venerdì 28 ottobre 2011

I giochi per i bimbi del parco pubblico di Villa Taice...

I giochi per i bimbi del parco pubblico di Villa Taice sono stati recintati col nastro bianco e rosso, e da giorni non è possibile utilizzarli. Il tutto corredato da un divieto scritto da parte di Veritas. Un itervento che in genere significa pericolo o un potenziale rischio nell’uso delle piccole giostre, ma i residenti non sono riusciti a capire il perchè di questa scelta, oltretutto su un’isola che già fa i conti con pochissimi spazi verdi e giochi per i bambini più piccoli. Per far luce sulla vicenda, e per dare una risposta alle tante mamme del sestiere Zendrini, il consigliere comunale Alessandro Scarpa «Marta» ha scritto una interpellanza rivolta al sindaco. «Un parco che, oltretutto, è molto utilizzato anche dagli stessi alunni della vicina scuola Zendrini – sottolinea il consigliere Scarpa – l’uso delle giostre va consentito di nuovo, e se queste sono rotte o pericolose, non essendoci alternative, vanno aggiustate. Sono usate dai bimbi anche in autunno». (s.b.)

martedì 25 ottobre 2011

Villa Taice, tolti i giochi finiti al centro della polemica

Spunta l'avviso a non utilizzare il gioco e parte l'interrogazione al sindaco. Nei giorni scorsi, Veritas ha provveduto, nel parco giochi di Villa Taice, a segnalare agli utenti, con nastro e cartelli, il divieto di utilizzo dei giochi, perchè probabilmente non in sicurezza (ieri infatti sono stati tolti). L'informazione è stata estesa anche all'adiacente scuola elementare «B.Zendrini», che per l'uscita dei bambini, utilizza tale parco. Sulla vicenda è partita l'interrogazione al sindaco, da parte del consigliere comunale Alessandro Scarpa, con la richiesta di intervento urgente per il ripristino dello stato di normalità. Scarpa spiega che tale parco è un luogo molto frequentato, non soltanto dai bambini, ma anche dalle famiglie, divenendo quasi luogo di aggregazione.

lunedì 24 ottobre 2011

Fratelli pescatori dispersi in mare

Lucio e Giorgio Tiozzo sono usciti all’alba di ieri con un potente barchino e non sono più rientrati
 Motovedette ed elicottero hanno setacciato invano il tratto di mare tra Chioggia e Pellestrina

Apprensione per la sorte di due pescatori che ieri non sono rientrati in porto, dopo essere usciti in mare per salpare le reti. Nonostante l'intervento dell'elicottero dei Vigili del fuoco e dei mezzi nautici della Capitaneria e della Guardia di Finanza, non si è trovata traccia delle persone e dell'imbarcazione: un grosso barchino dotato di un motore da ben 150 cavalli. I fratelli Lucio e Giorgio Tiozzo, residenti in campo Traghetto, rispettivamente di 48 e 44 anni, erano usciti in mare ieri mattina, tra le 5 e le 6, per ritirare le reti calate l'altroieri. Sciolti gli ormeggi dalla banchina del Lusenzo, avevano fatto rotta verso il mare aperto assieme ad altri pescatori. Erano usciti dal porto fiduciosi, perché il ritorno del bel tempo lasciava presagire la cattura di un discreto quantitativo di sogliole ed altri pesci costieri. Fatta rotta verso il mare aperto, avevano salutato i colleghi, invitandoli al bar dopo il rientro, previsto all'incirca tra le 9 e le 10 del mattino.
      Secondo le previsioni, le operazioni di pesca si sarebbero dovute concludere alla svelta, perché il mare era tranquillo e la visibilità ottima. Riunitisi alla banchina del Traghetto, gli altri pescatori a un certo punto hanno cominciato a preoccuparsi per il mancato rientro degli amici: non riuscivano ad immaginare cosa potesse aver trattenuto Lucio e Giorgio Tiozzo così a lungo in mare aperto. Erano tutti al corrente del fatto che il recupero delle reti da sogliole si sarebbe dovuto risolvere rapidamente. Fattosi troppo tardi, hanno quindi deciso di chiedere l'intervento dei mezzi di soccorso.
      Nell'arco di pochi minuti, mentre già le motovedette della Guardia costiera e della Finanza prendevano il largo, sono stai allertati anche i Vigili del fuoco che hanno partecipato alle ricerche con un motoscafo e un elicottero, decollato da Mestre. I mezzi aerei e nautici, giunti al largo dell'isola di Ca’ Roman poco dopo la richiesta d'intervento, hanno provveduto alla meticolosa ricognizione dello specchio acqueo. Nonostante l'esperienza e le attrezzature ottiche ed elettroniche, però, non è stata trovata alcuna traccia dell'imbarcazione e dei dispersi. Le ricerche, protrattesi sino al tramonto, riprenderanno all’alba di oggi. Purtroppo, col trascorre delle ore, le possibilità di ritrovare i due fratelli ancora vivi si stanno via via riducendo. Tutti, comunque, continuano a sperare nel miracolo. I due fratelli potrebbero aver raggiunto la scogliera di Pellestrina od essersi aggrappati a una delle boe presenti nella zona.

