martedì 27 marzo 2007

«Un terminal vero a S. Maria del Mare»


Sono trascorsi alcuni giorni ormai da quando, per una rottura del timone della motozattera Pellestrina
, l'isola è rimasta bloccata per oltre tre ore, ma le polemiche non
accennano a diminuire. Le motivazioni per cui l'episodio continua a far
discutere sono molteplici, e riguardano temi come la sicurezza, e il
rispetto verso gli utenti, che non possono essere assolutamente
trascurati.

«Possibile
- afferma G.B. - che i problemi alle motozattere avvengono sempre più
spesso e sempre in isola? Possibile che nessuno abbia lanciato
l'emergenza la sera della domenica, quando si erano già presentati i
primi problemi? Se soltanto nell'ora in cui il ferry ruotava su se
stesso, in mezzo al porto, senza riuscire ad approdare, fosse passata
una nave, che sarebbe successo?».

«E
come non pensare - interviene Mario Vianello - ad inviare un battello
foraneo per trasportare quantomeno le persone? Mi pare che ciò tra
l'altro, fosse una delle cose che alcuni rappresentanti dell'azienda
garantirono qualche anno fa, proprio in isola, durante un incontro
pubblico».

«Chiedo
- afferma Pietro Ballarin, pendolare e consigliere di Municipalità -
che gli organi competenti, amministrazione comunale ed Actv, vengano a Pellestrina
ad illustrarci un piano di intervento per questo tipo di emergenze, in
quanto ritengo impensabile che vi sia gente costretta a perdere
giornate di lavoro, o appuntamenti medici, prenotati da mesi, perchè
l'azienda non è in grado di garantire l'unico collegamento tra le due
isole. Ovviamente - continua - ritengo che il piano d'emergenza deve
essere serio, e, se non prevede un ferry in sosta agli Alberoni, deve
prevedere comunque l'arrivo di un mezzo entro un'ora dall'interruzione
del servizio, senza che ciò comporti sconvolgimenti organizzativi da
parte di Actv. Tutto ciò - conclude Ballarin - sarebbe possibile
progettando per il futuro un vero terminal a Santa Maria del Mare, con
un attracco compatibile anche per altri mezzi che non siano il ferry».

Annalisa Busetto

venerdì 23 marzo 2007

Più del 50 per cento dei ragazzi tra i 12 e i 13 anni...

Più del 50 per cento dei ragazzi (tra i 12 e i 13 anni) al Lido e Pellestrina
fa uso di alcol fin da giovanissimi (in media 2 ragazzi su 4), il 25
per cento ha anche sperimentato, almeno una volta, la cannabis. L'alcol
viene consumato in occasioni ricreative, feste popolari (ad esempio il
Redentore) ma con disinvoltura anche in famiglia. Più del 90 per cento
degli alunni interpellati ha anche dichiarato di sentire la mancanza di
punti di riferimento e chiede maggior ascolto sia dalle famiglie che
dalle istituzioni. Nelle scuole isolane, poi, non è stato segnalato,
tra i banchi di scuola, alcun fenomeno di bullismo. Ma lo stesso
bullismo è legato più al mondo frequentato dagli stessi ragazzi, al di
fuori dall'ambiente scolastico, nei momenti ricreativi, con gli amici e
allo stadio. Ed è una modalità di comportamento vissuta dai
responsabili soprattutto come segno di appartenenza al gruppo. Il
bullismo, comunque, è stato segnalato come uno dei problemi solo in due
delle sette classi che hanno partecipato all'attività.

