giovedì 31 ottobre 2013
«No alla modifica del canale»
No alla modifica del percorso del canale lagunare di fronte agli
Cantieri De Poli. È questa la posizione assunta dal presidente della
Municipalità Giorgio Vianello, nei confronti del progetto che nei giorni
scorsi Actv ha presentato alla commissione consiliare di Ca’ Farsetti.
«Trovo che sia una modifica che non serve a nulla», dice Vianello, «quel
canale è sempre stato così, anche quando la De Poli varava navi
mercantili ben più grandi di un ferry boat di Actv. Ci muoveremo per
capire le motivazioni di questa richiesta, ma personalmente la trovo
inaccettabile». (s.b.)
martedì 29 ottobre 2013
Pellestrina, cantieri Actv c’è il rischio di un ricorso
mercoledì 23 ottobre 2013
Pellestrina, l’Actv riduce l’impatto dei nuovi cantieri
Il nuovo progetto, che andrà ora in Salvaguardia, illustrato ieri alla Commissione consiliare Trasporti. Un anno di lavori
I cantieri Actv nell’area degli ex cantieri De Poli a Pellestrina destinati alle grandi manutenzioni, si ridimensionano in parte, per superare il “veto” ambientale della Commissione di Salvaguardia, che aveva già fermato il precedente progetto, elaborato dal Magistrato alle Acque. È quanto hanno spiegato l’amministratore delegato dell’azienda Giovanni Seno e il presidente Luca Scalabrin accompagnando ieri mattina in sopralluogo i componenti della Commissione consiliare Mobilità e Trasporti guidati dal presidente Luigi Giordani. Il progetto inizialmente presentato dal Magistrato alle Acque prevedeva interventi per la realizzazione di una nuova darsena Actv di fronte all'ex cantiere De Poli, con un collegamento fisso tra cantiere e darsena a la chiusura di quel tratto del canale di Pellestrina. Un intervento impattante, a fermare il quale aveva contribuito anche una lettera alla Salvaguardia dell’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, che ricordava come al progetto mancasse la Valutazione d'impatto ambientale, andando a toccare anche zone di interesse naturalistico. A questo punto era stato lo stesso Magistrato alle Acque a fermare il progetto, in attesa di chiarimenti del Comune, anche se poi era stato il sindaco Giorgio Orsoni con una lettera riservata al presidente del Magistrato alle Acque a esprimere la volontà del Comune a trasferire il cantiere Actv a Pellestrina, lasciando a disposizione del Consorzio Venezia Nuova le aree ora occupate all'Arsenale. Ora, hanno spiegato ieri i vertici dell’Actv ai consiglieri comunali, il progetto è stato ridotto d’impatto, lo scavo del canale più modesto, con una “gobba” nella zona dove sorgerà la piattaforma sull’acqua per le manutenzioni, dove sarà possibile attraccare anche i vaporetti e i battelli. Anche la Valutazione d’impatto ambientale sul progetto è stata compiuta e si attende solo la firma del Magistrato alle Acque per ripresentarlo nuovamente in Commissione di Salvaguardia sperando stavolta in un sì. Ora nell’area del cantiere De Poli lavorano una quarantina di persone, ma diventeranno cento non appena saranno stati eseguiti i lavori per l’adeguamento del cantiere alle grandi manutenzioni, che dureranno circa un anno. Concordi i consiglieri nell’approvazione di questo percorso, che consentirebbe ad Actv di lasciare libere le aree di Arsenale e di Sant’Elena, concentrando le piccole manutenzioni al Tronchetto. «È importante che venga elaborato anche un piano B dell’azienda nel caso il progetto dovesse essere bocciato nuovamente dalla Salvaguardia - ha osservato Sebastiano Costalonga di Fratelli d’Italia - perché altrimenti si vanificherebbe tutto l’oneroso investimento fatto da Actv su Pellestrina». «Per Pellestrina l’entrata pienamente in funzione del cantiere Actv - ha aggiunto Alessandro Scarpa della Lista Civica Boraso - perché, oltre a razionalizzare l’attività dell’azienda, rappresenterebbe una boccata d’ossigeno fondamentale per l’economia e dell’occupazione dell’isola, oggi in grave crisi». «L’impatto ambientale del cantiere con la nuova riprogettazione è molto ridotto - ha osservato anche Emanuele Rosteghin del Pd - e a questo punto l’allargamento di esso deve parire, consentendo anche ad Actv di lasciare le aree di Sant’Elena e dell’Arsenale con evidenti economie e benefici per tutta l’azienda».