Nuove pensiline per i bus al via lavori da 200 mila euro

Via libera al progetto per realizzare le nuove pensiline per gli autobus lungo le strade di Pellestrina, e per sistemare quelle danneggiate. Il tutto prevedendo un intervento anche sul «monton», la porzione di terreno che separa il murazzo dalla strada comunale dei Murazzi che collega l’abitato di Pellestrina al terminal del ferry boat di Santa Maria del Mare. La giunta comunale ha dato infatti il via libera al progetto del valore di 200 mila euro che permetterà di eseguire i lavori. Il consigliere comunale Alessandro Scarpa «Marta» aveva più volte sollecitato questo intervento, non fosse altro per le condizioni di scarsa sicurezza che caratterizzavano le fermate dell’autobus, essendo troppo a ridosso della strada, e i numerosi punti in cui nemmeno c’erano le pensiline in corrispondenza delle fermate. Il tutto creando pesanti disagi ai passeggeri in attesa, specialmente in caso di pioggia, vento o in estate con il sole nelle ore più calde. Un diagio vissuto in particolare dalle mamme con i bambini in andata e uscita dalle scuole, e dagli anziani che non hanno neppure la possibilità di sedersi nell’attesa. (s.b.)

domenica 23 ottobre 2011

Ordinativi non pagati, nuovo processo per la De Poli

(L.M.) È stato fissato per il 21 dicembre il secondo round del procedimento penale a carico dei cantieri navali De Poli di Pellestrina. Così ha stabilito il giudice Santoro, dopo la prima udienza. In ballo ci sono due ordinativi, per un valore complessivo di 732 mila euro che l'azienda avrebbe richiesto, non provvedendo poi al pagamento, e ottenendo così, secondo il pm Gava un ingiusto profitto per la società. I De Poli sono assistiti dall'avvocato Alessandro Rampinelli. Davanti al giudice Santoro sono stati citati direttamente in giudizio il «patron» del cantiere Davino De Poli, con il fratelli, Giancarlo e Giovanni (quest'ultimo anche rappresentante legale della società), tutti componenti del consiglio d'amministrazione, nonché l'amministratore delegato Giancarlo Galazzo. I fatti contestati, e al centro del dibattito processuale, risalgono a settembre, ottobre 2008, prima del fallimento della società, sprofondata in un crack finanziario. Secondo la Procura i De Poli avrebbero «in concorso fra loro con più atti, utilizzando artifizi e raggiri per sottacere lo stato di gravissima crisi finanziaria della società, sollecitato reiteratamente l'esecuzione degli ordinativi». Tutto questo nonostante la società fosse precipitata in una tale crisi finanziaria da rendere evidente che essa non avrebbe potuto soddisfare le obbligazioni assunte. Il tutto, afferma il pm, traendo in errore Giocondo Corsi, legale rappresentante della società Carpenteria Corsi srl, circa alla effettiva solvibilità del cantiere di Pellestrina.

