martedì 30 agosto 2011

Pellestrina chiede un tunnel per le auto

Dopo la proposta di alcuni residenti di Pellestrina per realizzare un tunnel ciclopedonale tra Santa Maria del Mare e gli Alberoni, sfruttando le condotte del Mose, lunedì è arrivata in Municipalità e in Consiglio comunale anche una seconda ipotesi: quella di un tunnel per le auto che elimini la linea del ferry boat tra le due isole. Tramontata l’idea di creare un tunnel per le auto alla bocca di porto di San Nicolò promossa da Gianluca Sabbadini del Pdl lidense, quest’ultimo ha portato in Municipalità l’idea del tunnel tra Lido e Pellestrina. Lunedì sera il decentramento, dopo un accesissimo dibattito tra maggioranza e opposizione, ha deciso di convocare una commissione Trasporti sul tema per preparare un documento da sottoporre al sindaco. Contemporaneamente, i consiglieri comunali Costalonga, Locatelli e Zuin (Pdl) hanno anticipato ieri la questione protocollando una interrogazione rivolta al sindaco Orsoni.
 «Il tunnel svilupperebbe con maggior facilità il turismo trasversale delle due isole, poiché raggiungerle sarebbe più agevole - scrivono - senza tener conto dei minori disagi nei trasporti e dell’eliminazione del ferry boat. Chiediamo al sindaco se questa Amministrazione intende valutare in maniera positiva il tunnel come possibile opera di compensazione alla realizzazione del Mose, e se ritenga che tale opera sia importante per il litorale e per lo sviluppo turistico del territorio». Un tema, quello del tunnel, anticipato nel 2003 dalla stessa Actv in ottica di miglioramento dei trasporti tra le due isole. (s.b.)

lunedì 29 agosto 2011

Pellestrina, dopo il rogo gli allarmi

«Serve un piano antincendio per Pellestrina, sabato i pompieri non disponevano di prese d’acqua o idranti dove poter riempire le autobotti». Il presidente della Municipalità Giorgio Vianello lancia un appello al Comune affinché si intervenga celermente per sopperire a una carenza che sabato poteva avere anche diverse conseguenze a Pellestrina, per il rogo che ha bruciato circa diecimila metri quadrati di canneti in terreno demaniale. Vianello ha seguito di persona gli interventi di pompieri e Protezione civile in zona La Mara, quando fiamme alte anche 5-6 metri hanno attaccato pure il montone del Murazzo minacciando la spiaggia. «Le autobotti sono state costrette a rifornirsi nell’abitato di Pellestrina», dice, «perdendo tempo prezioso. Si deve al più presto trovare una soluzione e servono fondi per realizzare una efficiente rete antincendio sull’isola». Poi osserva: «Da settimane chiedevamo che si potessero tagliare quei canneti che invadono la carreggiata, creando problemi alle auto e ai mezzi Actv in transito. Purtroppo non c’è stato modo di trovare fondi e fare l’intervento». Nell’area colpita dalle fiamme sabato pomeriggio sono andati bruciati canneti, legno e sterpaglie, ma i vigili del fuoco - supportati dalla Protezione civile di Pellestrina - hanno trovato anche una discarica abusiva con plastica, ferraglia e eternit. Pare tuttavia che a innescare l’incendio sia stata l’autocombustione. Il terreno era molto secco, le temperature alte e il forte vento di scirocco può aver fatto il resto. (s.b.)

Pellestrina, incendio di sterpaglie ai Murazzi

L’incendio di sterpaglie che aveva fatto intervenire i vigili del fuoco sabato pomeriggio ha mantenuto delle braci sotto la cenere e ieri pomeriggio i vigili del fuoco son dovuti tornare sul posto, ai Murazzi non lontano dagli ex cantieri De Poli, per verificare la situazione una volta per tutte. L’intervento è durato qualche ora, il tempo necessario per la messa in sicurezza della zona ed evitare altre sorprese.

domenica 28 agosto 2011

Pellestrina divisa in due dal fuoco

 Diecimila metri quadrati di canneti andati in fumo nel giro di poche decine di minuti. E l’isola tagliata in due a causa di un furioso incendio sviluppatosi in un’area demaniale a ridosso dei Murazzi, attorno alle 15.30 di ieri e alimentato dal forte vento.