Enrico Tantucci
I cantieri Actv nell’area degli ex cantieri De Poli a Pellestrina destinati alle grandi manutenzioni, si ridimensionano in parte, per superare il “veto” ambientale della Commissione di Salvaguardia, che aveva già fermato il precedente progetto, elaborato dal Magistrato alle Acque. È quanto hanno spiegato l’amministratore delegato dell’azienda Giovanni Seno e il presidente Luca Scalabrin accompagnando ieri mattina in sopralluogo i componenti della Commissione consiliare Mobilità e Trasporti guidati dal presidente Luigi Giordani. Il progetto inizialmente presentato dal Magistrato alle Acque prevedeva interventi per la realizzazione di una nuova darsena Actv di fronte all'ex cantiere De Poli, con un collegamento fisso tra cantiere e darsena a la chiusura di quel tratto del canale di Pellestrina. Un intervento impattante, a fermare il quale aveva contribuito anche una lettera alla Salvaguardia dell’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, che ricordava come al progetto mancasse la Valutazione d'impatto ambientale, andando a toccare anche zone di interesse naturalistico. A questo punto era stato lo stesso Magistrato alle Acque a fermare il progetto, in attesa di chiarimenti del Comune, anche se poi era stato il sindaco Giorgio Orsoni con una lettera riservata al presidente del Magistrato alle Acque a esprimere la volontà del Comune a trasferire il cantiere Actv a Pellestrina, lasciando a disposizione del Consorzio Venezia Nuova le aree ora occupate all'Arsenale. Ora, hanno spiegato ieri i vertici dell’Actv ai consiglieri comunali, il progetto è stato ridotto d’impatto, lo scavo del canale più modesto, con una “gobba” nella zona dove sorgerà la piattaforma sull’acqua per le manutenzioni, dove sarà possibile attraccare anche i vaporetti e i battelli. Anche la Valutazione d’impatto ambientale sul progetto è stata compiuta e si attende solo la firma del Magistrato alle Acque per ripresentarlo nuovamente in Commissione di Salvaguardia sperando stavolta in un sì. Ora nell’area del cantiere De Poli lavorano una quarantina di persone, ma diventeranno cento non appena saranno stati eseguiti i lavori per l’adeguamento del cantiere alle grandi manutenzioni, che dureranno circa un anno. Concordi i consiglieri nell’approvazione di questo percorso, che consentirebbe ad Actv di lasciare libere le aree di Arsenale e di Sant’Elena, concentrando le piccole manutenzioni al Tronchetto. «È importante che venga elaborato anche un piano B dell’azienda nel caso il progetto dovesse essere bocciato nuovamente dalla Salvaguardia - ha osservato Sebastiano Costalonga di Fratelli d’Italia - perché altrimenti si vanificherebbe tutto l’oneroso investimento fatto da Actv su Pellestrina». «Per Pellestrina l’entrata pienamente in funzione del cantiere Actv - ha aggiunto Alessandro Scarpa della Lista Civica Boraso - perché, oltre a razionalizzare l’attività dell’azienda, rappresenterebbe una boccata d’ossigeno fondamentale per l’economia e dell’occupazione dell’isola, oggi in grave crisi». «L’impatto ambientale del cantiere con la nuova riprogettazione è molto ridotto - ha osservato anche Emanuele Rosteghin del Pd - e a questo punto l’allargamento di esso deve parire, consentendo anche ad Actv di lasciare le aree di Sant’Elena e dell’Arsenale con evidenti economie e benefici per tutta l’azienda».