Sono
questi alcuni degli spunti più interessanti che emergono dal progetto
"Ascolta la scuola 2007", curato dall'associazione "Exit" patrocinato e
finanziato dalla Municipalità del Lido e Pellestrina
. Il lavoro è stato voluto fortemente dal delegato alle politiche
socio-educative, Giannandrea Mancini, ed ha visto il coinvolgimento di
sette classi, per circa 130 alunni, che frequentano le classi terze
degli istituti di scuola media inferiore di Lido e Pellestrina
. La Municipalità si è impegnata in queste attività per entrare sempre
con maggior forza nella scuola e affrontare temi sociali come
solitudine, disagio sociale, bullismo, abuso di alcool o sostanze
stupefacenti. Temi che si rivelano sempre più pericolosi per gli
adolescenti e fonte di tante preoccupazioni per i genitori.

Il
progetto si è così articolato in 14 incontri (ciascuno della durata
minima di due ore), di cui quattro presso la scuola media "Loredan" di Pellestrina
, mentre gli altri dieci presso la scuola media "Pisani" del Lido.
Originale è stato anche il modo scelto dall'associazione per entrare in
contatto con i ragazzi: la musica. Non sono stati, quindi, distribuiti
questionari, con le classiche domande. Per aprire il dialogo ma si è
lavorato su dei testi di alcune canzoni, molto seguite e apprezzate dai
giovani, che poi sono state eseguite dai ragazzi. A coordinare il
lavoro Pierluigi Rasera dell'associazione "Exit". L'intervento
prevedeva un incontro iniziale per classe, in cui veniva velocemente
presentato il progetto ed attivato un gioco per la conoscenza reciproca
e la valutazione delle aspettative da parte del gruppo. Il passaggio
successivo ha visto la distribuzione del testo della prima canzone e
l'esecuzione della stessa da parte dello staff responsabile del
progetto. Tutte le canzoni sono state eseguite dal vivo con l'ausilio
di una chitarra acustica.

Lorenzo Mayer

mercoledì 21 marzo 2007

TERZA CATEGORiA: San Pietro in Volta pronto al rilancio


Un nuovo consiglio
direttivo e un lavoro che punterà anzitutto sui giovani e sulla Scuola
Calcio. Così il San Pietro in Volta prepara un grande rilancio. C'è
voglia di rinascita per il club che attualmente naviga in Terza
categoria. Allontanatasi, almeno per il momento, l'idea di una fusione
tra le due storiche rivali del calcio isolano, Pellestrina
e San Pietro in Volta, il San Pietro si è rimesso al lavoro con nuove
idee e molto entusiasmo. Ci ha pensato l'instancabile direttore
sportivo Gianfranco Scarpa "Marta" che, con volontà e spirito
intraprendente, ha raccolto l'appello di Marco e Alessandro Ballarin,
detto "Malta", i due attuali factotum del calcio San Pietro. Gianfranco
Scarpa, per gettare le basi del progetto, ha invitato a cena una
trentina di persone, compresi vecchi e nuovi dirigenti, tra i quali
spiccano ben cinque ex presidenti del club, allo scopo di rilanciare la
storica società lagunare. Tra ul nuovo gruppo dirigente c'è anche un
ritorno di un grande artefice del San Pietro, Daniele Scarpa. Il ds
Gianfranco Scarpa ha le idee chiare sulle cose da fare subito che si
possono sintetizzare in quattro punti essenziali. Anzitutto entro
Pasqua la presentazione ufficiale del nuovo direttivo, poi una verifica
urgente per valutare la situazione d'emergenza del Centro sportivo
comunale di San Pietro in Volta,. Poi dare avvio al "Camp di Primavera"
con la scuola di calcio estiva, quindi realizzare alcune attività
promozionali per l'estate. Il conto alla rovescia è partito: ora i
tifosi sanpierotti nell'uovo di Pasqua attendono di trovare la sorpresa
del rilancio del calcio San Pietro.

Lorenzo Mayer

martedì 20 marzo 2007

Episodio analogo lo scorso dicembre

 

Un episodio per certi versi analogo è accaduto anche nel dicembre del 2006. In quella occasione erano stati i sindacati di categoria a lanciare il grido d'allarme.