Piove in classe, protesta dei genitori

Pellestrina, all’elementare Zendrini il problema delle infiltrazioni dura da anni

(A.B.) Genitori sul piede di guerra. Piove fuori e a scuola entra acqua. Accade a Pellestrina, nella classe terza b della scuola elementare Zendrini. Un problema che dura da qualche tempo, e che è già stato più volte segnalato, ma che si è presentato in maniera drammatica giovedì scorso. La classe che è al primo piano, quando piove, a causa di infiltrazioni, deve raccogliere acqua tramite secchi, posizionati sopra un armadio contenente materiale scolastico. Ma la pioggia dell'altro giorno, violenta, ha causato anche qualcosa di peggio; le infiltrazioni, copiose, hanno deformato il controsoffitto, allarmando non poco i genitori, che venerdì, prima dell'inizio delle lezioni, sono andati a verificare di persona la situazione. Solo dopo aver visto il controsoffitto, ritornato normale, hanno fatto entrare i figli. Ma si sono poi recati dai carabinieri e dal presidente della Municipalità Giorgio Vianello. Anche al sindaco e agli assessori Ferrazzi e Maggioni vengono chiesti interventi. «Siamo allibiti - racconta una mamma - della leggerezza di qualcuno nel non prendere decisioni. Mia figlia convive con questo problema da tre anni, ma qualcuno mi ha raccontato che sono almeno 8 anni che in quella classe girano secchi per raccogliere acqua». E conclude «Se qualcuno non interviene velocemente, abbiamo già deciso ed informato tutti, che nei giorni di pioggia i nostri bambini rimangono a casa». Sulla questione è intervenuto pure il consigliere comunale Alessandro Scarpa, con una interrogazione al sindaco, mentre il presidente Vianello ha assicurato che nella prossima settimana ci saranno dei controlli.

Infiltrazioni d’acqua piovana all’elementare Zendrini

Il maltempo dei giorni scorsi ha lasciato il segno alla scuola elementare «Zendrini» di Pellestrina. Le famiglie degli alunni hanno infatti segnalato la presenza di una infiltrazione di acque dal soffitto dell’aula che ospita la classe III B. «Da un paio d’anni, con l’acuirsi delle precipitazioni, la scuola fa i conti con queste infiltrazioni – afferma il consigliere comunale Alessandro Scarpa Marta, che ha già scritto agli uffici competenti di Ca’ farsetti – ma la situazione è nettamente peggiorata, questa settimana, costringendo a svuotare più volte i secchi che si riempivano nell’aula. I genitori sono molto preoccupati per l’agibilità dello stabile e alla tenuta del soffitto sollecitato da questi episodi ripetuti. A tutto ciò si somma l’inevitabile e tangibile disagio che una scolaresca vive con la classe che si allaga». Scarpa ha chiesto di verificare la situazione dell’intera scuola per evitare guai peggiori, fornendo rassicurazioni a tutti coloro che studiano o lavorano nella scuola. (s.b.)

sabato 22 ottobre 2011

Ca’ Roman, cento anni di cambiamenti

Oggi sabato alle 16, nella sede dell'Associazione Murazzo a Pellestrina, sarà inaugurata la mostra “Ca’ Roman 1911 - 2011. Cento anni di cambiamenti”. Nel centenario della realizzazione della diga foranea di Ca’ Roman, la mostra illustra con una cartografia dettagliata e materiale fotografico anche inedito, le principali trasformazioni geomorfologiche, gli interventi antropici e le opere di difesa a mare che hanno interessato la laguna di Venezia e Ca’ Roman. Ampio spazio è riservato agli aspetti naturalistici dell’Oasi, evidenziati dalla presenza di teche contenenti esemplari della fauna tipica di quest’area.

giovedì 20 ottobre 2011

Viabilità, 10 anni in attesa di interventi

La strada che porta a Ca’Roman non è stata ancora sistemata
 Il consigliere Scarpa vuole che il Comune faccia la sua parte

