giovedì 18 luglio 2013
Ragazza di 15 anni scomparsa da due giorni
Denise Vianello, di Pellestrina, è stata vista l’ultima volta mercoledì
pomeriggio in compagnia di due amiche sul lungomare a Sottomarina.
Indagini, si attende una svolta nelle prossime ore.
«Ti chiamo io tra cinque minuti». Ma da mercoledì pomeriggio la famiglia
di Denise Vianello, 15 anni, residente con la famiglia a Pellestrina,
non ha più notizie della ragazza. Telefono cellulare staccato. Il padre,
Michele Vianello Badan, dopo aver atteso quella chiamata per ore e non
vedendola tornare a casa si è rivolto ai carabinieri. Sono così scattate
le ricerche dei militari della compagnia di Chioggia. L’unica traccia
porta a Sottomarina, dove la quindicenne è stata vista da una coetanea
in compagnia di altre due ragazze: passeggiava sul lungomare e sembrava
tranquilla. Poi più nulla. Aperte tutte le ipotesi. I carabinieri stanno
valutando alcune segnalazioni. Si attendono sviluppi nelle prossime
ore.
mercoledì 17 luglio 2013
Barca perde olio e affonda vicino alla riva
Protezione civile, carabinieri e Capitaneria di Porto di Venezia sono
stati impegnati per oltre due ore, lunedì sera, per il recupero di una
imbarcazione da pesca affondata davanti a Portosecco mentre era
ormeggiata. La chiamata dei militari al gruppo di Protezione civile di
Pellestrina è arrivata attorno alle 20. In un primo momento era stata
segnalata sotto riva la presenza di una cospicua macchia oleosa, frutto
probabilmente di una perdita di olio oppure di combustibile. I
volontari, intervenuti in pochi minuti dalla loro sede di Pellestrina,
hanno iniziato a seguire la scia oleosa in superficie e si sono diretti
fino alla fonte, una imbarcazione da pesca lunga circa dodici metri che
era completamente affondata sotto riva in laguna.
Grazie all’utilizzo delle pompe idrauliche e poi all’intervento della Capitaneria di Porto veneziana, è stato possibile asciugare e riportare in galleggiamento la barca, di proprietà di un gruppo di giovani dell’isola che la usavano per andare a pescare e per lasciarci le stesse attrezzature a bordo. L’intervento si è concluso verso le 22.30. Ieri mattina c’è stato un controllo da parte degli stessi volontari, per verificare le condizioni della barca, normalmente ormeggiata. Per affondare si era invece pensato che ci potesse essere una falla nello scafo, ma dopo dodici ore non si era ripetuto il sinistro, ragion per cui ora si cerca di capire come la barca sia potuta affondare da sola. (s.b.)
Grazie all’utilizzo delle pompe idrauliche e poi all’intervento della Capitaneria di Porto veneziana, è stato possibile asciugare e riportare in galleggiamento la barca, di proprietà di un gruppo di giovani dell’isola che la usavano per andare a pescare e per lasciarci le stesse attrezzature a bordo. L’intervento si è concluso verso le 22.30. Ieri mattina c’è stato un controllo da parte degli stessi volontari, per verificare le condizioni della barca, normalmente ormeggiata. Per affondare si era invece pensato che ci potesse essere una falla nello scafo, ma dopo dodici ore non si era ripetuto il sinistro, ragion per cui ora si cerca di capire come la barca sia potuta affondare da sola. (s.b.)
domenica 14 luglio 2013
Pellestrina, fioccano le multe. Una lettera all’assessore
Fioccano le multe nel parcheggio di fronte agli approdi Actv di
Pellestrina, e scatta la protesta dei residenti con tanto di raccolta
firme. La questione è stata subito raccolta dal consigliere comunale
Alessandro Scarpa, che ha scritto una lettera all’assessore alla
Mobilità e al presidente della Municipalità, chiedendo che sia quanto
prima convocato un tavolo tecnico per discutere e trovare una soluzione
al divieto di parcheggio per le auto. Un divieto che interessa la zona
verde antistante il cimitero di Pellestrina, e adiacente all'imbarcadero
della linea 31 che porta a Chioggia. «Informiamo che i vigili urbani
della sezione di Pellestrina, fino a pochi mesi fa, in quella zona
davano la possibilità di parcheggiare liberamente, mentre ora applicano
sanzioni multando», scrive Scarpa. «Inoltre chiediamo di tener conto che
gli attuali parcheggi in quella zona sono insufficienti, e che il
divieto di posteggio è stato imposto in pochi giorni senza nessun
dialogo e con poco preavviso per la popolazione». Mancando ampie aree di
sosta, quella del cimitero è la sola utilizzabile per i tanti residenti
che per motivi vari raggiungono Chioggia. (s.b.)
