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venerdì 29 dicembre 2017

Pellestrina, l’invasione massiccia su un asfalto ecologico “non sicuro”

Andar in bicicletta su un’esile striscia di terra, tra mare e laguna, di circa 8 km, con due strade, una carrabile e una fronte laguna. Da circa quattro anni, è arrivato il turismo ciclabile. Ma in modo massiccio, quindi per l’isola si tratta di una fastidiosa invasione non controllata. Lo sparuto gruppetto di ciclisti, la famigliola che viene a trascorrere in isola il fine settimana per godersi la bellezza del luogo, non fa testo. Ma le “mandrie” di 100/200 ciclisti domenicali o festivi, che prendono d’assalto il ferry agli Alberoni, e che scesi a Santa Maria del Mare occupano entrambe le carreggiate della strada, qualche problema lo provocano, anche di sicurezza. Soprattutto perché l’isola non ha una pista ciclabile degna di questo nome. L’antefatto: 7 anni fa perse la vita in un incidente stradale un bimbo di nove anni, Brahim. In suo nome venne avviata una campagna per la sicurezza stradale. E partì l’idea della pista ciclabile. Un centinaio di metri vennero realizzati nella strada dei murazzi, restringendo le carreggiate già strette, in tempi brevi. Un altro centinaio di metri furono dedicati a S. Maria delMare, in una stradina che collega la strada dei murazzi a quella fronte laguna. Bellissima, con una vista mozzafiato,mabreve. Nelle informazioni sulla viabilità dell’isola poi, la pista ciclabile è indicata come la strada lato laguna fino ad arrivare in località Portosecco, campo sportivo, dove, dopo anni di promesse e rimpalli di responsabilità è stata finalmente adattata a pista ciclabile una via esterna a qualunque circolazione, dove il turista e ciclista può godere per circa 3 km di un paesaggio unico: laguna e cielo. Peccato che ci sia l’inghippo. Tale pista, nell’accesso a Portosecco e a Pellestrina (vicino al cantiere Actv) ha un centinaio di metri per parte ancora sterrati. È stata realizzata in asfalto ecologico, talmente sottile che, in caso di emergenza o incidenti nessun mezzo di soccorso può transitarvi. Segnalazioni sono partite dalla Protezione civile e da cittadini responsabili. Ma pare che sia stato proposto di creare dei percorsi di soccorso trasversali da mare a laguna e installare idranti in corrispondenza. Quei 3 km sono costeggiati da orti e appezzamenti di verde privati: quindi un’altra decina d’anni per avviare espropri. E niente illuminazione, soltanto piccoli quadrati catarifrangenti poggiati a terra. È proprio per questo, anche la biciclettata di Ferragosto, manifestazione isolana storica, ha seguito il percorso tradizionale, ovvero della strada dei Murazzi. 300/400 persone in bicicletta, seguite costantemente dalla Protezione civile e dai carabinieri, non potevano transitare in un luogo dove, anche per una piccola caduta non avrebbero potuto essere soccorsi. Il resto della “pista ciclabile” è la strada lato laguna fino al duomo di Ognissanti. Poi altri 100 metri lato mare fino al cimitero di Pellestrina. Qui vi è il battello per Chioggia, che può imbarcare fino a 10 biciclette, mail sabato e la domenica vi sono un paio di corse dedicate soltanto a questi mezzi, sia in andata che in ritorno. E a Chioggia spesso l’imbarcadero non è sufficiente a contenere tutti i turisti.
Annalisa Busetto

«Ca’ Roman, il Comune cambi rotta»