 È una strada molto frequentata, poichè unisce Pellestrina a Cà Roman, lembo estremo dell'isola, ma è pericolosa perchè sterrata e piena di buche.
      Un problema annoso quello della strada denominata «del pastorello», perchè nonostante le numerose sollecitazioni di questi ultimi 10 anni, da parte dei politici isolani, per la sua risistemazione, ultima in ordine cronologico, quella presentata dal consigliere comunale Alessandro Scarpa, a febbraio e riproposta al sindaco una quindicina di giorni fa, la strada continua a rimanere così com'è.
      Scarpa, segnala la necessità di intervento perchè la strada ha già fatto numerose «vittime», soprattutto anziani che cadono dalla bicicletta.
      «È un discorso di dignità - commenta il consigliere - ho presentato due interrogazioni, ho portato l'assessore ai lavori pubblici a visionare il posto. In fondo sono soltanto 500 metri da sistemare. Non vedo perchè l'unica strada che collega l'isola all'oasi di Cà Roman, percorsa in estate da centinaia di persone al giorno, ma assai frequentata anche negli altri periodi dell'anno, deve continuare a rappresentare un pericolo perchè disconnessa e piena di buche».
      Le difficoltà d'intervento potrebbero essere rappresentate dal fatto che la zona è demaniale.
      Certo è che all'inizio di questa strada, proprio dietro il cimitero di Pellestrina, vi è una discarica, naturalmente abusiva, che circa tre anni fa, era stata transennata, segnalata, bonificata.
      Ma i materiali depositati sono ancora lì, non sono mai stati rimossi, ed ora sono ricoperti dalla vegetazione. Ora il consigliere comunale attende una risposta concreta da parte dell’amministrazione di Ca’Farsetti.
      Annalisa Busetto

mercoledì 19 ottobre 2011

«Animali maltrattati» Interviene la Provincia

«Maltrattamenti nei confronti dei cani». Una denuncia, corredata da foto, è stata inoltrata al sindaco, ad assessori comunali e provinciali, al presidente della Provincia, e a molte associazioni ambientaliste, per segnalare i «gravissimi maltrattamenti» a cui vengono sottoposti i cani nella «zona di Pellestrina-Chioggia».
      In buona sintesi, la denunciataria, che ha raccolto a sua volta altre testimonianze, segnala la presenza di cani nelle baracche da pesca, i cosidetti «casoni» sparsi nella zona lagunare compresa tra Pellestrina e Chioggia. «I cani hanno pochissimo spazio a disposizione» scrive «e sono lì da molto tempo. Una delle baracche si trova tra Pellestrina e Cà Roman (baia dei porci), dinnanzi al cimitero di Pellestrina. È raggiungibile soltanto in barca e lontana dalla costa, quindi il cane non può scappare». Ma ciò che più indigna ed impressiona, è ciò che racconta dopo: «quasi ogni baracca ha uno o due cani da guardia, che non hanno mai messo piede a terra, che succede se stanno male? Li buttano in mare e li annegano. Non sono considerati esseri viventi. Danno loro poco da mangiare per renderli più cattivi e più abili alla guardia. Affilano loro i denti perchè mordano meglio».
      Immediata la risposta della Presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto, che ha espresso tutto il suo disappunto sulla questione. «Accolgo la segnalazione. È davvero difficile trovare aggettivi per definire questi maltrattamenti nei confronti degli animali. Dalle denunce dei cittadini, siamo di fronte a una sorta di lager, predisposto ad hoc per i cani, utilizzati per la guardia e resi più aggressivi attraverso la denutrizione. Se - continua la Presidente - tutto ciò corrispondesse al vero, mi chiedo, come potremo definire queste persone che sembrano non avere nessuna pietà, nessuna umanità. Chiedo che, una volta accertata la verità dei fatti, si proceda verso questi delinquenti con le pene previste dalla legge, senza alcun sconto. Non possiamo assistere in un territorio civile e solidale come il nostro, a simili barbarie».
      Allibiti dalla portata e dalla pesantezza delle denunce, alcuni pescatori, proprietari dei casoni. «Non ci stiamo a passare per delinquenti. Il cane nei casoni non è una storia di oggi. Ci sono sempre stati. Ben vengano i controlli, per effettuare la veridicità del racconto, che non sempre corrisponde alla verità. È vero che i cani sono lì, ma cibo e acqua ne hanno sempre in abbondanza».