Il 26 pomeriggio, attorno alle 14.30, il ferry boat delle linea 11, sempre per il collegamento tra gli Alberoni e Pellestrina , ha avuto un'avaria al timone.

Il ferry boat, una volta ultimato il tragitto, era stato quindi portato fino ai vicini cantieri di Sant'Elena per i necessari interventi di manutenzione. La Capitaneria di porto, in quella occasione, aveva seguito da vicino l'intera operazione. Dopo la sostituzione da parte del personale dell'Actv, il successivo Pellestrina aveva poi ripreso il servizio da Faro Rocchetta.

Alla luce dell'ennesimo guasto adesso sono in molti a chiedere interventi urgenti per risolvere definitivamente il problema. Sotto accusa soprattutto il piano di emergenza dell'azienda di trasporti.

Tanta rabbia e rassegnazione: «Così non va»

 

«Nessuno sapeva nulla. Tre ore per ripristinare il servizio sono un assurdo. Le informazioni sono state frammentarie e sbagliate».

All'approdo degli Alberoni della linea 11, a Faro Rocchetta, sono dovuti intervenire i carabinieri e la polizia per calmare gli animi. La protesta dei pendolari è stata sempre civile, ma energica. Al Lido, per quanti dovevano raggiungere Pellestrina , è stata una mattinata di passione. Tra le lamentele sollevate l'assenza di informazioni e la lentezza di attivare i servizi sostitutivi. Dato che, per tre ore, gli utenti della linea 11 sono stati "prigionieri" senza poter uscire dall'isola. Con il passare dei minuti si è formata una fila di auto in attesa chilometrica. Quanti dovevano consegnare a Pellestrina i rifornimenti alimentari sono rimasti bloccati. Stessa sorte per chi doveva raggiungere il lavoro o aveva uscite programmate. Solo intorno alle 14 all'approdo di Faro Rocchetta la situazione è andata via via normalizzandosi, riuscendo a smaltire l'afflusso di auto in attesa. Basti pensare che l'ultima corsa regolare è partita dagli Alberoni alle 7.45 poi c'è stato il black out. Alle 11 si è entrati nel momento più critico. Dopo la rabbia e le proteste che sono salite con il rintocco dei minuti è subentrata quasi una sorta di rassegnazione tra la gente. «È stato un disservizio totale - commenta Flavio, autotrasportatore - e purtroppo su questa linea è ormai all'ordine del giorno. All'imbarco nessuno sapeva nulla, non c'erano indicazioni precise. Siamo stati in balia degli eventi. E purtroppo non è la prima volta che succede. Poi un'altra cosa pazzesca è stata la scelta di mettere in servizio, dopo il ripristino della linea, il ferryboat più piccolo. Su questo collegamento bisognerebbe fare qualcosa di concreto, disagi e problemi sono successi troppe volte non si può certo parlare di sfortunata casualità. Anche quando ci sono gli scioperi, l'avviso viene affisso solo il giorno prima, anche se lo sciopero è programmato. Non c'è adeguata pianificazione, se si riuscisse a sapere per tempo, ci si organizzerebbe per fare, ad esempio, una doppia consegna. Invece non accade mai». Critiche anche per la scelta, una volta riattivata la linea, di non far salire a bordo gli autobus, facendo scendere i passeggeri per dare la precedenza alle auto in attesa. «Sono disgustato - commenta Giovanni Vianello all'imbarco - ci vogliono provvedimenti secchi. Ho perso tutta la mattina al Lido e a Pellestrina avevo degli appuntamenti importanti di lavoro programmati da giorni. È sconcertante che i ferry Actv abbiano problemi così frequenti di manutenzione. Qualcosa non va».

