domenica 29 maggio 2011

Inaugurato il primo agriturismo su base ittica

724-1.jpg Un impianto di preingrasso delle vongole, nostrane e filippine, all'interno delle valli da pesca di S.Maria del Mare, che è anche sede del primo agriturismo ittico della zona. È partito alla grande il Consorzio Servizi Pellestrina; un consorzio composto da una ventina di soci, tutti isolani, escluso il presidente, che oramai lo è diventato d'adozione, Angelo Bianchini. Lo scopo del consorzio è quello di incentivare la pesca, e un turismo ittico, produrre servizi e conseguentemente lavoro. E, le prime cose tangibili realizzate, il centro, e oramai anche l'agriturismo ittico, che già da ieri offre un punto di ristoro, e tra quindici giorni anche la possibilità di pernottare su otto alloggi a disposizione. L'impianto di preingrasso delle vongole, è distribuito su circa 75mila metri quadri di specchio d'acqua, ed è stato creato in collaborazione con la Regione e Veneto Agricoltura. Qui le vongole allo stato embrionale, di circa 2 mm, vengono portate a 12/15 mm, l'ideale per essere seminate. In parallelo, è attivo pure un allevamento sperimentale di anguille, branzini e cefalame. L'agriturismo inoltre, offre i prodotti della valle, con un menù semplice, tradizionale, di pescato che offre la stagione.
      Annalisa Busetto

sabato 28 maggio 2011

Pellestrina, al via la pulizia della spiaggia

L’assessore all’Ambiente lo aveva promesso, e prima dell’inizio ufficiale della stagione balneare sono partiti gli interventi di pulizia della spiaggia di Pellestrina. Alcune ruspe sono infatti al lavoro per rimuovere i grossi tronchi giunti a riva dal mare negli ultimi mesi, dopodiché verranno anche tolti tutti i rifiuti che giacciono sulla sabbia. Un intervento che permetterà all’arenile dell’isola di presentarsi nelle migliori condizioni possibili entro il mese di giugno. Soddisfatto, degli interventi promessi dall’assessore Gianfranco Bettin, si è detto il consigliere comunale Alessandro Scarpa «Marta» che nei mesi scorsi aveva sollevato a più riprese questo problema. Ma sul tema della spiaggia di Pellestrina pesa ancora l’impossibilità ad allestire i primi stabilimenti balneari organizzati. Da tre anni la Municipalità è impegnata nel veder riconosciuta questa opportunità. Prima ottenendo la riapertura dell’arenile - previa la dichiarazione di chiusura cantiere da parte del Magistrato alle Acque - poi con la creazione di un Piano degli arenili che ancora non decolla. Il più arrabbiato è Angelo Bianchini, responsabile del Consorzio Pellestrina Servizi. Consorzio che da due anni è pronto a creare spiagge attrezzate su cinque delle diciotto aree disponibili. «Siamo in paziente attesa che qualcuno si sogni almeno di dirci qualcosa - commenta Bianchini - Forse in Comune stanno facendo di tutto per non fare nulla. Pensano di fare bandi da 140mila euro a concessione. Ma chi è che potrà affrontare una spese del genere? Non basterebbero dieci anni ad ammortizzarli. Qui siamo pronti a mettere servizi e ombrelloni, ma non capiamo se ci stanno prendendo in giro oppure no». Intanto rischia ancora una volta di non partire questo progetto di rilancio per l’isola, e il tutto quando da più parti si riconoscevano le difficoltà economiche legate alla crisi della pesca e della cantieristica, vedendo nel turismo una possibile soluzione. (s.b.)

venerdì 27 maggio 2011

Turismo ittico

Oggi alle 19 viene inaugurato a Santa Maria del Mare il primo sito interamente dedicato al turismo ittico sul territorio comunale. A pruoverlo è stato il Consorzio Pellestrina Servizi realizzando, sulla falsariga dei normali agriturismi, «Le valli di Pellestrina». Nell’edificio sono state ricavate otto camere, mentre la sala da pranzo potrà accogliere fino a cinquanta coperti per volta. Si potranno degustare piatti a base di pesce.

