alte dune. L’intervento è riuscito e la passeggiata è di nuovo frequentabile
venerdì 30 marzo 2018
Pellestrina, i chioschi saranno permanenti
Nei posteggi degli ambulanti vicino ai terminal, prima più piccoli e utilizzabili solo per cinque mesi
I chioschi degli ambulanti a
Pellestrina, nei due posteggi nelle vicinanze dell’imbarcadero del
vaporetto per Chioggia e nei pressi del terminal del ferry boat di Santa
Maria del Mare, diventeranno più grandi e da temporanei a fissi, aperti
non più solo per cinque mesi, ma tutto l’anno. È la modifica al piano
del per il commercio su aree pubbliche dell’isola, approvata ieri con
una delibera della Giunta per incentivare, ove possibile e nel rispetto
della tutela ambientale, le attività economiche del territorio che,
grazie al loro impegno. Nello specifico si propone al Consiglio comunale
che dovrà votare la delibera, di modificare una decisione presa nel
2007 che stabiliva le dimensioni e le caratteristiche delle strutture,
nonché la durata temporale dell’occupazione dei posteggi: si propone di
passare, previa acquisizione dei titoli edilizi ed igienico sanitari, da
banchi amovibili a chioschi fissi posizionati su una superficie che va
dai precedenti 8 per 6 metri ad una di 10 per 7 metri. Il tutto per un
periodo d’utilizzo che passa dai precedenti 5 mesi (maggio-settembre) a
12 mesi. Viene infine confermata la finalità con cui vengono assegnati i
posteggi che riguarderà il settore merceologico alimentare con
possibilità di somministrazione.
Commenta il consigliere delegato alle Isole, Alessandro Scarpa Marta. «Dopo oltre 10 anni di attesa, siamo riusciti a modificare il vigente piano commerciale portando a ripensare l’offerta di un servizio da sviluppare nell’arco dell’intero anno. Avere oggi, in due punti strategici dell’isola, la possibilità di realizzare due chioschi fissi, non più dei banchi amovibili, permetterà alle attività economiche dell’isola di incrementare i
posti di lavoro che limiteranno l’esodo dei nostri ragazzi verso altri comuni. Inoltre, conclude il delegato Scarpa Marta, questi chioschi saranno un punto di ristoro e aggregazione per i giovani del luogo e per i visitatori, che avranno così a disposizione anche i servizi igienici».
I chioschi degli ambulanti a
Pellestrina, nei due posteggi nelle vicinanze dell’imbarcadero del
vaporetto per Chioggia e nei pressi del terminal del ferry boat di Santa
Maria del Mare, diventeranno più grandi e da temporanei a fissi, aperti
non più solo per cinque mesi, ma tutto l’anno. È la modifica al piano
del per il commercio su aree pubbliche dell’isola, approvata ieri con
una delibera della Giunta per incentivare, ove possibile e nel rispetto
della tutela ambientale, le attività economiche del territorio che,
grazie al loro impegno. Nello specifico si propone al Consiglio comunale
che dovrà votare la delibera, di modificare una decisione presa nel
2007 che stabiliva le dimensioni e le caratteristiche delle strutture,
nonché la durata temporale dell’occupazione dei posteggi: si propone di
passare, previa acquisizione dei titoli edilizi ed igienico sanitari, da
banchi amovibili a chioschi fissi posizionati su una superficie che va
dai precedenti 8 per 6 metri ad una di 10 per 7 metri. Il tutto per un
periodo d’utilizzo che passa dai precedenti 5 mesi (maggio-settembre) a
12 mesi. Viene infine confermata la finalità con cui vengono assegnati i
posteggi che riguarderà il settore merceologico alimentare con
possibilità di somministrazione. Commenta il consigliere delegato alle Isole, Alessandro Scarpa Marta. «Dopo oltre 10 anni di attesa, siamo riusciti a modificare il vigente piano commerciale portando a ripensare l’offerta di un servizio da sviluppare nell’arco dell’intero anno. Avere oggi, in due punti strategici dell’isola, la possibilità di realizzare due chioschi fissi, non più dei banchi amovibili, permetterà alle attività economiche dell’isola di incrementare i
posti di lavoro che limiteranno l’esodo dei nostri ragazzi verso altri comuni. Inoltre, conclude il delegato Scarpa Marta, questi chioschi saranno un punto di ristoro e aggregazione per i giovani del luogo e per i visitatori, che avranno così a disposizione anche i servizi igienici».