Lorenzo Mayer

Si rompe il timone del ferry, collegamenti in tilt

Oltre tre ore di disagi per il guasto al "Pellestrina". Infortunato il direttore di macchina del mezzo sostitutivo

Almeno tre ore di disagi per i pendolari del Lido e di Pellestrina in seguito ad un'avaria al timone del ferry boat "Pellestrina ". E a complicare ulteriormente le cose c'è da segnalare anche un infortunio al direttore di macchina del mezzo sostitutivo che ha inevitabilmente complicato le cose. Tutto è iniziato alle 8.13 quando il ferry boat "Pellestrina " si stava avvicinando agli Alberoni. Ad un certo punto il timone del mezzo si è irrimediabilmente guastato, costringendo così il pilota a fare il possibile per evitare ulteriori problemi.

Pur con questa difficoltà, il pilota è riuscito a proseguire il suo percorso e ad arrivare a destinazione. I problemi veri e propri si sono verificati dopo. L'Actv, a questo punto, ha iniziato a cercare un mezzo sostitutivo ed è stato deciso di "armare" la San Giorgio che in quel momento si
trovava al Tronchetto. Sembrava cosa fatta ma il direttore di macchina del battello si era da poco infortunato ad un piede in seguito alla caduta di un portellone. L'Actv si è trovata costretta a cambiare e solo dopo un'oretta è riuscita a trovare un'altra persona che ha portato la "San Giorgio" all'altezza degli Alberoni circa tre ore dopo alle 11.15. Nel frattempo è stato deciso di far navigare anche un terzo mezzo "Ammiana" che è arrivato in zona attorno alle 12. La situazione è quindi tornata alla normalità solamente alle 13.35 e, una volta smaltito il fabbisogno degli utenti, il San Giorgio ha fatto rientro nel deposito del Tronchetto.  

«Complessivamente il disagio si è protratto per circa tre ore - afferma l'Actv - Non è stato facile intervenire anche perchè all'interno del "Pellestrina " il motorista ha avuto un lieve infortunio. Per quanto riguarda l'incidente si tratta di guasti meccanici che ogni tanto possono anche verificarsi. Per quanto concerne infine i collegamenti a terra - conclude l'azienda di trasporti - abbiamo deciso di frazionare il servizio degli autobus, dando la precedenza ai mezzi privati e ai pedoni».

Nel frattempo infuriano le polemiche. Sono stati molti i pendolari che, in assenza di informazioni, hanno deciso di chiamare l'azienda. Nonostante questo pare che nessuno abbia ricevuto risposte in merito al guasto al ferry. C'è anche chi ha contatto direttamente Ca'Farsetti spiegando quello che era accaduto. E nel pomeriggio la segreteria del sindaco ha chiesto dettagli, su quello che era successo, anche ad alcuni utenti interessati.

venerdì 16 marzo 2007

La maestra Nena va in pensione, con lei sono cresciuti centinaia di bambini

Giovedì, 15 Marzo 2007

La maestra Nena oggi va
in pensione. Dopo quarant'anni di servizio, trentasette dei quali,
trascorsi interamente nella scuola comunale dell'infanzia di Pellestrina , Nena Menetto, chioggiotta doc, da domani si godrà il meritato riposo.

"La
Nena", così è conosciuta, per l'isola è un'istituzione. Arrivata in
isola non ancora ventenne, dopo qualche supplenza fatta nel comune di
Venezia, ha cresciuto ed educato centinaia e centinaia di bambini: più
o meno, le sono passate per le mani quindici generazioni.

Oggi,
molti di quei ragazzini sono adulti e padri di famiglia, con figli,
che, per precisa scelta, hanno ancora lei, almeno sino ad oggi, come
educatrice. E tutti la ricordano: la dolce e sorridente Nena, piccolina
e morbida, che assomiglia ad una fatina buona delle fiabe o alla
sorella maggiore dei suoi cuccioli.