Il Tar ha già dato ragione alle istanze degli ambientalisti bloccando le villette che dovrebbero essere edificate a Ca’ Roman. Ma la vittoria di questo primo round non ferma Estuario Nostro e Altro Lido che lanciano un nuovo appello al sindaco Luigi Brugnaro e all’assessore all’ambiente e all’urbanistica Massimiliano De Martin. I presidenti, Arrigo Battistini e Salvatore Lihard, chiedono a Ca’ Farsetti un netto cambio di rotta: «Una delle molte situazioni critiche che vi trovate ad aver eredito dall’amministrazione precedente è quella oggetto del recente annullamento da parte del Tar, del Piano di recupero dell’ex colonia Marina di Ca’ Roman - scrivono Battistini e Lihard. Una vicenda che abbiamo seguito attentamente fin dal 2011. Se fossimo stati ascoltati le cose sarebbero potute andare ben diversamente». La posizione degli ambientalisti è molto chiara: un Piano di recupero nell’area si può fare,ma la cubatura edilizia e le nuove costruzioni non devono andare ad intaccare un’area verde, gli ex orti, definita di pregio ambientale. «Gli assessori che si sono succeduti, Ezio Micelli e Andrea Ferrazzi, hanno preferito assecondare le richieste della proprietà di massimizzare le proprie convenienze derogando di fatto alle normative urbanistiche superiori. Si è dovuto quindi affrontare un ricorso al Tar grazie al sostegno, in prima linea, di Italia Nostra, intervenuta a livello nazionale ». L’invito agli attuali amministratori è quello a non ripetere le scelte sbagliate, ma piuttosto ad adoperarsi «per persuadere l’attuale proprietà che, nell’area in questione, è possibile anche un intervento forse commercialmente meno ambizioso ma più avveduto e sostenibile - scrivono i rappresentanti delle due associazioni - che consideri cioè le cubature legittimamente ricavabili e utilizzabili. Questo si può fare e senza perdere altro tempo». In pratica una ristrutturazione edilizia della vecchia colonia, un tempo delle suore Canossiane, mentre la parte mai edificata (ex orti) andrebbe considerata come preziosa area naturale tra l’ex colonia, la pineta e il complesso di interesse storico del Forte Barbarigo.
L.M.

giovedì 28 dicembre 2017

Donazioni sangue, nell’isola una risposta convincente

(L.M.) Quaranta donazioni e due nuove idoneità. Pellestrina festeggia un nuovo record di generosità nella donazione del sangue. Alla quarta uscita in isola dell’Avis comunale di Venezia i pellestrinotti hanno risposto con la consueta voglia di mettersi in gioco, in prima persona, per aiutare chi ha bisogno. Un successo nel segno dell solidarietà ancora più significativo nel clima natalizio. In molti potevano essere distratti dalle ferie o dalla corsa ai regali. Invece, pochi giorni prima di Natale Pellestrina ha dimostrato, di avere un grande cuore. C’è chi si è messo in coda alle 7 del mattino e ha aspettato un’ora al freddo fino alle 8 per donare il sangue e dare la propria adesione. L’affluenza (nella foto una fase dell’iniziativa organizzata dall’Avis) è stata al di sopra di ogni attesa. Il presidente Sandro Cicogna e la vicepresidente Patricia Springolo hanno quindi rivolto un grande grazie a tutti i volontari, ai donatori e alle donatrici alle infermiere e ai medici che hanno permesso con la propria partecipazione questa raccolta straordinaria. Nonostante questo bell’exploit di Pellestrina, l’Avis comunale di Venezia chiude questo 2017 in negativo rispetto alle esigenze c’è carenza di sangue.

domenica 24 dicembre 2017

In arrivo un milione per interventi in primo piano ci sono le fognature

Fondi per sistemare anche il palasport

In arrivo oltre un milione di euro per Pellestrina. Nel pacchetto di interventi, inseriti nel bilancio 2018, e finanziati per circa 20 milioni di euro su tutto il territorio comunale, una fetta importante, su proposta dell’assessore comunale al Bilancio, Michele Zuin, è stata riservata a Pellestrina. Soddisfatto anche il consigliere comunale, e delegato del sindaco alle isole Alessandro Scarpa Marta che ha voluto ringraziare il sindaco e l’intera giunta comunale per l’attenzione data a Pellestrina. «Un altro passo avanti, la giunta comunale ha approvato lavori a far funzionare il sistema di scarico delle acque piovane e dell’alta marea – ha detto Scarpa - è stato inoltre messo in bilancio l’adeguamento e messa in sicurezza Palazzetto dello sport di Portosecco in modo che le associazioni e persona possano usufruire di questi spazi. E’ previsto il restauro della sala del cinema Perla e ex scuola Goldoni con i fondi del patto per Venezia, integrazione idranti e rete antincendio località “la Mara”, dove gli operai sono già all’opera. In extremis, anche su mia precisa richiesta, è stato inserito il restauro degli ex bagni pubblici di Pellestrina e San Pietro in Volta e sistemazione dei marciapiedi e delle piazze delle chiese fronte laguna. Ci sono poi altri interventi importanti anche per le altre isole della laguna. Ma indubbiamente per Pellestrina sarà un salto di qualità». L’appalto più urgente è quello che riguarda il sistema fognario, vasche per la rete delle acque, quadri elettrici, manutenzione pompe e marciapiedi per l’isola di Pellestrina. E’ stato approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica che prende in considerazione tutti gli interventi che si reputano necessari e indispensabili per l’adeguamento e il ripristino degli impianti di trattamento delle acque presenti sull’isola considerato che lo stato delle apparecchiature di alcuni impianti risulta essere molto critico.
Gli interventi, per un totale di 1.040.820 euro, prevedono il rifacimento e la sostituzione di parti elettriche ed elettromeccaniche, valvole e pompe per consentire il corretto funzionamento dell’intero sistema.
LorenzoMayer