lunedì 26 marzo 2018
Delfino spiaggiato a Pellestrina. Incubo reti e motori
Sul litorale veneto se ne contano una quindicina l’anno. Va peggio alle tartarughe: dal 2013 ne sono morte 252
Un delfino spiaggiato è stato trovato ieri mattina a Pellestrina e portato subito a Padova per essere analizzato. Qui, nel Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell’Università di Padova, ogni giorno i veterinari cercano di capire perché delfini e tartarughe non ce la fanno. Amatissimi dagli umani, hanno comunque due storie diverse.
Le tartarughe arrivano dalla Grecia per stare al calduccio e mangiare le alghe dei temperati fondali dell’alto Adriatico. I delfini invece abitano tra l’Italia e la Croazia per tutto l’anno, arrivando a 5000 esemplari. Reti, eliche dei motori, plastica sono tra le cause maggiori della morte di entrambe le specie e tra quelle che stressano di più.
Le tartarughe Caretta Caretta durante l’anno vivono nei mari del Mediterraneo, ma da aprile a ottobre si spostano nelle coste italiane e croate. Purtroppo però gli ostacoli non sono pochi e spesso non ce la fanno.
Ieri pomeriggio la Società Veneziana Scienze Naturali ha organizzato al Museo di Storia Naturale l’incontro “Spiaggiamento. Perché cetacei e tartarughe marine finiscono nelle spiagge?” con Nicola Novarini, l’esperto di tartarughe del Museo, e i veterinari Cinzia Centelleghe e Sandro Mazzariol dell’ateneo patavino.
I dati parlano di 252 tartarughe che dal 2013 al 2016 si sono spiaggiate sul litorale veneto e di una media di una quindicina di delfini all’anno, come dimostra l’esemplare di ieri mattina. Le cause di spiaggiamento per le tartarughe sono tra le più svariate.
«Per la prima volta» spiega Centelleghe «stiamo provando ad applicare un’analisi fatta solo sugli umani per capire se la causa di morte è l’annegamento. Ci sono tante specie morte per una causa che non riusciamo a capire. Se una persona muore annegata si trovano infatti nel suo corpo le tracce delle alghe diotomee, stiamo verificando se avviene così anche nelle tartarughe». Gli affascinanti rettili e i simpatici mammiferi vengono studiati in due modi: da vivi o da morti.
Da vivi, se rimangono feriti, vengono trasportati al Centro di Primo Soccorso Netcem agli Alberoni, come i casi recenti delle tartarughe Luna, Camilla e Olga, liberate in mare dopo essere state curate. Nel caso invece di spiaggiamenti vengono portate a Padova.
«Con la stagione calda in arrivo» spiega Novarini «Noi continueremo a parlare con i pescatori e a sensibilizzare i diportisti che rischiano di falciarle con le eliche se vanno troppo veloci. Poi la plastica, non bisogna buttarla perché può esser scambiata per cibo dalla tartaruga». Oltre alla specie tipica, la Caretta Caretta, sono state trovate in questi anni due specie rare: la tartaruga liuto e la tartaruga verde, entrambe morte. Insomma, con barche, traffico mercantile, pescatori e qualche virus non è facile e anche loro rischiano di stressarsi.
Stessi rischi per i delfini, il più comune il tursiope. «Ce ne sono tra l’Italia e la Croazia circa cinquemila» spiega Mazzariol «Quest’anno inizierà un progetto con i pescatori, i primi che in mare possono imbattersi in un delfino». Tutti possono nel loro piccolo fare qualcosa, per esempio tenendo il mare pulito e avvertendo il Wwf se ci sono animali in pericolo (348.2686472).
Un delfino spiaggiato è stato trovato ieri mattina a Pellestrina e portato subito a Padova per essere analizzato. Qui, nel Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell’Università di Padova, ogni giorno i veterinari cercano di capire perché delfini e tartarughe non ce la fanno. Amatissimi dagli umani, hanno comunque due storie diverse.