 Pellestrina ha vissuto ancora attimi di paura, questa volta non dovuti al maltempo ma all’autocombustione che pare essere alla base delle fiamme innescatesi in zona La Mara tra San Pietro in Volta e Portosecco. Un’area demaniale molto ampia tra la laguna e la Strada comunale dei Murazzi, l’unica direttrice che collega gli estremi dell’isola di Pellestrina. Qui si trovano canneti con piante molto alte, sterpaglie e legno abbandonato. Spento l’incendio i pompieri hanno trovato i resti di una discarica abusiva, con materie plastiche, ferrose ed eternit. Per fortuna si tratta di un’area disabitata. Nel primo pomeriggio di ieri si era alzato un forte vento di scirocco, e in tutta quella zona il caldo dei giorni precedenti aveva seccato gran parte delle piante. Condizioni ideali per l’autocombustione. Fatto sta che alle 15.34 un residente ha notato il fumo sollevarsi dalla zona e ha chiamato i vigili del fuoco. Dal Lido sono partite due autobotti che però hanno dovuto superare l’ostacolo del ferry boat tra Alberoni e Santa Maria del Mare prima di raggiungere l’area dell’incendio. Da Chioggia altre squadre di pompieri si sono mosse con le imbarcazioni, mentre un rimorchiatore è giunto sul posto anche dal comando di Santa Marta. Mentre i pompieri lidensi attaccavano le fiamme da terra con l’ausilio del personale della Protezione civile di Pellestrina, i colleghi di Chioggia e Santa Marta facevano altrettanto sul fronte lagunare. Il vento ha però accelerato la combustione, tanto che in pochi minuti le fiamme sono arrivate a scavalcare la strada dei Murazzi incendiando l’erba del montone che porta alla spiaggia. Situazione che ha portato al blocco del traffico e dei mezzi pubblici. Decine di metri di prato e alcuni tamerici sono bruciati anche sul murazzo. Dopo un’ora e mezza le fiamme erano spente, non senza difficoltà, perchè nell’area mancavano idranti, quindi le autobotti dovevano fare la spola con l’abitato di Pellestrina per ricaricarsi d’acqua. «C’è mancato poco che si verificasse un altro disastro», commenta il presidente della Municipalità, Giorgio Vianello, «a questo punto si pone il problema degli idranti, chiederò al Comune un incontro. Per fortuna nessuno è rimasto ferito, ma le conseguenze potevano essere ben diverse».

Canneto in fiamme, i pompieri scoprono una discarica abusiva

Attimi di paura ieri pomeriggio a Pellestrina. Il canneto che costeggia la strada, nella zona dei Murazzi non lontano dal cantiere De Poli, ha improvvisamente preso fuoco. Erano da poco trascorse le 15,30 quando è scattato l’allarme. Sul posto si sono precipitate cinque squadre dei vigili del fuoco di Venezia, Lido, Marittima e Chioggia. In quel momento nella zona tirava un forte vento per cui la scia di fuoco si è rapidamente alimentata e per questo motivo tutta la viabilità è stata bloccata in attesa che i pompieri risolvessero il problema. Le fiamme, che si sono sviluppate in una lunghezza di circa 150 metri, sono arrivate a lambire la recinzione di un vecchio deposito di molluschi, da tempo in disuso (il danno, a quanto pare, è limitato ad una parte di questa recinzione).
      I Vigili del fuoco non hanno ancora chiarito come si siano sviluppate le fiamme, ma non è escluso che tutto possa essere partito anche da un semplice mozzicone di sigaretta. Durante l’intervento, poi, è stata rinvenuta anche una discarica di rifiuti contenente eternit, motori dismessi e anche pezzi di un’autovettura. I pompieri, che hanno concluso il lavoro alle 18.30, hanno quindi coperto con un telone la discarica in attesa degli accertamenti dell’Arpav previsti per domani.