giovedì 14 dicembre 2017

Targa per ricordare la nave “Kadima

Da ieri, davanti alla chiesetta della Madonna della Carità, c’è una targa a ricordo della partenza proprio da qui, la notte del 5 novembre 1947, della nave Kadima che trasportava centinaia di donnee uomini europei,verso una nuova patria, la Palestina. La posa della targa è stata voluta dalla municipalità insieme alla Comunità Ebraica. Significativa è stata la presenza degli alunni di alcune classi della scuola media di Pellestrina “Loredan”.La scelta di ricordare quanto accaduto è un insegnamento a non dimenticare dato ai ragazzi e alle giovani generazioni, ed è stato toccante sentire le testimonianze di persone che hanno vissuto quel periodo, e che nella nave“Kadima” avevano amici o parenti. Alla cerimonia sono intervenuti il Rabbino Rav Scialom Bahbouta, Danny Carella, presidente della Municipalità e il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Franca Ongaro”Vittore
Pecchini.

domenica 10 dicembre 2017

Vittoria Risi,pornostar appassionata di pittura

Un assaggio delle capacità artistiche di Vittoria Risi, nota pornostar veneziana originaria di Pellestrina (nella fotografia), che negli ultimi tempi ha cercato di valorizzare soprattutto le sue capacità pittoriche. Il tutto in attesa della personale prevista per il 2018.
In questo caso si tratta di due sue tele di grande formato, che raffigurano i paesaggi lagunari dalle atmosfere sfumate e nebbiose, che recentemente sono state esposte negli spazi della Bugno Art Gallery incampoSanFantin, all’interno diuna collettiva.

giovedì 24 luglio 2014

Si è spenta a 45 anni la maestra elementare Paola Busetto Sabato i funerali

(r.v.) Stroncata a 45 anni dalle complicanze di una polmonite. Paola Busetto, maestra alla scuola elementare Gabelli del Lido, si è spenta l'altra notte all'ospedale civile di Venezia dov'era ricoverata da qualche settimana: la notizia della sua scomparsa si è diffusa velocissima, suscitando commozione e incredulità tra amici e colleghe. L'ennesima aggressione al suo fisico già provato dalla malattia si è rivelata fatale, ma lei è rimasta serena e cosciente fino alla fine. Una donna che fino all'ultimo ha saputo trasmettere fiducia e positività: era lei a confortare chi le stava intorno, senza quasi mai far trasparire sofferenza o preoccupazione. Per scelta aveva deciso di fare l'insegnante di sostegno, per stare vicino a chi ne aveva più bisogno conquistando con la sua verve anche i ragazzi più difficili. Da quindici anni circa lavorava alla elementare Gabelli. Ma nella sua vita c'era spazio anche per la parrocchia: parte del tempo libero era dedicato alla preparazione degli incontri dell'Azione cattolica ragazzi a Sant'Antonio, dov'era sempre presente con la sua allegria e il suo brio.
I funerali si svolgeranno sabato mattina alle 11 nella chiesa di San Pietro in Volta, concelebrati da don Angelo Vianello, amico di Paola e da don Fabrizio Favaro, parroco di Sant'Antonio del Lido. Lascia il marito e i figli Michele e Anna Chiara.

domenica 22 dicembre 2013

La lettera di Jennifer alle amiche: «Il tumore mi fa paura, ma ho voi»

C'era tutta Pellestrina a dare l'addio in chiesa alla 27enne che è riuscita ad avere il figlio che desiderava prima di morire