Le tartarughe arrivano dalla Grecia per stare al calduccio e mangiare le alghe dei temperati fondali dell’alto Adriatico. I delfini invece abitano tra l’Italia e la Croazia per tutto l’anno, arrivando a 5000 esemplari. Reti, eliche dei motori, plastica sono tra le cause maggiori della morte di entrambe le specie e tra quelle che stressano di più.
Le tartarughe Caretta Caretta durante l’anno vivono nei mari del Mediterraneo, ma da aprile a ottobre si spostano nelle coste italiane e croate. Purtroppo però gli ostacoli non sono pochi e spesso non ce la fanno.
Ieri pomeriggio la Società Veneziana Scienze Naturali ha organizzato al Museo di Storia Naturale l’incontro “Spiaggiamento. Perché cetacei e tartarughe marine finiscono nelle spiagge?” con Nicola Novarini, l’esperto di tartarughe del Museo, e i veterinari Cinzia Centelleghe e Sandro Mazzariol dell’ateneo patavino.
I dati parlano di 252 tartarughe che dal 2013 al 2016 si sono spiaggiate sul litorale veneto e di una media di una quindicina di delfini all’anno, come dimostra l’esemplare di ieri mattina. Le cause di spiaggiamento per le tartarughe sono tra le più svariate.
«Per la prima volta» spiega Centelleghe «stiamo provando ad applicare un’analisi fatta solo sugli umani per capire se la causa di morte è l’annegamento. Ci sono tante specie morte per una causa che non riusciamo a capire. Se una persona muore annegata si trovano infatti nel suo corpo le tracce delle alghe diotomee, stiamo verificando se avviene così anche nelle tartarughe». Gli affascinanti rettili e i simpatici mammiferi vengono studiati in due modi: da vivi o da morti.
Da vivi, se rimangono feriti, vengono trasportati al Centro di Primo Soccorso Netcem agli Alberoni, come i casi recenti delle tartarughe Luna, Camilla e Olga, liberate in mare dopo essere state curate. Nel caso invece di spiaggiamenti vengono portate a Padova.
«Con la stagione calda in arrivo» spiega Novarini «Noi continueremo a parlare con i pescatori e a sensibilizzare i diportisti che rischiano di falciarle con le eliche se vanno troppo veloci. Poi la plastica, non bisogna buttarla perché può esser scambiata per cibo dalla tartaruga». Oltre alla specie tipica, la Caretta Caretta, sono state trovate in questi anni due specie rare: la tartaruga liuto e la tartaruga verde, entrambe morte. Insomma, con barche, traffico mercantile, pescatori e qualche virus non è facile e anche loro rischiano di stressarsi.
Stessi rischi per i delfini, il più comune il tursiope. «Ce ne sono tra l’Italia e la Croazia circa cinquemila» spiega Mazzariol «Quest’anno inizierà un progetto con i pescatori, i primi che in mare possono imbattersi in un delfino». Tutti possono nel loro piccolo fare qualcosa, per esempio tenendo il mare pulito e avvertendo il Wwf se ci sono animali in pericolo (348.2686472).
martedì 20 marzo 2018
Raccolta differenziata al via consegna chiavi per le calotte
In vista della raccolta differenziata
che comincerà a Pellestrina da domani, gli abitanti che ancora non
l’hanno fatto, potranno ritirare le chiavette necessarie per aprire le
calotte sui cassonetti del rifiuto secco domani, giovedì 22 e venerdì 23
dalle 10 alle 12. La consegna si terrà nella sede della municipalità di
Pellestrina, sestiere Zennari 639. Per ricevere la chiavetta, i
cittadini dovranno presentare la lettera già recapitata. In caso di
smarrimento, serve avere con sé un documento di identità e l’ultima
bolletta pagata della Tari. Da mercoledì 21 marzo debutterà il nuovo
metodo di raccolta che prevede l’uso dei cassonetti con calotta per il
secco e la raccolta dell’organico. Un sistema già collaudato in tutta la
terraferma del Comune di Venezia e al Lido. I risultati, in termini di
raccolta differenziata, sono buoni: in terraferma a gennaio scorso è
arrivata al 67,30%; al Lido, dove questo sistema è in vigore da 3 anni, è
al 62%. In un pieghevole spedito agli abitanti di Pellestrina, conclude
Veritas, è stato
illustrato il nuovo metodo di raccolta e fornita qualsiasi altra informazione utile per differenziare i vari rifiuti. Insieme a questo, è stato spedito anche un invito personalizzato per ritirare la chiavetta necessaria ad aprire le calotte sui cassonetti. (e.p.)
