sabato 30 gennaio 2010

Incidente a Pellestrina, muore sedici giorni dopo

Loredano Scarpa, falegname in pensione, era stato travolto da un furgone mentre era alla guida di un Ape


(L.M.) La sua lotta contro la morte è durata sedici giorni. E’ morto,
ieri mattina all’ospedale di Mestre dove era ricoverato in


coma,
Loredano Scarpa, 75 anni pensionato ex falegname di Pellestrina
conosciuto e benvoluto in tutta l’isola. L’incidente stradale è
avvenuto a Pellestrina lo scorso 13 gennaio: era alla guida del suo
apecar ed è stato travolto, all’altezza dei cantieri De Poli, da un
furgoncino del servizio mensa scolastica. Loredano Scarpa era una
persona generosa e disponibile, in particolare verso i bambini, e per
oltre cinquant’anni ha mantenuto in isola un suo laboratorio di
falegnameria. Cercava sempre di accontentare tutti e questo lo aveva
fatto apprezzare e conoscere. Da qualche anno, anche per la difficoltà
a trovare un ricambio generazionale, Loredano Scarpa era andato in
pensione e si dedicava alle sue passioni: ovvero la pesca e la
coltivazione di un piccolo appezzamento di terra. Abitava, insieme a
una sorella, nel sestiere Scarpa 1117. Amico fraterno del “re del remo”
Palmiro Fongher, era un po’ il suo “scudiero” e si occupava della
manutenzione delle barche, prima di ogni gara, non lasciando nulla al
caso affinchè l’amico Palmiro potesse centrare la vittoria. Pur non
avendola mai praticata ai remi, infatti, la voga veneta era un altro
dei suoi grandi amori, così come l’Inter, sua squadra del cuore, che
non ha mai smesso di seguire con molta partecipazione. Lascia sei
fratelli. Non ancora fissata la data dei funerali.

venerdì 29 gennaio 2010

Patteggia la coppia che coltivava marijuana


Hanno scelto di patteggiare e sono tornati liberi i due fidanzati di
Pellestrina, F. S., 30 anni, e E. V., 27 anni, arrestati l’altro giorno
dai carabinieri per aver avviato, in un appartamento dell’isola, una
coltivazione di marijuana, con conseguente essicazione e spaccio. I
due, assistiti dall’avvocato Aldo Ghezzo, sono comparsi ieri davanti al
giudice monocratico Moretti negli uffici giudiziari di Mestre.
All’uomo, F. S., è stata applicata una pena di tre anni e 12.000 euro
di multa, con l’obbligo di firma, due volte la settimana, dai
carabinieri di Pellestrina. Più leggera la posizione della donna, E.
V., che avrebbe assecondato malvolentieri le iniziative del compagno.
Ha comunque patteggiato una pena di un anno, 10 mesi e 8.000 euro di
multa, con la sospensione condizionale della pena. A spingere i due
giovani a improvvisarsi coltivatori di marijuana sarebbero state le
difficoltà economiche. L’uomo, un paio d’anni fa, aveva rilevato un
negozio di floricoltura, il Magic Green al Lido, ma gli affari non
erano andati secondo le previsioni. Di qui la decisione di buttarsi
sulla marijuna. Prodotta e lavorata a domicilio, per poi essere venduta
a una clientela selezionata di residenti tra Lido e Pellestrina.
Nell’appartamento utilizzato dalla coppia per la coltivazione, i
carabinieri hanno trovato ben 60 piante di marijuana già alte tra un
metro e mezzo e i due metri, prossime alla maturazione, con tanto di
illuminazione a lampade alogene.