 «Quando ho scoperto la malattia, ho avuto paura, ma ho promesso di non piangere, perchè ho voi, il vostro affetto e le vostre preghiere. Pregate per me, perchè io credo». Queste le parole di una Jennifer dicianovenne, lette durante il suo funerale, ed affidate ad una lettera indirizzata a quel tempo, alle compagne di scuola. Jennifer Vianello, 27 anni, parrucchiera ed estetista, si è spenta giovedì pomeriggio all'ospedale Civile di Venezia, dove era ricoverata da un paio di mesi, dilaniata a un tumore, con cui combatteva e conviveva da nove anni. Nove anni di lotte, battaglie, con brevi periodi di stasi, sino alla stoccata finale, arrivata quando si è accorta di aspettare un bambino. Il sogno di Jennifer era quello di avere un figlio, e non era assolutamente scontato che ciò fosse possibile da realizzare. Non ha avuto esitazioni Jennifer, ha scelto immediatamente, ed ora, il suo bambino ha 15 mesi, sta bene, ed è bello e fiero come la sua mamma. E c'era tutta l'isola ieri a dare l'ultimo saluto «alla stella più bella e luminosa del cielo» , come l'hanno apostrofata sul web. I parenti, gli anziani nonni, gli amici, i conoscenti, e tanti adulti, a piangerla come una figlia. Pellestrina si è letteralmente fermata per due ore, incredula, attonita, per stringersi intorno a quella bara chiara ed esile, come lo era Jennifer, coperta di fiori bianchi.«

sabato 21 dicembre 2013

Jennifer, diventa madre nonostante il cancro: il bimbo nasce e lei muore

 L’isola si stringe attorno alla famiglia della giovane stroncata da un tumore. Era malata da 8 anni ma non si è mai arresa

Si è spenta a 27 anni, dopo lunga e straziante malattia Jennifer Vianello. Da circa otto anni lottava contro il male, lo stesso che non le ha lasciato scampo, ma ciò non le ha impedito di vivere questo tempo con grande intensità. Finché le forze gliel’hanno consentito, ha lavorato come parrucchiera nella casa di riposo dell’isola, dove era adorata dagli anziani ospiti, per la dolcezza e il rispetto con cui si rapportava con loro. Nel settembre dell'anno scorso poi, quando la malattia, dopo un periodo di relativa tranquillità, si era ripresentata, aveva fatto una scelta estrema: dare la vita a quel bimbo che, come un miracolo, si era accorta di portare in grembo. Malgrado le cure pesanti, il bimbo è nato e ora sta bene.

domenica 13 ottobre 2013

Una via intitolata a Raimondo Vianello. Pellestrina celebra il suo "Gige"

Il soprannome dello showman scoperto da uno storico locale:
il nonno Ciriaco Vianello era un comandante della Marina


L’indimenticabile showman Raimondo Vianello avrà una via a lui dedicata sull'isola di Pellestrina (Venezia). Proprio alla vita della sua famiglia è stata dedicata una parte del sopralluogo in isola svoltosi l’altro giorno dall’assessore Tiziana Agostini e dal presidente della Municipalità del Lido-Pellestrina Giorgio Vianello. L’obiettivo dell’incontro è quello di ricostruire la toponomastica dell’isola di Pellestrina che attualmente è assai carente e presenta molte dimenticanze dovute allo scorrere del tempo.

Con l’aiuto di Ugo Scarpa detto “Zio”, residente a Mestre, ma originario proprio di Pellestrina, si sta ricostruendo l’esatta denominazione di tutte le vie. Scarpa è uno storico ed in particolare è uno studioso della toponomastica, tra l’altro ha già pubblicato un libro che ripercorre la storia di circa 250 sacerdoti originari di Pellestrina dal Concilio di Trento ad oggi.
Proprio Scarpa consultando nell’archivio parrocchiale della Chiesa di Ognissanti di Pellestrina i vari certificati di battesimo e studiando le mappe dal 1800 ad oggi ha scoperto che il Raimondo nazionale era detto “Gige”.

Un soprannome in onore del nonno Ciriaco Vianello che è vissuto a Pellestrina ed era un comandante della Marina militare. Abitava nel Sestiere Vianelli e tutt’ora c’è una via dedicata a lui, col soprannome, a Pellestrina. La via si trova oggi tra via “Ciaccole” e via “Testoni”: era intitolata a “Gige” proprio perché quasi tutte le case di quella via (dal civico 785 al 792 e dall’801 all’804) erano di proprietà del nonno, appunto detto “Gige”.