sabato 13 luglio 2013
Guardie Lipu controlleranno Ca’ Roman
Le guardie della Lipu sbarcano anche a Pellestrina per la tutela
dell’oasi di Ca’ Roman. In arrivo controlli e sanzioni per chi non
rispetterà l’ambiente. Non si ferma infatti la crescita del nucleo delle
guardie Lipu veneziane. Il tutto per fronteggiare e, possibilmente,
risolvere i problemi legati a un'area protetta dove le principali
infrazioni sono rappresentate dal mancato rispetto della stessa oasi tra
abbandoni di rifiuti, cani lasciati liberi di girovagare senza
guinzaglio e danneggiamenti alle strutture dell’area protetta e in
gestione alla stessa Lipu veneziana ormai da parecchi anni. Il nucleo,
diretto dai due responsabili Marco Tonin e Denis Pettenò si è rinforzato
con due nuovi agenti residenti sull’isola. «È una scelta strategica e
molto importante, quella di formare due guardie a Ca’ Roman, un
territorio mai vigilato con costanza e spesso terra di nessuno»,
sottolinea l’agente Aranisio Biasetton. I primi controlli sono stati già
fatti nei giorni scorsi, anche per quanto riguarda le norme sulla
pesca. La presenza, poi, di guardie residenti a Pellestrina, farà sì che
tutto il nucleo operativo della Lipu si possa concentrare sulle
attività in terraferma tra Bosco di Mestre e oasi di Gaggio. (s.b.)
venerdì 12 luglio 2013
Traffico di droga, 21 nei guai
Nell’Operazione Taurilia sono indagati anche nove chioggiotti
L’operazione Taurilia era scattata il 21 dicembre 2012 con l’arresto di due ragazzi (Alex Celi Tiozzo e Valeria Naccari), trovati in possesso di cinque chili di hashish al casello di Padova Est: a distanza di sette mesi, il pubblico ministero padovano Benedetto Roberti ha chiuso formalmente l’indagine, atto preliminare alla richiesta del processo nei confronti di ben 21 persone. Tra loro padovani e chioggiotti, oltre a qualche nordafricano, che via Bergamo importavano a chili hashish e marijuana dall’Olanda per spacciarli nella città del Santo e nella zona Termale oltreché nel Chioggiotto, in particolare a Sottomarina.
Rischiano di finire in tribunale Pasquale Creuso, 53 anni, campano, residente a Montegrotto, già in carcere a Vicenza, ritenuto il capo dell'organizzazione; i chioggiotti sono: Alex Tiozzo Celi, 33 anni; Marco Nordio, 32 anni; Stefano Marangon, 39; Lorenzo Dei Meneghetti, 37, tutti arrestati lo scorso maggio; Sonny Marcon, 25, (finito agli arresti domiciliari sempre a maggio) con Daniel Pagio Tiozzo, 34, e Daniel Zennaro, 25 anni di Pellestrina (entrambi destinatari di un obbligo di dimora); indagati in stato di libertà, con gli altri imputati italiani e marocchini, Kerima Marangon, 29 anni, di Chioggia; Valeria Naccari, 30, di Chioggia. Tra l’estate e l’autunno dell’anno scorso alcuni componenti della banda erano stati smascherati: chi non era stato individuato, aveva cercato di riorganizzare le fila per continuare a “lavorare” su scala industriale. Creuso, soprattutto, non voleva mollare la presa. E dopo il blitz dei carabinieri al casello di Padova Est, si era accordato con Giuseppe Pippo Azzaro per trovare altri canali di smercio: i due si erano incontrati con Marco Nordio e Stefano Marangon per concordare l’importazione di un carico di 30 chili di marijuana.