Via libera al Piano arenili, salva la spiaggia di Visconti

Il provvedimento andrà in Consiglio comunale per l’approvazione

(L.M.) La commissione Urbanistica ha licenziato ieri pomeriggio il
Piano particolareggiato degli arenili del Lido e quello di Pellestrina.
Così ha stabilito la seduta, presieduta da Saverio Centenaro, con la
presenza anche del parlamentino isolano (che già aveva espresso parere
positivo). Entrambi i provvedimenti potrannno dunque passare al vaglio
del consiglio comunale la prossima settimana. Se non ci saranno
problemi in Consiglio, anche il Piano di Pellestrina, che ieri veniva
esaminato per la prima volta dai consiglieri, potrà essere adottato. E
questo permetterebbe di valutare, fin da subito, per l’estate 2010, il
rilascio di alcune concessioni. Per il Lido, invece, si è conclusa una
discussione aperta da tempo. Sono stati esaminati alcuni emendamenti,
proposti dall’assessore, che permetteranno di “salvare” la storica
spiaggia dei “Bagni Alberoni” che risale ai primi del ‘900 per la quale
c’era stata anche una mobilitazione dei bagnanti con la raccolta di
oltre duemila firme. Tornando a Pellestrina, invece, per la prima
volta, potranno esserci così dei piccoli stabilimenti balneari lungo
l’arenile. Nel Piano è infatti prevista la possibilità di assegnare una
quindicina di concessioni per attrezzare un tratto di arenile lungo
circa 1.800 metri. Ciascun stabilimento titolare della concessione (in
realtà per stabilimento si intende un piccolo chiosco) avrà poi la
possibilità di affittare ai bagnanti, sdraio, lettini e ombrelloni.

giovedì 28 gennaio 2010

In casa una serra di marijuana

I carabinieri di Chioggia arrestano una coppia di fidanzati
Lui, Flaminio Scarpa, è titolare di un negozio di floricoltura al Lido



Produttori e spacciatori di marijuana per battere la crisi economica.
Così si sono giustificati i due fidanzati di Pellestrina, Flaminio
Scarpa, 30 anni, ed Erika Vianello (27) arrestati l’altra mattina dai
carabinieri della Compagnia di Chioggia con il supporto dei colleghi
della locale stazione.

      Lui, infatti, da un paio d’anni aveva
rilevato un negozio di floricoltura, il Magic Green, con sede in via
Lepanto al Lido. Ma gli affari non andavano come si aspettava e quindi
ha deciso di allargare l’offerta puntando su un settore che a quanto
pare non conosce recessione alcuna. Due i fronti aggrediti
dall’intrepido commerciante: uno lecito, quello cioè della vendita di
semi di canapa indiana e di kit per la loro coltivazione, il tutto per
lo più "made in Olanda" e ordinato on line. L’altro illecito, quello
cioè della coltivazione a domicilio delle piantine di "maria" e della
successiva lavorazione per ottenere il prodotto finito da proporre per
lo più a


un clientela selezionata residente nelle due isole.
     
Manco a dirlo, quest’ultima è l’attività di gran lunga più redditizia e
praticata su vasta scala. A dimostrarlo la serra superprofessionale
allestita in uno degli appartamenti in uso a Flaminio e affittato da
Erika, in via Pellestrina 594: al terzo piano i militari dell’Arma
hanno trovato ben sessanta piante che avevano già raggiunto un’altezza
compresa fra il metro e mezzo e i due metri, prossime a maturazione,
con tanto di impianto di illuminazione a lampade alogene. Al secondo
piano invece, tutto il necessario per l’essicazione che avveniva
all’interno di un armadio adattato allo scopo, e l’occorrente per la
trasformazione e la confezione della sostanza da commercializzare:
bilancini, calendari di semina e resoconto delle operazioni e materiale
per il confezionamento. Tutto posto sotto sequestro insieme a 700
grammi di marijuana di buonissima qualità (dieci euro al grammo il
prezzo al dettaglio) e a quasi diecimila euro in contanti. Dai
riscontri degli uomini del capitano Antonello Sini, la coppia era già
al suo terzo raccolto: «Al negozio di Scarpa ci siamo arrivati - spiega
- grazie a un’indagine scaturita in coordinamento con altre procure del
Nord Italia che da tempo sono sulle tracce dei traffici riscontrabili
dalla compravendita di semi di marijuana in internet». 
Flaminio ed
Erika verranno processati oggi per direttissima per produzione di
sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Per lo stesso reato sono stati
indagati in stato di libertà altri cinque pellestrinotti: due
conviventi V.J. di 26 anni e C.C. di trenta, E.S. di 27 anni, D.B. di
cinquanta e M.V. di 26.