Nena
è entrata nel cuore di tutti, perchè sempre attenta verso i piccoli e
le loro famiglie, sempre pronta ad aiutare e a dare consigli. Dotata di
una robusta professionalità, da cui ha attinto sempre a piene mani,
senza parsimonia, e di una incredibile dolcezza, che non è mancanza di
carattere, ma amore per la vita. Sensibile ed attenta, foresta perchè
di Chioggia, ma pellestrinotta fino al midollo, ha vissuto insieme ai
suoi bambini, i cambiamenti positivi e negativi avvenuti nell'isola in
questi quarant'anni; non è stata quindi soltanto una maestra, ma
un'amica e una consigliera, una di loro. Per l'occasione, si sono
riuniti in tanti, dai 37 anni in giù, per ringraziarla di tutto ciò che
ha profuso nei suoi anni di insegnamento. Fiori, un ciondolo, una
pergamena; piccoli doni per testimoniare un grande affetto, perchè
quando si parla di lei, a tutti brillano gli occhi.

A.B.

Botte in classe. Il preside: «Realtà diversa da quella raccontata»

Giovedì, 15 Marzo 2007


«La scuola e Pellestrina
non sono queste». Esordisce così il dirigente scolastico prof.Roberto
Sintini, in una lettera inviata in redazione, in cui esprime lo stato
d'animo venutosi a creare nella scuola e nell'isola dopo l'episodio del
litigio tra bambini.

«Credo
sia inopportuno non oltrepassare la misura con titolazioni
scandalistiche inopportune. Negli articoli di questi giorni - continua
- si rappresenta una realtà che non è. Un episodio di aggressività fra
alunni, lo si è trasformato in un pretesto per esprimere concetti
negativi su Pellestrina ed il suo
Istituto scolastico, mortificando gli abitanti e soprattutto la scuola
che è il centro di riferimento vitale e vivo degli alunni e dei
genitori di Pellestrina ».

Il
preside racconta poi dei sacrifici fatti, con passione e abnegazione,
da tutto il personale scolastico, per costruire una scuola limpida e
solida, aperta ai genitori "che la apprezzano e la ritengono punto di
riferimento e di aggregazione, oltre che di crescita
educativo-culturale".

«Mortifica tutti noi - aggiunge - l'immagine che si vuole rappresentare. La scuola e Pellestrina non sono queste». E conclude «Gli alunni hanno bisogno di un clima sereno per crescere: lasciamoli crescere».

Annalisa Busetto

mercoledì 14 marzo 2007

Dopo le botte in classe, a Pellestrina cala il silenzio

Un incontro pacato e civile, in cui tutti i genitori hanno discusso ed espresso la propria opinione, sull'episodio avvenuto tra i loro bambini e, inevitabilmente sulle ripercussioni create dalla pubblicazione di questo.

Si sono trovati tutti insieme ieri pomeriggio i genitori della seconda elementare della scuola Zendrini di Pellestrina , presenti anche gli insegnanti di sezione e il preside dell'istituto comprensivo; una riunione lunga, a tratti difficile, perchè, superato ed appurato che il problema bullismo nella loro classe, e nell'intero comprensorio scolastico non esiste, rimane sempre il peso di una lettera anonima.

I fatti; circa una decina di giorni fa, un bambino di seconda elementare, durante la ricreazione, a causa di un litigio per una banalità, era stato picchiato da alcuni compagni. Un episodio comune, che accade spesso tra bambini di questa età, ma che è stato enfatizzato da una lettera, inviata in redazione.

I genitori del bimbo picchiato avevano espresso subito la convinzione che si trattasse di un normale litigio tra bambini. Poi, la ridda di polemiche provocate inevitabilmente dall'uscita della notizia.

Forse l'incontro di ieri, visto che i colloqui tra scuola e famiglie sono costanti, ed erano già avvenuti dopo l'episodio, aveva più lo scopo di rasserenare gli animi.

La sensazione, non solo tra i presenti, ma per tutta la comunità è quella che si sia creato un caso per nulla. I genitori dell'intera scuola si sono sentiti offesi per il risalto negativo dato alla notizia, che, opinione comune, ha distorto la realtà, creando un'immagine diversa della scuola e dell'intera isola, dove sembra che i litigi siano all'ordine del giorno. Più nessuno vuole parlare, tutti vogliono voltare pagina e dimenticare questo episodio che alla fine ha provocato soltanto dolore e sospetti.