Pellestrina, una stagione con spiaggia subito pulita

Per la prima volta, da quando l’arenile di Pellestrina è passato in consegna al Comune, le pulizie della spiaggia sono partite in tempo reale. Un passaggio traumatico quello avvenuto nel marzo 2009, data in cui, Magistrato alle Acque e Consorzio Venezia Nuova, che per una decina d’'anni dopo la realizzazione della grande opera, avevano garantito la pulizia e una serie di servizi, avevano consegnato la spiaggia di Pellestrina al Comune di Venezia. Traumatico perchè avvenuto in un periodo in cui l’amministrazione pubblica era già in sofferenza, quindi con pochi fondi a disposizione. La spiaggia di Pellestrina, lunga sette chilometri, ben il doppio delle spiagge libere del Lido, diventava quindi una spesa «imprevista» e pesante. Le operazioni di pulizia manuale, nel 2009, iniziarono così a luglio inoltrato; l’anno scorso, la pulizia meccanica venne effettuata tra fine giugno e inizio luglio, a stagione balneare già avviata. Quest’anno invece, Veritas, che ha ricevuto l’incarico dal Comune per la manutenzione e la pulizia di tutti gli arenili liberi, ha dato inizio agli interventi una decina di giorni fa. La zona di San Pietro in Volta e Portosecco è già perfettamente pulita, a parte lo spiaggiato quotidiano portato dal mare.
      «Sono estremamente soddisfatto della tempestività dei lavori» commenta il consigliere comunale isolano, Alessandro Scarpa, che insieme ad altri colleghi, nei mesi scorsi, aveva presentato una mozione a riguardo. L’impegno ora passa ai residenti, che devono contribuire a mantenere pulita la zona.
      Annalisa Busetto

giovedì 26 maggio 2011

Sigilli al bordello dei trans

Era gestito da un cameriere di Pellestrina sposato

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1020.jpg   Cameriere dal comportamento irreprensibile durante la settimana, pronto a trasformarsi nel weekend in organizzatore di orge per trans e omosessuali con facoltosi imprenditori del nordest. Nei guai è finito G.V., 48 anni, sposato e incensurato, di Pellestrina: a Portogruaro aveva in uso un appartamento frequentato da insospettabili titolari di aziende di Udine e Treviso per i festini a luce rosse. I carabinieri del Nucleo operativo di Portogruaro, diretti dal maresciallo Gian Marco Geminiani, sono convinti che prendesse denaro per ogni prestazione, sfruttando trans colombiani e brasiliani. Se n’erano accorti gli stessi militari della stazione, con il maresciallo Corrado Mezzavilla, che qualcosa in quell'appartamento non andava. Uno stabile di via Romagna, non lontano dalla chiesa parrocchiale della Beata Maria Vergine, affittato al cameriere di viale Trieste al veneziano, che operava lì da mesi. Gli incontri avvenivano dalla scorsa estate, tanto che i carabinieri hanno deciso di verificare quello strano andirivieni di persone che entravano e uscivano dall'appartamento soprattutto nelle ore tarde.
      All'inizio gli investigatori, coordinati dal pm Giovanni Zorzi, pensavano che quella dimora fosse una delle tante che nelle città del Nordest vengono usate da donne in cerca di facile denaro. Ma dopo lunghi appostamenti hanno scoperto che nel fine settimana vi arrivava il cameriere veneziano. Da ottobre i militari lo hanno tenuto sotto controllo scoprendo così che era anche l'autore di diversi annunci hard pubblicati sui giornali economici «Aladino», «Città Nostra» e «Affare fatto», nei quali lasciava il proprio contatto. Non solo, perché il quarantottenne si occupava anche di acquistare gadget e altri oggetti nei sexy-shop della zona. Infine si prodigava di effettuare ricariche telefoniche per fissare gli appuntamenti, soprattutto al cellulare di B.A., trentacinquenne trans di origini colombiane, trovato ieri mattina nell'appartamento di via Romagna. Per ricostruire l'intera vicenda i carabinieri hanno fermato decine di clienti negli ultimi mesi, molti dei quali imprenditori di Udine e Treviso che, pur di rimanere anonimi, hanno raccontato ogni particolare di ciò che avveniva. Così ieri mattina poco dopo le 9 i carabinieri sono arrivati nel condominio e hanno posto i sigilli all'appartamento. Per il cameriere di Pellestrina e per l'amico colombiano è scattata la denuncia per sfruttamento della prostituzione. Ora sono in corso altre indagini per fare piena chiarezza sulla doppia vita del veneziano. Pare infatti che la vicenda giudiziaria porti a Treviso, dove ci sarebbe un altro appartamento.

martedì 24 maggio 2011

In spiaggia invasione di meduse

Allarme tra i residenti per l’imprevisto incremento segnalato nel fine settimana
 «Erano parecchie, forse di specie diverse». Il caso provocato dall’aumento della temperatura