Pellestrina, proteste dei residenti «Barche sottoriva pericolose»

Troppe barche sottoriva in spiaggia, e a Pellestrina protestano i residenti stufi di fare il bagno con il pericolo delle eliche e l'acqua sporca di olio o carburante. Il problema si trascina ormai da tempo, e quest'anno gli abitanti - che di certo non vanno in spiaggia al Lido avendola davanti a casa - speravano di veder entrare in vigore il nuovo Piano degli arenili che avrebbe comportato stabilimenti attrezzati e corsie per le barche delimitate, in sicurezza e soprattutto lontano dai bagnanti. «Purtroppo per il terzo anno consecutivo non se n'è venuti a capo, nonostante mozioni e interrogazione approvate all'unanimità in Comune - osserva il consigliere Alessandro Scarpa «Marta» - Ogni giorno, ma soprattutto nei week end, fare il bagno a Pellestrina è un pericolo, per le barche sottoriva, e per la salute visto cosa scaricano i motori. La gente è stufa, anche questa settimana abbiamo chiamato a più riprese la Capitaneria di Porto, e le mamme non si fidano a far fare il bagno ai figli. Ringraziamo l'assessore all'Ambiente Bettin per quanto fatto sul fronte della pulizia dell'arenile nel maggio scorso, ma il problema della sicurezza e dell'inquinamento dovuto alle barche va risolto». (s.b.)

giovedì 25 agosto 2011

Pellestrina, allarme topi derattizzazione in vista

La presenza di topi a Pellestrina fa mobilitare gli abitanti che chiedono un intervento immediato del Comune per evitare eventuali pericoli sanitari. La segnalazione, arrivata tramite il sito Iris, riguarda la zona di Portoseccco a San Pietro in Volta, in prossimità della Carrizzada 16. Sul lato mare, precisamente sul pennello numero sei, gli abitanti della zona negli ultimi giorni avrebbero avvistato un gran numero di topi che, specie nelle ore serali, arrivano fino alle strade confinanti ed ai giardini delle abitazioni, creando problemi e paura, specialmente per la presenza di bambini. Per questo motivo, i residenti di Portosecco hanno richiesto agli uffici del Comune una pronta derattizzazione prima che i topi riescano a raggiungere le abitazioni poste proprio al di là della strada. «La segnalazione - hanno risposto ieri dall’ufficio ambiente - è stata inviata alla ditta incaricata, che organizzerà, al più presto, le opportune verifiche e gli interventi di derattizzazione». (ma.to.)

mercoledì 24 agosto 2011

Loreo corteggia il bomber Ghezzo

(E.M.) «Un buon allenamento, ma c'è ancora tanto da migliorare, soprattutto sotto l'aspetto tecnico tattico. Sono contento perché il gruppo si sta compattando.
      Queste le parole con le quali Silvano Tumiatti commenta il triangolare giocato a Taglio di Po dove il suo Loreo ha battuto la Tagliolese 3-0 (Scaranaro, Socciarelli e Gorda) e fatto 1-1 (Codignola) contro l’Adriese nei tempi regolamentari. Stasera nuovo test a Villanova del Ghebbo alle 20.30 contro la Villanovese e sabato 27 alle in casa alle 17 sfida al La Rocca Monselice (entrambe squadre di categoria inferiore). A Taglio di Po hanno sostenuto un provino quattro ragazzi provenienti da Padova: Andrè Seghetto, Leorato Rodrigo, l'attaccante Festuccia e il sudamericano De Oliveira Lima. Un'altra novità, confermata dal direttore generale Massimo Bovolenta, è il possibile accordo definitivo con l'attaccante di Pellestrina classe ’89 Davide Ghezzo, ex Treviso ed Adriese che intanto ha iniziato questa settimana la preparazione con il gruppo biancoazzurro di Tumiatti.