illustrato il nuovo metodo di raccolta e fornita qualsiasi altra informazione utile per differenziare i vari rifiuti. Insieme a questo, è stato spedito anche un invito personalizzato per ritirare la chiavetta necessaria ad aprire le calotte sui cassonetti. (e.p.)
venerdì 16 marzo 2018
Raccolta differenziata anche a Pellestrina
Anche Pellestrina sperimenterà la
raccolta differenziata dei rifiuti. L’isola era uno degli ultimi luoghi
della laguna dove ancora mancavano i cassonetti a calotta con le chiavi,
e nelle ultime ore Veritas ha organizzato alcuni incontri con la
cittadinanza per spiegare le nuove modalità di impiego e di raccolta
delle immondizie. A tutti i nuclei famigliari è stata consegnata la
chiave per poter utilizzare i nuovi contenitori a calotta, come da lungo
tempo avviene in terraferma. Ai cittadini sono stati anche dati dei
piccoli contenitori per l’umido da poter utilizzare in casa. La
Municipalità ha messo a disposizione la propria sede per la
distribuzione dei materiali e per gli incontri in cui sono stati
spiegati i nuovi termini della raccolta. «Siamo molto soddisfatti di
questo ulteriore passo avanti» ha detto il presidente municipale, Danny
Carella. «Finalmente anche Pellestrina si mette al passo con questo
progetto, e comunque noi rimarremo a disposizione della cittadinanza per
eventuali problematiche come la richiesta di nuovi contenitori oppure
lo spostamento dei cassonetti e delle isole ecologiche, qualora fossero
necessarie delle modifiche agli schemi iniziali. I cittadini avranno a
disposizione i contenitori per il secco a calotta, per vetro e plastica,
carta e naturalmente l’umido. Ora non resta che sperare che le cose
possano funzionare bene anche a Pellestrina, fermo restando che in
alcune aree permane il problema degli abbandoni di rifiuti ingombranti,
come ad esempio
nelle zone limitrofe ai cimiteri. Veritas ha ben spiegato a tutti che esiste il servizio di recupero gratuito a domicilio, ma in molti credono ancora che quei materiali, come mobili o elettrodomestici, sia meglio abbandonarli per strada o nei campi».
Simone Bianchi
nelle zone limitrofe ai cimiteri. Veritas ha ben spiegato a tutti che esiste il servizio di recupero gratuito a domicilio, ma in molti credono ancora che quei materiali, come mobili o elettrodomestici, sia meglio abbandonarli per strada o nei campi».
Simone Bianchi
giovedì 15 marzo 2018
La laguna di Venezia "autogrill" per gli uccelli migratori: anche le rare cicogne nere
Lo staff della Lipu di Ca' Roman segnala giorni eccezionali per il misterioso e affascinante migrare delgi uccelli
L'8 marzo è stata una giornata eccezionale di migrazione, per gli uccelli delle oasi protette in laguna di Venezia: un fenomeno osservato dagli esperti ornitologi ed appassionati in queste settimane che precedono la primavera.
Lo segnala lo staff Lipu dell'oasi di Ca' Roman: "La migrazione è
fenomeno ancestrale e naturale, porta, per sopravvivere, intere
popolazioni animali a spostarsi da un luogo all’altro", spiegamo
mostrando le magnifiche foto scattate in questi giorni,, "gli uccelli
sono indiscutibilmente i maestri di questo fenomeno, grazie alla loro
conformazione e all’evoluzione".
Lo staff tecnico LIPU, in Ca’ Roman, sta svolgendo le consuete attività inerenti il monitoraggio dei flussi nella Riserva.
"Poiane, falchi di palude, albanelle reali sono i rapaci più facilmente osservabili in questo periodo migratorio", spiegano, "a decine si fermano in volo sopra l’isola per sfruttare le correnti termiche ascensionali che si formano sopra le dune. Nei cieli sopra il mare, infatti, questo fenomeno non si si apprezza con tale intensità".