736.jpg 734-1.jpg  Una domenica estiva; caldo e solleone. Di conseguenza la spiaggia dell'isola è stata presa d'assalto dai residenti e da numerosi turisti. Peccato che il primo bagno della stagione, per qualcuno sia stato rovinato dalla presenza di numerose meduse.
      Sono state molte infatti le segnalazioni relative alla loro presenza, non lungo tutta la spiaggia, che è di circa 8 km, ma in alcune zone.
      A Dei Botta, località di S.Pietro in Volta, sia in mare che spiaggiate, a La Mara, e in alcuni tratti anche a Pellestrina. Un fenomeno inusuale a maggio, presente a volte, nei mesi più caldi dell'anno, luglio ed agosto. Ma il caldo torrido di questi giorni ha anticipato il problema, facendole proliferare, anche se la presenza delle meduse è aumentata a causa di vari fattori; per i concimi che dai campi coltivati finiscono in mare, e costituiscono l'alimento ideale per fitoplancton e zooplancton, il loro cibo preferito, e anche, e soprattutto, per la pesca indiscriminata, che fa sparire intere colonie di pesci, loro predatori naturali.
      «Stavamo facendo il bagno con i nostri bambini - racconta G.V. - e sono stati loro ad accorgersi della loro presenza. Erano parecchie, e sembravano anche di specie diverse. Ho riconosciuto quella che viene chiamata la "caravella portioghese", piccolina, ma con lunghi tentacoli, che "pungono". Ho fatto subito risalire i bambini. Anche alcuni miei amici, in spiaggia in zone diverse, mi hanno confermato la cosa». «Non era propriamente un'invasione - ha commentato un altro bagnante - ma erano parecchie. Soprattutto è il periodo che lascia perplessi». Il problema è che l'eventuale impatto con le meduse, può risultare pericoloso; oltre al bruciore immediato che comunemente provocano, bisogna mettere in conto, tachicardia, sudorazione accentata, spasmi muscolari e qualche difficoltà respiratoria. A volte è necessario l’intervento del medico.
      Annalisa Busetto

Monta la protesta degli alluvionati

A dieci mesi dalle devastazioni subite per la tromba d’aria, a Pellestrina rimborsi e sistemazione dei danni appaiono ancora in alto mare, e monta la protesta degli abitanti. I cittadini dell’isola hanno deciso di fare fronte comune e affrontare i responsabili della Municipalità e del Comune per aveeral più presti chiarimenti sulla situazione degli ultimi lavori e sui rimborsi ancora da elargire.
 «Il problema del palasport - dicono dai comitati dei cittadini dell’isola - era ben conosciuto: il tetto della struttura ha subito tre scoperchiamenti in pochi anni, e un solo anno di uso continuativo da quando è stato costruito». Dopo la tromba d’aria e l’ennesimo scoperchiamento, la soluzione adottata è stata quella di posizionare sul tetto un semplice telo, «E’ subito volato via - dicono gli abitanti della zona - ed ora dentro il palazzetto piove regolarmente e in certi punti ci sono pozzanghere fino a cinque centimetri d’acqua». Per quanto riguarda i rimborsi, invece, l’iter prosegue con estenuante lentezza. «I fondi per la tromba d’aria - spiega il vicepresidente della Municipalità Andrea Bodi - sono stati resi disponibili, ed ora si sta effettuando la valutazione dei singoli casi presentati per effettuare gli eventuali rimborsi ad ogni richiedente». La risposta ufficiale non placa però gli animi di chi è in attesa da troppo tempo e nei prossimi giorni gli abitanti dell’isola presenteranno una formale richiesta di chiarimenti sui modi e tempi dell’erogazione dei fondi al Consiglio Comunale. (ma.to.)

domenica 22 maggio 2011

Oasi aperte con la Lipu e il Wwf

(L.M.) Oasi aperte oggi domenica al Lido e Cà Roman a Pellestrina con Lipu e Wwf. L'oasi Wwf dune degli Alberoni al Lido partecipa infatti alla festa nazionale delle Oasi Wwf. Il programma prevede alle 9.30 l'apertura della giornata, poi, dalle 10.30, una caccia al tesoro tra le dune per genitori e figli, a seguire, intorno alle 11, la visita guidata dal tema "Come si formano le dune". Nel pomeriggio, dalle 15, altra visita guidata, passeggiando nella pineta alla scoperta delle zone umide. Il ritrovo per tutti gli appuntamenti è nel piazzale antistante lo stabilimento Bagni Alberoni. La Lipu a Cà Roman, invece, ha organizzato sempre per oggi una gita in barca in occasione della giornata mondiale della biodiversità. Si partirà dalle Conche alle 8 per arrivare alle 9.30 a Pellestrina-cimitero ed imbarcare le persone provenienti da Venezia. Da qui inizierà il viaggio vero e proprio che porterà sino a Cason Zappa, poi alle Casse di Colmata dove è prevista anche una sosta per il pranzo. Il ritorno alle Conche avverrà verso le 17.