domenica 21 agosto 2011

Presidente e consiglieri puliscono la pista ciclabile

Visto che la questione della pista ciclabile di Pellestrina non sembra trovare soluzione immediata «dall’alto», sono i locali a muoversi e a darsi da fare di persona per cercare di risolvere almeno i problemi relativi all’accumulo di rami e erba sulla corsia dei Murazzi. Venerdì pomeriggio, in una delle giornate più calde dell’estate, Alessandro «Marta» Scarpa, Consigliere Comunale, il presidente della Municipalità di Lido e Pellestrina Giorgio Vianello e il segretario zonale Udc Vincenzo Vianello hanno deciso di passare dalle parole delle interrogazioni comunali ai fatti.
 Nonostante il periodo di ferie della politica e armati di cesoie, rastrelli, sacchetti per le immondizie e scopettoni, per alcune ore hanno di propria iniziativa ripulito dalle erbacce la pista ciclabile di Pellestrina, rendendone più facilmente agibile alcuni tratti. Alla fine, la temperatura esterna sfiorava i quaranta gradi, ma l’operazione di protesta è perfettamente riuscita. «Visto che il comune non si muove - ha commentato il Consigliere Comunale Scarpa al termine della sua «fatica» - abbiamo deciso di farlo noi. Sappiamo bene che dovrebbe essere compito del Comune effettuare certi lavori di pulizia e manutenzione, ma pensiamo che ognuno debba prendersi le proprie responsabilità. Così, anche se in ferie, per amore della nostra isola ci mettiamo gli arnesi e la faccia in prima persona». (ma.to.)

«Dopo la tromba d’aria il Comune ha dimenticato l’isola»

Caro sindaco,
      il 23 luglio dello scorso anno i camini e i tetti di Pellestrina sono stati devastati e sconquassati dalla tromba d’aria, come mai era accaduto a memoria d’uomo. Allora ho apprezzato il suo accorrere qui, a portarci solidarietà e conforto, e promesse sincere. A distanza di oltre un anno le scrivo per fare alcune considerazioni amare. Non scrivo per lamentare che oggi nessuno parla più di quelle promesse, che quei fondi per aiutarci a ricostruire i tetti e camini non sono mai arrivati (li aveva garantiti anche Bertolaso). Su questo in noi c’è più rassegnazione che amarezza (e forse questo dovrebbe farla allarmare e riflettere).
      Scrivo per farle alcune domande, domande di una cittadina elettrice (che tra l’altro ha creduto in lei). Caro sindaco, perché noi di Pellestrina e San Pietro in Volta dal giorno dopo la tromba d’aria ci siamo rimboccate le maniche, abbiamo raccolto i calcinacci, abbiamo passato l’estate a ricostruire i tetti e i camini, abbiamo tirato fuori i nostri risparmi e alla fine dell’estate avevamo riportato il paese alla normalità? Perché, invece, a distanza di oltre un anno, la copertura del palazzetto dello sport di Portosecco e il tetto della ex scuola ‘Goldoni’ sono uno spettacolo vergognoso e degradante? Perché, sindaco, non avete pensato di darci coraggio, ricostruendo anche voi, fianco a fianco con noi?
      Le piogge stanno facendo marcire le strutture interne del palazzetto, nella scuola ‘Goldoni’ (dove tuttora alcune parti sono agibili, piccolo museo e sala anziani e palestra) non siete stati neppure in grado di aggiustare qualche vetro e il tetto offre uno spettacolo impressionante di disordine, degrado e pericolosità.
      Sì, caro sindaco, io mi vergogno. Mi vergogno con i ‘foresti’, con i ‘turisti’, con i raffinati estimatori di questa meravigliosa isola. In questi mesi la macchina amministrativa del comune di Venezia è stata scossa dal vento delle inchieste, che ha messo a nudo la miseria della corruzione; un sistema che avviluppa in un abbraccio mortale amministrazione e cittadini (ma non tutti!). Perché, sindaco, in questi ultimi mesi, vista la gravità delle inchieste in corso, non avete pensato di dare un segnale forte, di efficienza ed efficacia, e soprattutto onestà, qui da noi? Avreste dimostrato che non tutta la macchina amministrativa è malata. Caro sindaco, io credo che quello che accade qui, in questa piccola isola, sia uguale a quello che su scala diversa accade nel paese; e nonostante tutto io sono convinta che la pubblica amministrazione abbia una parte marcia ma abbia anche una parte sana. La prego, ce la faccia vedere in fretta, qui, alla periferia del territorio il cui governo le è stato affidato.
      Rossella Favero