Annalisa Busetto


 

martedì 13 marzo 2007

Pellestrina, la grande storia di un'isola


Mi permetto di far seguito ad un articolo uscito sul Gazzettino - domenica 11 marzo a pag. 13 - inerente all'Isola di Pellestrina
ed intitolato: "Una terra di pescatori diffidente verso i foresti" -
"Due paesi e 4mila abitanti divisi da una storica rivalità". Sono un
giovane libero professionista abitante a Pellestrina
e la mia famiglia abita in quella splendida isola da generazioni;
proprio domenica leggendo l'articolo mi sono sentito in totale
disaccordo, quasi defraudato e spogliato di tutta la storia e identità
che da secoli ci pervade e ci culla come una grande madre.

Poco
di quel articolo corrisponde al vero, in quanto si parla di abusivismo
e di persone fratricide (metafora che proprio non ci si addice) che non
sanno stare in armonia tra loro e che non hanno interesse e non sono
ospitali con le persone che vengono da fuori e che in qualche modo si
accostano alla nostra tradizione, un'isola di un'isola che tende
all'autoprotezione.

Mi
consenta di far presente che i pellestrinotti vengono da una grande
storia di unità di popolo che li riunisce tutt'ora, da un'estremità
all'altra dell'isola in una presenza: La Madonna. Ero bambino quando
ascoltavo dalla voce grave ed appassionata di mia nonna con occhi
spalancati e bocca aperta, la storia dell'isola e della guerra di
Venezia conto il "Turco". La Madonna aveva difeso Venezia, e ne aveva
dato un segno apparendo ad un ragazzino del paese e chiedendo allo
stesso tempo delle preghiere per le anime del Purgatorio.

Così questo piccolo paese si inserì ed aprì al mondo fin dal 1700 nella grande storia di Venezia e di tutto l'occidente. Pellestrina
non è solo una striscia di terra messa lì dalla provvidenza a
proteggere Venezia dall'invasione del mare ma la stessa provvidenza ha
fatto anche diventare quest'isola una protezione di Venezia e quindi
dell'occidentre stesso anche da altre invasioni che ne avrebbero
travolto la fede cristiana e cancellato la sua identità! Diventando
così memoria del passato e ragione del presente!

Vorrei
anche dirle che l'isola non è divisa in due paesi come si può pensare
ma che l'isola intera al suo interno è divisa per territorio in varie
frazioni denominate San Pietro in Volta, Portosecco, sest. Scarpa,
sest. Zennari, sest. Vianelli e sest. Busetti, tutto questo in un unico
nome come in qualsiasi cartina si può verificare: Pellestrina
, sì quella che tempo fa qualcuno definì "lingua di terra tra mare e
laguna". L'isola è affascinante in tutti i suoi aspetti e il turista o
"foresto" è attirato dalla semplicità, tranquillità e gentilezza con
cui viene accolto già dal suo primo arrivo in isola.

Io
stesso sono stato partecipe in più di qualche occasione di come uno che
viene da fuori può stupirsi della familiarità con cui viene trattato,
tanto da innamorarsene e voler persino tornare per tempi più lunghi
comprando anche casa. Pellestrina
può uscire dall'isola e incontrare tanta gente, familiarizzare con il
turismo e con il foresto solo se i media la aiutano a far questo
raccontando le cose come stanno, e se le amministrazioni di ogni genere
la aiutano a far uscire il cuore della stessa valorizzando quel che è
la realtà del posto le sue tradizioni e i suoi valori, dando ai
pescatori la possibilità di pescare e ai lavoratori che escono
dall'isola la possibilità di poter arrivare al proprio posto di lavoro
in minor tempo possibile.

geom. Michael Veronese
Pellestrina