Il soprannome era stato attribuito perché il nonno possedeva una barca con quel nome con la quale si spostava per lavoro da Pellestrina a Venezia. Via “Gige” verrà presto indicata con un riferimento al nonno e all’illustre nipote. L’obiettivo è quello di recuperare tutti i “ninzioletti” per offrire una toponomastica certa e completa dell’isola e per far questo, visto i pochi fondi a disposizione, il presidente della Municipalità Giorgio Vianello ha chiesto la collaborazione di commercianti ed esercenti.

mercoledì 14 marzo 2012

Pellestrina, lunedì partono i lavori al palasport

L’assessore Alessandro Maggioni annuncia l’avvio dei progetti che interessano anche il vicino campo da calcio

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 Partiranno lunedì gli attesi interventi sugli impianti sportivi di Pellestrina e San Pietro in Volta. Ad annunciarlo l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni. Per quanto riguarda il Palazzetto dello Sport di Portosecco, saranno rimosse le parti pericolanti del tetto e sarà avviata una ristrutturazione complessiva dell’edificio che prevede, tra l’altro, il rifacimento della copertura in guaina saldata. L’importo dei restauri ammonta a 110 mila euro, con previsione di fine lavori entro luglio. Nell’attiguo campo da calcio, invece, sarà sistemato il manto erboso e l’impianto di irrigazione. I lavori partiranno appena espletati gli adempimenti di legge (aggiudicazione della gara, contratto ecc.). «Nel ringraziare gli abitanti di Pellestrina e San Pietro in Volta per la pazienza nell’attendere gli interventi ma anche per l’importante collaborazione che hanno da sempre dimostrato – ha dichiarato l’assessore Maggioni – esprimo viva soddisfazione per questi lavori molto attesi che rendono tangibile l’attenzione dell’amministrazione comunale per gli impegni presi verso l’isola dell’estuario. Non esistono – ricorda Maggioni – luoghi di "serie a" e di "serie b" nel nostro Comune e ciò vale anche per le isole tutte, che custodiscono una inestimabile raccolta di tradizioni culturali e sociali che le rende preziose come ogni altra parte del nostro territorio, luoghi quindi da tutelare con instancabile impegno».
      Sul tema era intervenuto più volte il consigliere comunale Alessandro Scarpa "Marta". «Ho chiesto garanzie per il palazzetto, controlli sui lavori che saranno fatti e anche sui materiali utilizzati - dice Scarpa "Marta" - serve un monitoraggio anche alla fine dei lavori. Nei prossimi giorni il sindaco, dopo le ripetute richieste, incontrerà il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Gabrielli, per chiedere i rimborsi dei danni subiti per l'evento del 23 luglio 2010, danni al patrimonio pubblico e alle proprietà private danneggiate. Molti sono i cittadini che fin da subito si sono attivati, sistemando i danni del fortunale a spese proprie».

Villette a Ca’ Roman, cresce il fronte del no

«Impatto eccessivo» e c’è chi teme una darsena

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É battaglia sulle "villette" di Ca’ Roman. Un piano di recupero di iniziativa privata che ha già ottenuto il via libera della Giunta e prevede la trasformazione dell’ex colonia delle canossiane, in abbandono, in un villaggio per turisti, con una quarantina di villette, per un’ottantina di appartamenti, sparse per tutta l’area, a stretto contatto con l’oasi gestita dalla Lipu. Una rovina, a detta degli ambientalisti, che hanno stilato pagine e pagine di osservazioni sull’impatto di questo intervento su un ambiente naturale di particolare pregio. Ma ora il fronte dei contrari al progetto si sta allargando anche tra i consiglieri comunali. Un gruppo ha chiesto di dibatterne in consiglio comunale. E il primo passo, ieri, è stata la presentazione in commissione del piano da parte dei progettisti, guidati dall’architetto Giovanna Mar.
      L’assessore all’urbanistica, Ezio Micelli, ha messo in chiaro che il piano di fatto è già approvato dalla Giunta e, in base alle nuove norme, il Consiglio comunale non ha più competenze: «Non è una variante, ma un piano attuativo e come tale spetta alla Giunta». Interpretazione contestata dagli ambientalisti. E anche da molti consiglieri, intenzionati a dar battaglia. Sotto accusa, in particolare, la destinazione dell’area sud del complesso, un tempo adibita ad orti, oggi riconquistata dalla vegetazione. Il piano prevede di distribuire le sue villette anche in quest’area, che alcune tavole del Prg tutelavano a verde. Quelle tavole, però, sono state "declassate" a "riferimento interpretativo" e alla fine l’urbanistica del Comune ha consentito di usare anche quest’area «in modo da ridurre la densità edilizia». L’architetto Mar ha poi descritto il futuro villaggio come una struttura che si perderà nel verde, con villette ispirate ai casoni, tutte di legno, vetro e metallo, mentre un percorso ciclabile consentirà di girarci intorno.
      Ma le critiche sono piovute pesanti: Lastrucci (Idv) ha parlato di un «intervento eccessivo»; Scarpa Marta (Impegno) di un progetto che «non porterà benefici all’isola»; per Giusto (Lega) snaturerà Pellestrina; Funari (gruppo misto) ha addirittura paventato la costruzione di una darsena da un centinaio di posti in zona: «Hanno già presentato la domanda al Magistrato».