Enrico Tantucci
Si studiano gli approdi di emergenza
Fa un passo avanti il progetto per gli approdi di emergenza ad
Alberoni e Santa Maria del Mare. Un progetto approvato da Actv e che
prevede la realizzazione di due pontili adatti all’ormeggio di vaporetti
o motobattelli foranei, che saranno installati vicino i pontini di
imbarco e sbarco del ferry boat che collega Lido e Pellestrina. Ora il
progetto è nelle mani di Pmv, che dovrà finanziarlo e realizzarlo. I
tempi non sono ancora stati definiti, ma è probabile che i pontili
verranno montati e messi in servizio entro i primi mesi del prossimo
anno. Una soluzione che gli abitanti di Pellestrina da anni vanno
chiedendo, dal momento che in più occasioni i ferry boat sono andati in
avaria, causando ritardi e lunghe attese soprattutto ai pendolari.
La Municipalità e il consigliere comunale Alessandro Scarpa Marta si sono spesi a più riprese per una soluzione che garantisse un piano di emergenza, ed erano state anche raccolte firme tra i pendolari. Manca però da chiarire solo un aspetto, dove verrà messo in sosta il mezzo utile a garantire la spola dei pendolari qualora il ferry boat si guastasse. Perché i pontili senza vaporetto, a quel punto non darebbero le risposte adeguate. (s.b.)
La Municipalità e il consigliere comunale Alessandro Scarpa Marta si sono spesi a più riprese per una soluzione che garantisse un piano di emergenza, ed erano state anche raccolte firme tra i pendolari. Manca però da chiarire solo un aspetto, dove verrà messo in sosta il mezzo utile a garantire la spola dei pendolari qualora il ferry boat si guastasse. Perché i pontili senza vaporetto, a quel punto non darebbero le risposte adeguate. (s.b.)
domenica 20 ottobre 2013
«Il palasport riapre tra un mese»
L’annuncio dell’assessore Panciera in visita a Portosecco
Il palasport di Portosecco riaprirà alle società sportive dell’isola entro un mese. E’ questo il termine temporale dato ieri dall’assessore allo Sport Roberto Panciera, alla luce del sopralluogo fatto con i tecnici del suo assessorato e con l’architetto Medoro. Come è noto, il palasport è chiuso da oltre due anni, dopo essere stato scoperchiato da una tromba d’aria. Ma un impianto che probabilmente, in quanto a sfortuna, non ha eguali, visto che quella di due anni fa era stata la seconda volta nella quale parti di tetto venivano staccate dal vento. In pratica, in cinque anni, è rimasto aperto solo per pochi mesi. «Una vicenda che davvero non credo abbia precedenti”, commenta l’assessore Panciera, “ma adesso siamo qui per risolvere la situazione e aprire finalmente, e si spera senza più alcun problema, questo impianto sportivo. Il tetto è sistemato, la superficie di gioco in materiale sintetico non dovrebbe avere alcun problema, e ci resta solo da fare una verifica sugli impianti elettrici e idraulici. Dopodiché contiamo di poter avere l’agibilità, ed entro un mese far entrare gli sportivi per allenamenti e partite». A Pellestrina c’è grande attesa, perché si sente la necessità di poter usufruire di questo palasport, ideato e costruito proprio per dare una risposta alle molte realtà dell’isola che praticano discipline indoor dalla pallacanestro al volley, dalle arti marziali al calcetto. «Si comincerà con una assegnazione temporanea per poter iniziare le varie attività sportive», conclude l’assessore allo Sport, Roberto Panciera. «Quindi si procederà con la preparazione di un bando pubblico secondo i regolamenti in vigore. In questo modo, però, saremo in grado di garantire l’attività sportiva da subito a tutte le società dell’isola».