«Tanti ricordi come fosse ieri»


Nella sala, davanti alle autorità, tante storie. Una più affascinante e
tragica dell’altra. Un «universo» di narrazioni, di vite vissute, di
sacrifici, di rievocazioni con un unico comun denominatore: l’8
settembre 1943. Il giorno dell’Armistizio con gli Alleati
anglo-americani, la fine del diabolico patto con Hitler e la Germania
nazista e l’inizio di un altro momento tragico nella storia recente
d’Italia: la "trasformazione" delle truppe italiane da alleate a
nemiche del Terzo Reich. Un "passaggio" che ha segnato il destino di
tanti militari "di terra e di mare" che, un giorno per l’altro,
nonostante tanti eroismi, finirono per essere inghiottiti nel vortice
delle persecuzioni e della "macchina di sterminio" dei lager nazisti.

     
E se lo ricorda bene Fabio Passarella, 88 anni, ("Sono l’unico
panettiere di Pellestrina" dice con orgoglio). «Mi trovavo nell’Egeo
imbarcato in una nave italiana - racconta ancora emozionandosi - E
pochi giorni dopo la firma dell’Armistizio alcuni Stukas tedeschi
iniziarono a bombardare la nostra nave. Mi ricordo come fosse adesso
che presi un mitragliatore e iniziai a sparare tanto che riuscì a
centrare un aereo tedesco. Ma la nostra resistenza fu inutile, fummo
fatti prigioneri e costretti ad approdare in Grecia. E da lì, tra mille
difficoltà, stenti e sporcizia, insieme ad altri italiani fummo
trasferiti a Mauthausen in Austria, uno dei peggiori campi di sterminio
dei nazisti. E qui, lavorando come uno schiavo, costretto a subire
mille angherie, sono rimasto dal 1943 al 1945, quando è finita la
guerra. Ma le mie disavventure non erano concluse lì. Dopo il lager
fuggii per raggiungere l’Italia e lo feci passando per la Slovenia,
allora Jugoslavia. Ma qui venni arrestato dai partigiani di Tito che
schiaffarono in prigione a Lubiana. Ci sono stato per due mesi! Poi,
per fortuna sono riuscito ad arrivare in Italia. Quando sono arrivato a
Venezia pesavo 27 chili!».

      Poco più in là si avvicina la
figlia di Cosmo Rinello, soldato di Zelarino, finito nel campo di
lavoro di Gladbeck e consegna a tutti il "Diario" di suo padre raccolto
in un bel volumetto. E anche Dino Crosara, classe 1923 mostra la
"piastrina" di prigioniero: "Stalag 17/b matricola 95758. «Ho lavorato
in una miniera di antimonio, io - dice ricordando quel periodo mentre
si avvicinano anche i parenti di un altro "soldato" Renato Balliana - e
poi anche in una fabbrica meccanica».


Concordato De Poli, rinvio al 4 febbraio


(L.M.) E’ stata rinviata al prossimo 4 febbraio l’udienza per il
giudizio di omologa del concordato preventivo dei cantieri navali De
Poli di Pellestrina. Nell’udienza del 21 gennaio scorso, infatti, c’è
stato solo uno scambio di memorie tra gli avvocati Paolo Cortellazzo
Wel e Mauro Pizzigati che hanno elaborato il piano e i legali delle
uniche due aziende creditrici che hanno presentato una formale
opposizione al piano. Questo passaggio ha fatto propendere il giudice
delegato del tribunale, Rita Rigoni, per un rinvio al 4 febbraio.