Grandi Navi e Porto L’Udc sta con Costa

633-1.jpg L’Udc scende in campo in difesa delle grandi navi. Per il partito, Venezia deve difendere la presenza della crocieristica, con il suo indotto, alla Marittima. E immagina, anzi, un ulteriore sviluppo di questo settore con la creazione del nuovo terminal di Santa Maria del Mare, a Pellestrina, da dedicare alle navi di prossima generazione, «complementare» a quello attuale. Sta tutto scritto in un documento della segreteria comunale del partito, che di certo farà discutere. Ieri è stata presentato dal segretario comunale dell’Udc, Michele Scibelli, con quelli delle sezioni del Lido, Cristina Toso, e Pellestrina, Vincenzo Vianello, il consigliere comunale Simone Venturini e l’assessore Ugo Bergamo. Assente, non a caso, l’altro consigliere comunale, Ennio Fortuna, esponente di spicco del partito, ma che sulle grandi navi in laguna ha, come noto, una posizione molto critica.
      «Siamo molto preoccupati per le tante persone che lavorano di porto e vogliamo scongiurare che si trovino soluzioni al di fuori del Comune di Venezia - ha esordito il segretario Scibelli - Prendiamo atto del decreto ministeriale che vieta il transito in bacino di San Marco, quando le autorità marittime avranno individuato delle vie alternative. Noi non abbiamo posizioni scientifiche a riguardo, ma da politici diciamo che bisogna accelerare sulle soluzioni». «Siamo i primi a prendere una posizione politica su un tema tanto delicato senza imbarazzi - ha rivendicato Bergamo - La Marittima deve continuare a svolgere il ruolo di stazione crocieristica. Non vogliamo perdere il ruolo di home port (quello da cui partono le crociere, ndr.). E Santa Maria del Mare potrà diventare un terminal complementare per quelle nuove navi, ancora più grandi, che non potranno entrare in laguna. Ovviamente andranno fatte le necessarie analisi ambientali e di mobilità». Nel documento si immagina anche la realizzazione di un tunnel di collegamento automobilistico tra Alberoni e Santa Maria del Mare. «Andrà fatto ogni sforzo perché questo nuovo terminal diventi un volano di sviluppo economico per Pellestrina - ha continuato Bergamo - invece di mandare queste nuove navi a Ravenna, Trieste o Dogaletto di Mira...». Sull’impatto ambientale che tanto preoccupa i comitati, Bergamo ha citato i lavori del Porto per elettrificare parte delle banchine. Quanto alle masse che il doppio terminal scaricherebbe sulla città, per l’Udc è un problema che si risolve con una buona organizzazione dei flussi. «Non possiamo rinunciare alla crocieristica in base a spinte emotive - ha continuato Bergamo -. La posta in gioco è un’economia cittadina già in difficoltà». Fin qui la posizione dell’Ulc: «Non abbiamo affrontato il problema né in Giunta né in maggioranza» ha concluso l’assessore.

martedì 13 marzo 2012

De Poli, transazione con il Comune

Una transazione per chiudere un contenzioso trentennale tra Comune e cantiere De Poli, oggi in liquidazione, e consentire all’Actv, che ha acquistato l’area, di cominciare a lavorarci. L’ha votata ieri il Consiglio comunale.
      Tutto ruota attorno a una piccola area demaniale occupata dal cantiere, per cui a suo tempo i De Poli avevano chiesto una permuta negata dal Comune. «Con i commissari liquidatori si è deciso di chiudere questo contenzioso, anche in considerazione del fatto che l’area è sta acquistata da una società del Comune» ha spiegato il sindaco Giorgio Orsoni. La società in liquidazione rinuncerà agli otto contenziosi ancora in piedi davanti al Tar, il Comune alla riscossione delle vecchie Cosap su quell’area. Le spese legali saranno compensate tre le due parti. Una soluzione che ha lasciato l’amaro in bocca al consigliere del Pdl, Cesare Campa: «É la soluzione che proponevano i De Poli nell’81, intanto il cantiere è fallito e si sono persi tanti posti di lavoro». «Il cantiere non è fallito per questo - ha ribattuto il sindaco - certo, i problemi si potevano risolvere prima. Ora li stiamo risolvendo».