Simone Bianchi
Il palasport di Portosecco riaprirà alle società sportive dell’isola entro un mese. E’ questo il termine temporale dato ieri dall’assessore allo Sport Roberto Panciera, alla luce del sopralluogo fatto con i tecnici del suo assessorato e con l’architetto Medoro. Come è noto, il palasport è chiuso da oltre due anni, dopo essere stato scoperchiato da una tromba d’aria. Ma un impianto che probabilmente, in quanto a sfortuna, non ha eguali, visto che quella di due anni fa era stata la seconda volta nella quale parti di tetto venivano staccate dal vento. In pratica, in cinque anni, è rimasto aperto solo per pochi mesi. «Una vicenda che davvero non credo abbia precedenti”, commenta l’assessore Panciera, “ma adesso siamo qui per risolvere la situazione e aprire finalmente, e si spera senza più alcun problema, questo impianto sportivo. Il tetto è sistemato, la superficie di gioco in materiale sintetico non dovrebbe avere alcun problema, e ci resta solo da fare una verifica sugli impianti elettrici e idraulici. Dopodiché contiamo di poter avere l’agibilità, ed entro un mese far entrare gli sportivi per allenamenti e partite». A Pellestrina c’è grande attesa, perché si sente la necessità di poter usufruire di questo palasport, ideato e costruito proprio per dare una risposta alle molte realtà dell’isola che praticano discipline indoor dalla pallacanestro al volley, dalle arti marziali al calcetto. «Si comincerà con una assegnazione temporanea per poter iniziare le varie attività sportive», conclude l’assessore allo Sport, Roberto Panciera. «Quindi si procederà con la preparazione di un bando pubblico secondo i regolamenti in vigore. In questo modo, però, saremo in grado di garantire l’attività sportiva da subito a tutte le società dell’isola».
Simone Bianchi
giovedì 17 ottobre 2013
Nuove intitolazioni stradali una a Raimondo Vianello
Raimondo Vianello, don Olinto Marella e il Cagnaccio sono tre delle
prime proposte che la Municipalità intende portare avanti per
l’intitolazione di alcune strade dell’isola rimaste ancora anonime. Con
l’assessore Tiziana Agostini c’è stato già un primo incontro, ma l’iter
non sarà brevissimo, forse un anno, perché dipende anche dal costo del
rifacimento dei ninzioleti, già previsto per le numerose vie di
Pellestrina. «Sono almeno sette le strade dell’isola senza un nome, e ci
pare giusto che questa lacuna venga colmata, guardando a personaggi che
con Pellestrina hanno avuto anche un forte legame», dice il presidente
della Municipalità, Giorgio Vianello. «Raimondo Vianello ci è venuto in
mente anche perché suo nonno ha già una strada intitolata. Si tratta di
Gige Vianello, comandante di Marina, che faceva su è giù in barca tra
Venezia e Pellestrina. Vedremo di portare a termine anche questo
progetto, ci terremmo molto, ma dobbiamo attendere che si sblocchi la
questione dei fondi per i ninzioleti». (s.b.)
mercoledì 16 ottobre 2013
Sono cominciati i lavori di restauro della cella mortuaria
Sono iniziati, e si concluderanno a novembre, i lavori di ristrutturazione della cella mortuaria del cimitero di Pellestrina.
Dopo le polemiche del mese scorso, quando la salma di un bimbo venne ospitata nel locale con gli intonaci caduti a terra per l’umidità e altre problematiche evidenziate dalla struttura, Veritas ha avviato i lavori, e ieri alcuni operai erano già impegnati nella ristrutturazione del tetto e delle pareti interne. Dopo il caso del bimbo, cui seguì una raccolta di firme tra i residenti e una interpellanza al sindaco fu presentata dal consigliere comunale Scarpa, si è messa in moto la macchina della manutenzione.