sabato 21 maggio 2011

Edifici inagibili da 10 mesi

Dopo la tromba d’aria nessun intervento

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Sono trascorsi oramai dieci mesi, da quando una terribile e paurosa tromba d'aria ha devastato l'isola, danneggiandola significativamente. I lavori di ristrutturazione iniziarono praticamente subito, ed oggi è tutto a posto. Unico ricordo di quella terribile giornata, la mancata erogazione dei soldi promessi, e la mancata ristrutturazione degli edifici pubblici. Lì tutto è rimasto come quel 27 luglio sera. Nella ex scuola Goldoni, nel lato sud-ovest, da quel giorno mancano le finestre e le controfinestre, per cui la pioggia è libera di entrare e distruggere, tant'è che il muro esterno, trasuda acqua. Il tetto è per metà scoperto, e tutte le tegole sono ancora in bilico. L'edificio è occupato per tutto il piano terra, da associazioni, museo e medico. Un'ala del piano superiore continua ad essere occupata dalla Protezione Civile, comunque con seri danni, l'altra ala, è stata lasciata libera dai gruppi che la frequentavano, perché inagibile. Il palazzetto dello sport, la cui storia, risaputa, vanta tre scoperchiamenti nel giro di cinque anni, e un solo anno di attività in oltre 10 anni trascorsi tra costruzione e riparazioni, è ancora scoperchiato. Subito dopo il disastro, sul tetto venne posizionato un telo, che con il primo vento (e l'esperienza doveva insegnare che ciò era inadeguato) è volato. Oggi, quando piove, all'interno del palazzetto vi sono oltre 10 cm di acqua. «Un disastro e una vergogna» commenta Alberta Busetto, professionista isolana "Una cosa pubblica, che tutti abbiamo contribuito a pagare, e che è di proprietà di tutti, è stata lasciata nell'incuria più totale. Se appena avvenuto, il danno era 100, ora è sicuramente più del doppio". «Un comune che non ha rispetto per i suoi beni» afferma Mariateresa Vianello «e conseguentemente per i suoi cittadini. Il palazzetto era divenuto un importante centro di aggregazione, dove transitavano ogni giorno un centinaio di persone tra adulti, bambini e ragazzi. Ora, sono tutti incastrati nelle piccole palestre scolastiche, e lui, continua a rimanere lì, sempre più distrutto e sempre più sinistro». 

venerdì 20 maggio 2011

Gira con pistola clandestina, arrestato

Gira per Pellestrina mostrando una pistola e i carabinieri lo arrestano quando rientra a Marghera perché della pistola non si conosce la provenienza, dunque in termini tecnici è «clandestina». In manette è finito Luciano Bonafini, 63 anni, pregiudicato del posto con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e la persona: oltre alla pistola i carabinieri gli hanno trovato anche 12 cartucce. Tutto ha inizio quando i carabinieri della stazione di Pellestrina ricevono diverse segnalazioni da parte di cittadini che li avvisano della presenza sull’isola di un uomo di Marghera che girava vantandosi di avere in tasca una pistola e mostrandone la sagoma. I carabinieri dell’isola segnalavano l’accaduto ai colleghi di Marghera. Ben presto gli uomini del maresciallo Valenti individuano il sospetto: si tratta di una loro vecchia conoscenza, tossicodipendente, pluripregiudicato in cura saltuaria in una comunità di Pellestrina. I militari si sono messi a cercarlo nei pressi della sua abitazione in via Correnti. Verso le 13 di due giorni fa il maresciallo Valenti intercettava in via Beccaria l’uomo e con gli accorgimenti del caso fermava e bloccava Luciano Bonafini, il quale candidamente spiegava di avere in tasca una pistola, trovata sulla spiaggia. L’arma, in perfetto stato d’uso, oliata e senza un granello di sabbia, è una Zastava 6.35. Si tratta di una pistola di fabbricazione serba, di piccole dimensioni, facile da nascondere. Trovate anche 12 cartucce. È stato arrestato per porto e detenzione di arma da sparo clandestina. (c.m.)