Nell’ex colonia all’improvviso spunta un pontiletto

É spuntato un pontiletto nell’area dell’ex colonia di Ca’ Roman, dove i privati che hanno acquistato l’area intendono realizzare un complesso turistico con un’ottantina di villette. «Qui in Comune stiamo ancora discutendo di questo piano. Ma mentre noi parliamo, altri hanno già costruito il pontile necessario per i lavori, senza l’autorizzazione del Comune e del Magistrato alle acque» s’arrabbia il consigliere comunale, Nicola Funari, che insieme ai colleghi Renzo Scarpa e Alessandro Scarpa Marta, è pronto a dar battaglia nella commissione convocata per oggi. Secondo i tre consiglieri, infatti, il piano non solo presenta varie «problematiche ambientali», ma ha anche seguito un iter improprio. La competenza non sarebbe infatti della Giunta, che ha già dato il suo via libera al contestato progetto, ma del Consiglio comunale. Per questo i tre hanno preparato un promemoria da consegnare oggi agli altri consiglieri. Tra il materiale, le osservazioni delle associazioni ambientaliste particolarmente critiche verso un progetto accusato di compromettere un’area di particolare interesse paesaggistico.

venerdì 9 marzo 2012

Quattrocento firme contro le villette di Ca’ Roman

Sono già 400 le firme raccolte tra la popolazione di Pellestrina, per chiedere la rivisitazione e il ridimensionamento del progetto, già approvato con delibera di Giunta un paio di mesi fa, che prevede la costruzione di 41 villette a due piani, 82 appartamenti, ad uso turistico a Ca’ Roman, nell'ex colonia delle suore canossiane. Un progetto molto contestato in isola, perchè sarà realizzato in una zona assai amata dai residenti, ma soprattutto perchè tale progetto, ne sono convinti tutti, proposto da una cordata di imprenditori padovani, non porterà nessun utile all'isola. «Un progetto barbaro» commenta R.Z., 50 enne «che va a snaturale uno degli angoli più belli e naturali della nostra isola. Sembre impossibile» continua «ma quando chiediamo qualcosa noi, anche piccole cose, per vivere dignitosamente, c'è sempre qualche impedimento. Arrivano gli imprenditori, e il Comune dice sì, senza esitazione». «È un discorso complesso» chiosa Alessandro Scarpa, consigliere comunale isolano «ben vengano il recupero, la risistemazione di una zona che fino a qualche anno fa, quando c'erano le suore era un gioiellino. Ma quello che mi lascia perplesso, è il fatto che, tale operazione comunque, non porterà nessun sviluppo per l'isola. Da anni parliamo della necessità che Pellestrina sia coinvolta in un progetto di rilancio, che non è assolutamente questo. E poi - conclude - si vanno a toccare zone da sempre libere, e che gli isolani non potranno più frequentare». Il progetto infatti vede uno sconfinamento nell'area libera verso sud, di alcune costruzioni, e la realizzazione di un pontile, per l'imbarco e lo sbarco, ad uso privato, che verrebbe realizzato sempre in una zona libera, e confinante con un'area Sic.
      Annalisa Busetto

mercoledì 7 marzo 2012

Polemica sulle esumazioni «Venezia perde pure i morti»

Concessioni scadute a San Pietro in Volta. Si va a San Michele o c’è la cremazione