Parallelamente prosegue il passaggio dei colombacci e, nella zone della pineta, dei passeriformi: tordi, merli, fringuelli e peppole.
La vera sorpresa è stato il passaggio di due belle e rare cicogne nere: "Questi due uccelli", spiegano, " si sono ritrovati a sfruttare le correnti d’aria sopra Ca’ Roman proprio in contemporanea con le gru , un esemplare di Nibbio Reale e qualche decina di altri rapaci tra poiane e falchi di palude, nel complesso uno spettacolo come poche volte accade".
Nella stessa riserva si possono contemplare anche tutti quei limicoli, uccelli che rimestano nel fango, che in questi giorni di migrazione sfruttano le risorse di cibo della spiaggia come in un autogrill lungo l’autostrada. In questi giorni nella spiaggia si posso o infatti vedere molti piovanelli tridattili (in viaggio fino al circolo polare artico e oltre) e le elegantissime beccacce di mare.
E’ stato possibile, inoltre, ammirare più di un centinaio di magnifiche gru. Emblema della migrazione, nella loro tipica formazione a V, nel loro lungo viaggio verso l’Europa continentale dove, nelle radure e steppe nordiche, andranno a ritrovare il proprio partner per la stagione riproduttiva, tardo primaverile.
Avendo anch’esse sfruttato le correnti calde ascensionali, hanno a lungo veleggiato, sopra la Riserva, con la loro imponente conformazione alare, prima di proseguire con volo direzionale.
L'8 marzo è stata una giornata eccezionale di migrazione, per gli uccelli delle oasi protette in laguna di Venezia: un fenomeno osservato dagli esperti ornitologi ed appassionati in queste settimane che precedono la primavera.
Lo segnala lo staff Lipu dell'oasi di Ca' Roman: "La migrazione è
fenomeno ancestrale e naturale, porta, per sopravvivere, intere
popolazioni animali a spostarsi da un luogo all’altro", spiegamo
mostrando le magnifiche foto scattate in questi giorni,, "gli uccelli
sono indiscutibilmente i maestri di questo fenomeno, grazie alla loro
conformazione e all’evoluzione".Lo staff tecnico LIPU, in Ca’ Roman, sta svolgendo le consuete attività inerenti il monitoraggio dei flussi nella Riserva.
"Poiane, falchi di palude, albanelle reali sono i rapaci più facilmente osservabili in questo periodo migratorio", spiegano, "a decine si fermano in volo sopra l’isola per sfruttare le correnti termiche ascensionali che si formano sopra le dune. Nei cieli sopra il mare, infatti, questo fenomeno non si si apprezza con tale intensità".
Parallelamente prosegue il passaggio dei colombacci e, nella zone della pineta, dei passeriformi: tordi, merli, fringuelli e peppole.
La vera sorpresa è stato il passaggio di due belle e rare cicogne nere: "Questi due uccelli", spiegano, " si sono ritrovati a sfruttare le correnti d’aria sopra Ca’ Roman proprio in contemporanea con le gru , un esemplare di Nibbio Reale e qualche decina di altri rapaci tra poiane e falchi di palude, nel complesso uno spettacolo come poche volte accade".
Nella stessa riserva si possono contemplare anche tutti quei limicoli, uccelli che rimestano nel fango, che in questi giorni di migrazione sfruttano le risorse di cibo della spiaggia come in un autogrill lungo l’autostrada. In questi giorni nella spiaggia si posso o infatti vedere molti piovanelli tridattili (in viaggio fino al circolo polare artico e oltre) e le elegantissime beccacce di mare.
E’ stato possibile, inoltre, ammirare più di un centinaio di magnifiche gru. Emblema della migrazione, nella loro tipica formazione a V, nel loro lungo viaggio verso l’Europa continentale dove, nelle radure e steppe nordiche, andranno a ritrovare il proprio partner per la stagione riproduttiva, tardo primaverile.
Avendo anch’esse sfruttato le correnti calde ascensionali, hanno a lungo veleggiato, sopra la Riserva, con la loro imponente conformazione alare, prima di proseguire con volo direzionale.
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