martedì 26 gennaio 2010

Incidente, pensionato ancora in coma


(L.M.) A undici giorni dall’incidente stradale a Pellestrina è ancora
in coma Loredano Scarpa, pensionato di 75 anni ex falegname molto
conosciuto in isola rimasto schiacciato tra le lamiere del suo Apecar
dopo essere stato centrato in pieno da un furgone delle mense
scolastiche. E mentre si attende l’evoluzione della situazione clinica
dell’uomo, sempre delicatissima, i carabinieri stanno vagliando tutta
una serie di elementi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente
che presenta ancora parecchi punti interrogativi. Andrà stabilita anche
la velocità dei mezzi coinvolti nel sinistro, che ovviamente sono stati
subito posti sotto sequestro dalla magistratura. L’incidente è
avvenuto, il 13 gennaio scorso, sulla strada comunale Murazzi
all’altezza dei cantieri De Poli. L’uomo si trova ricoverato in
prognosi riservata e in condizioni gravissime nel reparto di
Rianimazione dell’ospedale dell’Angelo di Mestre.


Reintegrati i fondi destinati alle Oasi


Reintegrati i fondi per il mantenimento delle Oasi naturali degli
Alberoni al Lido e di Ca’ Roman a Pellestrina. Inizialmente le risorse
erano dimezzate, ma il ripristino è stato inserito nel maxiemendamento
della giunta comunale alla delibera sui finanziamenti della Legge
Speciale.

lunedì 25 gennaio 2010

Azzeccato un terno da oltre 5mila euro


(L.M.) La dea bendata bacia Portosecco. Nei giorni scorsi alla
tabaccheria “La chiocciola” di San Pietro in Volta, nell’isola di
Pellestrina,
si è festeggiata una ricca vincita di oltre cinquemila euro. Un anonimo
giocatore ha azzeccato un bel terno portando a casa una bella cifra.
Certamente un bel regalo di Natale anche se con qualche giorno di
ritardo. In tabaccheria si è celebrata la vincita nel modo migliore e,
per alcuni giorni, è stato affisso un cartello che comunicava alla
clientela il lieto evento.

venerdì 22 gennaio 2010

Salmonella, laguna sorvegliata speciale

Tracce del batterio nella sacca dell’Anghiero, a ridosso di Pellestrina. La pesca continua
Le vongole pescate nella zona "incriminata" dovranno essere sottoposte a depurazione

Tracce di salmonella nella sacca dell’Anghiero. Le analisi effettuate nella zona lagunare a ridosso di Pellestrina
da parte dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie ha
infatti evidenziato la presenza del batterio, seppur in concentrazione
comunque limitata. L'Asl 14 di Chioggia ha immediatamente fatto partire
la segnalazione alle autorità locali e e il sindaco Romano Tiozzo, come
da prassi, ha firmato un'ordinanza per intensificare i controlli
nell’area interessata.

      Niente divieto di pesca comunque: la situazione nell'area in cui pescano attualmente tre cooperative di Chioggia e una di Pellestrina
infatti non è così grave da richiedere lo stop immediato di tutte le
attività. Le vongole pescate dalla sacca l'Anghiero d'ora in poi
saranno sottoposte a un trattamento di depurazione intensivo di almeno
12 ore in un centro di depurazione riconosciuto dalla legge. I centri
di depurazione dove verrà portato il prodotto saranno avvertiti della
situazione dai titolari degli allevamenti e dai pescatori e, al termine
del processo di depurazione, dovranno verificare che le vongole siano
tornate sane dal punto di vista biologico.

      L'ordinanza firmata
dal sindaco inoltre dà incarico al Servizio veterinario dell'Asl locale
di effettuare ulteriori campionamenti nella zona in modo da verificare
se il batterio della salmonella è presente ancora nella zona di pesca.
Le misure eccezionali termineranno quando la situazione microbiologica
dell'area tornerà finalmente alla normalità. Se i procedimenti verranno
seguiti correttamente non vi sarà alcun problema per la salute
pubblica. Normalmente la presenza del batterio è destinata a scomparire
nel giro di pochi giorni: la situazione dunque dovrebbe normalizzarsi
in breve tempo.