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694-1.jpg Non solo le salme dei defunti, sepolti a terra, dopo un tot di anni vengono esumate, ma anche i resti che riposano in ossario. In una lettera al nostro giornale, Giovanni Scarpa, sessantenne di S.Pietro in Volta, racconta di come, qualche giorno fa, recandosi in cimitero, ha appreso che nei prossimi giorni, saranno esumati i resti di alcuni ossari, per scadenza dei termini di concessione. Tra tutti quei nomi, quello del nonno materno, combattente in Libia durante la prima guerra mondiale. Scarpa non lo ha conosciuto «ma ciò non toglie che il legame, con quei poveri resti, per me, e negli altri casi, per gli isolani, sia ancora vivo». La cosa logica per Scarpa, è chiedere ad un operatore Veritas, come fare per rinnovare la concessione. Ed è qui la sorpresa. La concessione non è rinnovabile; i resti si possono prelevare e spostare in un altro cimitero del Comune di Venezia, come a San Michele, oppure farli cremare e riportare in quello di S. Pietro, o, se non si scelgono le prime due opzioni, le ossa o quel che ne rimane, finiranno nell'ossario comune. Perchè, si chiede Scarpa, tutti questi movimenti, viaggi inutili tra cimiteri, spostamento di poveri resti, quando veramente bastava rinnovare la concessione?
      «Vi è un'ordinanza del sindaco - spiega Veritas - che dice appunto che, bisogna esumare tutte le concessioni scadute, compresi gli ossari. Quello che è stato spiegato al signore è vero, perchè fa parte dell'ordinanza e del regolamento di polizia mortuaria».
      Scarpa solleva anche la questione costi; cremazione e nuovo loculo, verrebbero a costare all'incirca 800 euro. Una spesa, che non tutti possono sostenere. «La cremazione per i residenti - aggiunge Veritas - costa 200 euro più iva. L'urna poi può essere posta in un cinerario, che ha un costo contenuto», ma che è presente soltanto nel cimitero di Pellestrina e non in quello di San Pietro. Ma soprattutto per un cristiano la cremazione va contro i pricnìpi della fede. «Ora capisco perchè i veneziani e i giovani se ne vanno da Venezia - conclude Scarpa - capisco perchè la pesca è morta, capisco perchè la nostra cultura millenaria sta morendo. Il perchè sta in un Comune sordo e lontano dai sentimenti della gente».

domenica 4 marzo 2012

Tromba d’aria, comitato di residenti per chiedere il risarcimento dei danni

(A.B.) Si è formato un comitato di cittadini che hanno subito danni durante la tromba d'aria del 23 luglio 2010. All'indomani dell'evento, l'allora capo della Protezione Civile, Bertolaso, arrivò in isola e dichiarò che lo Stato sarebbe intevenuto, entro ottobre, per risarcire i cittadini dei gravi danni subiti. Analoga dichiarazione, rilasciò il sindaco Orsoni, e infatti il Comune attivò immediatamente le procedure affinchè i cittadini potessero dichiarare e documentare i danni, per richiadere il contributo. A distanza di oltre un anno e mezzo, tutto tace. I cittadini hanno incontrato il presidente della Municipalità Giorgio Vianello, e il consigliere comunale Alessandro Scarpa, chiedendo il loro intervento per risolvere i problemi relativi alla mancata corresponsione dei contributi. A farne le spese, furono il palazzetto dello sport, che nel frattempo, si è scoperchiato, una quindicina di giorni fa, definitivamente, l'ex scuola elementare Carlo Goldoni, ora sede di associazioni e della Protezione Civile, e gli edifici della Remiera. In tutti, i danni non sono stati sistemati. Il comitato ha deciso quindi, di affidare al presidente Vianello e al consigliere Scarpa, l'incarico di organizzare un incontro con il sindaco, per sollecitare gli interventi di restauro al patrimonio pubblico, e per sbloccare i contributi che, la dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, aveva reso possibile.

venerdì 2 marzo 2012

Pellestrina. Senso unico alternato

(L.M.) È stato prorogato fino al 31 marzo a Pellestrina, il senso unico alternato, regolato da semaforo, nella strada dei Murazzi, davanti alle scuole dell'isola «Loredan» e «Zendrini». Sarà sempre garantito il transito pedonale e l'accesso alle fermate Actv

mercoledì 22 febbraio 2012

Veritas promette la cella mortuaria

(L.M.) Anche l'ultimo viaggio, per il caro defunto e i familiari che lo accompagnavano, rischiava di essere un'odissea che aggiungeva altro dolore e recriminazioni. Oltre ad un aggravio dei costi. Perchè a Pellestrina, da tempo, manca una cella mortuaria dove collocare i defunti in attesa della celebrazione del funerale. Così, se uno muore a Pellestrina, dev’essere portato al Lido per andare all'obitorio e poi riaccompagnato a Pellestrina per il funerale. Nelle scorse settimane si erano già registrate polemiche da parte dei parenti di un'anziana signora morta a Pellestrina. Veritas, dopo le proteste degli abitanti e l'intervento della municipalità ha già fatto sapere che, entro circa tre settimane verrà ripristinata la cella mortuaria nel cimitero di Pellestrina, esattamente come in passato. La struttura, che deve rispondere a determinati parametri, è già stata acquistata ora dovrà solo essere installata. Una notizia che dovrebbe placare le polemiche e soprattutto dare il giusto rispetto e la dignità ai defunti, evitando lunghi trasferimenti da un'isola all'altra, che fanno lievitare i costi dei servizi funebri.