Da Veritas, del resto, avevano spiegato di essere in attesa dei fondi per poter eseguire i lavori, ma anche che nessuno aveva avvisato l’azienda dell’arrivo della salma del bambino, altrimenti sarebbe stato inviato sul posto del personale per garantirsi che il locale fosse nelle migliori condizioni possibili per accogliere la salma e i familiari. Invece ciò non avvenne, e per quel motivo, non essendo custodito il cimitero, il locale non era nelle condizioni ideali per quella delicata operazione. (s.b.)
Dopo le polemiche del mese scorso, quando la salma di un bimbo venne ospitata nel locale con gli intonaci caduti a terra per l’umidità e altre problematiche evidenziate dalla struttura, Veritas ha avviato i lavori, e ieri alcuni operai erano già impegnati nella ristrutturazione del tetto e delle pareti interne. Dopo il caso del bimbo, cui seguì una raccolta di firme tra i residenti e una interpellanza al sindaco fu presentata dal consigliere comunale Scarpa, si è messa in moto la macchina della manutenzione.
Da Veritas, del resto, avevano spiegato di essere in attesa dei fondi per poter eseguire i lavori, ma anche che nessuno aveva avvisato l’azienda dell’arrivo della salma del bambino, altrimenti sarebbe stato inviato sul posto del personale per garantirsi che il locale fosse nelle migliori condizioni possibili per accogliere la salma e i familiari. Invece ciò non avvenne, e per quel motivo, non essendo custodito il cimitero, il locale non era nelle condizioni ideali per quella delicata operazione. (s.b.)
martedì 15 ottobre 2013
«Risolvete le carenze dei trasporti a Pellestrina»
«Avevamo ragione quando, insieme alla Protezione Civile di Pellestrina,
abbiamo più volte evidenziato le carenze nel sistema di trasporti
dell’isola». Vincenzo Vianello, responsabile di Scelta Civica per
Pellestrina, interviene in merito alla recente esercitazione fatta
sull’isola dalla Protezione civile comunale. «Le simulazioni fatte»,
prosegue Vianello, «hanno funzionato bene, ma sono emerse tutte le
criticità che denunciamo da tempo relativamente al sistema di trasporto.
In particolare è emersa chiaramente la mancanza di pontili per lo
sbarco dei mezzi. Eventuali situazioni di emergenza che dovessero
investire l’isola sarebbero affrontate con pericolosi rallentamenti, che
impedirebbero efficaci interventi sulla popolazione. Pensiamo in
particolare alle difficoltà che potrebbero avere la Croce Verde o il
Suem-118 negli ormeggi. Ora non ci sono più scuse alle nostre richieste:
si ascolti la Protezione Civile. Invitiamo il Comune a prendere
seriamente la questione e a intervenire in modo che i gruppi di pronto
intervento siano messi nelle condizioni di svolgere in sicurezza e
velocità la loro importante funzione». (s.b.)
Recupero dei 16 casoni, accordo raggiunto
Mancano solo i voti dei consigli di Municipalità e Comune, ma il
progetto per il recupero dei casoni di San Pietro in Volta è
praticamente realtà. Viene presentato oggi alle 17.30 alla sala Perla di
Pellestrina e prevede il salvataggio degli ultimi 16 casoni ancora
in piedi a San Pietro in Volta, dove i proprietari vi ricoverano
attrezzi per la pesca e l’agricoltura. Il progetto è il frutto
della collaborazione tra Municipalità e Comune, avviata due anni fa
dopo la iniziale decisione di abbattere tutti e 45 i casoni presenti
sull’isola di Pellestrina perché abusivi. Sono stati 29 quelli già
smantellati, tutti nella zona di Portosecco, ma per questi ultimi il
decentramento è riuscito a trovare una soluzione. «Quando, oltre
quarant’anni fa, si decise di costruirli, in base a un progetto del
Comune che mirava ad andare incontro a pescatori e agricoltori
dell’isola, alla fine saltò fuori che non c’erano i soldi per farli
attraverso fondi pubblici», spiega il presidente della Municipalità,
Giorgio Vianello. «Così i residenti se li costruirono da soli, ma
il tutto divenne col tempo abusivo, e due anni fa durante un
sopralluogo dei carabinieri, per altri motivi, emerse la situazione».
Inizialmente la strada intrapresa da Ca’ Farsetti fu quella
dell’abbattimento e così caddero i 29 casoni di Portosecco. Quindi ne
seguì la trattativa con il decentramento, fino alla presentazione
odierna del progetto già approvato dalla Giunta comunale. «I 16 casoni
rimasti a San Pietro in Volta verranno ristrutturati a spese dei
proprietari per metterli a norma, quindi gli stessi dovranno pagare
un affitto al Comune, che varierà a seconda della metratura», prosegue
Vianello. «È una soluzione che salva ciò che c’è e permette di
andare incontro alle esigenze dei privati, ma al tempo stesso garantisce
anche l’amministrazione comunale». Nel progetto rientra anche la
costruzione di un numero di casoni, ancora da definire, che
sorgerebbero nell’area del depuratore di Pellestrina. «Strutture di sei
metri per sei», conclude il presidente della Municipalità, «che
verrebbero destinate esclusivamente ai pescatori. Molti di loro tengono
le reti da pesca addirittura in casa, non avendo altri posti dove
metterle al riparo, e oggettivamente si tratta di un disagio molto
pesante per le loro attività». Simone Bianchi
domenica 13 ottobre 2013
Una via intitolata a Raimondo Vianello. Pellestrina celebra il suo "Gige"
Il soprannome dello showman scoperto da uno storico locale:
il nonno Ciriaco Vianello era un comandante della Marina
L’indimenticabile showman Raimondo Vianello avrà una via a lui dedicata sull'isola di Pellestrina (Venezia). Proprio alla vita della sua famiglia è stata dedicata una parte del sopralluogo in isola svoltosi l’altro giorno dall’assessore Tiziana Agostini e dal presidente della Municipalità del Lido-Pellestrina Giorgio Vianello. L’obiettivo dell’incontro è quello di ricostruire la toponomastica dell’isola di Pellestrina che attualmente è assai carente e presenta molte dimenticanze dovute allo scorrere del tempo.
Con l’aiuto di Ugo Scarpa detto “Zio”, residente a Mestre, ma originario proprio di Pellestrina, si sta ricostruendo l’esatta denominazione di tutte le vie. Scarpa è uno storico ed in particolare è uno studioso della toponomastica, tra l’altro ha già pubblicato un libro che ripercorre la storia di circa 250 sacerdoti originari di Pellestrina dal Concilio di Trento ad oggi.
Proprio Scarpa consultando nell’archivio parrocchiale della Chiesa di Ognissanti di Pellestrina i vari certificati di battesimo e studiando le mappe dal 1800 ad oggi ha scoperto che il Raimondo nazionale era detto “Gige”.
Un soprannome in onore del nonno Ciriaco Vianello che è vissuto a Pellestrina ed era un comandante della Marina militare. Abitava nel Sestiere Vianelli e tutt’ora c’è una via dedicata a lui, col soprannome, a Pellestrina. La via si trova oggi tra via “Ciaccole” e via “Testoni”: era intitolata a “Gige” proprio perché quasi tutte le case di quella via (dal civico 785 al 792 e dall’801 all’804) erano di proprietà del nonno, appunto detto “Gige”.
Il soprannome era stato attribuito perché il nonno possedeva una barca con quel nome con la quale si spostava per lavoro da Pellestrina a Venezia. Via “Gige” verrà presto indicata con un riferimento al nonno e all’illustre nipote. L’obiettivo è quello di recuperare tutti i “ninzioletti” per offrire una toponomastica certa e completa dell’isola e per far questo, visto i pochi fondi a disposizione, il presidente della Municipalità Giorgio Vianello ha chiesto la collaborazione di commercianti ed esercenti.
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