L’operazione Taurilia era scattata il 21 dicembre 2012 con l’arresto di due ragazzi (Alex Celi Tiozzo e Valeria Naccari), trovati in possesso di cinque chili di hashish al casello di Padova Est: a distanza di sette mesi, il pubblico ministero padovano Benedetto Roberti ha chiuso formalmente l’indagine, atto preliminare alla richiesta del processo nei confronti di ben 21 persone. Tra loro padovani e chioggiotti, oltre a qualche nordafricano, che via Bergamo importavano a chili hashish e marijuana dall’Olanda per spacciarli nella città del Santo e nella zona Termale oltreché nel Chioggiotto, in particolare a Sottomarina.
Rischiano di finire in tribunale Pasquale Creuso, 53 anni, campano, residente a Montegrotto, già in carcere a Vicenza, ritenuto il capo dell'organizzazione; i chioggiotti sono: Alex Tiozzo Celi, 33 anni; Marco Nordio, 32 anni; Stefano Marangon, 39; Lorenzo Dei Meneghetti, 37, tutti arrestati lo scorso maggio; Sonny Marcon, 25, (finito agli arresti domiciliari sempre a maggio) con Daniel Pagio Tiozzo, 34, e Daniel Zennaro, 25 anni di Pellestrina (entrambi destinatari di un obbligo di dimora); indagati in stato di libertà, con gli altri imputati italiani e marocchini, Kerima Marangon, 29 anni, di Chioggia; Valeria Naccari, 30, di Chioggia. Tra l’estate e l’autunno dell’anno scorso alcuni componenti della banda erano stati smascherati: chi non era stato individuato, aveva cercato di riorganizzare le fila per continuare a “lavorare” su scala industriale. Creuso, soprattutto, non voleva mollare la presa. E dopo il blitz dei carabinieri al casello di Padova Est, si era accordato con Giuseppe Pippo Azzaro per trovare altri canali di smercio: i due si erano incontrati con Marco Nordio e Stefano Marangon per concordare l’importazione di un carico di 30 chili di marijuana.
giovedì 11 luglio 2013
Conclusa la pulizia della spiaggia
Quasi un mese di lavoro per liberare l’arenile da tonnellate di rifiuti
Si è conclusa la pulizia della spiaggia di Pellestrina, iniziata la
prima decade di giugno, a seguito delle mareggiate primaverili che ne
avevano compresso la fruibilità. Quasi un mese di lavoro per liberare
l’intero arenile dell’isola, oltre 6 chilometri, da qualcosa come circa
500 tonnellate di rifiuti raccolti e avviati allo smaltimento da Veritas
per conto del Comune, che ne ha sostenuto i costi, mentre quelli
relativi alla pulizia della battigia e dell’intera spiaggia sono stati
coperti dal Magistrato alle Acque. Già nei mesi scorsi l’assessorato
all’Ambiente aveva avviato altre iniziative per la pulizia del litorale
invece del Lido, grazie anche alla fattiva collaborazione dei gestori
delle spiagge. «Ringraziamo il Comune e il Magistrato alle Acque per
quanto hanno fatto per l’isola», dice Lorenza Vianello dal comitato Tra
mare e laguna, «la spiaggia era ridotta veramente male, mentre adesso
sembra quasi di essere ai Caraibi. I lavori andavano fatti, non fosse
altro per il grave rischio che qualcuno si facesse male. C’era legname e
plastica ovunque». Interventi che sono stati più volte sollecitati dal
consigliere comunale Alessandro Scarpa Marta. Il Magistrato alle Acque,
con l’occasione, ha anche provveduto a rimuovere interamente i resti del
relitto greco che erano spuntati dalla sabbia a causa dell’erosione del
mare durante le ultime mareggiate, mettendo pienamente in sicurezza la
spiaggia. Complessivamente, oltre alle 475 tonnellate di rifiuti vari,
sono state rimosse anche 15 tonnellate di ferro che rappresentano quanto
rimasto nella sabbia del vecchio relitto della nave greca. (s.b.)
Orsoni sblocca il cantiere Actv a Pellestrina
Lettera riservata al Magistrato alle Acque sul via libera al progetto di trasferimento dall’Arsenale
Orsoni sblocca il trasferimento dei cantieri Actv dall’Arsenale a
Pellestrina, nell’area dei cantieri De Poli, che proprio un assessore
della sua Giunta, Gianfranco Bettin, titolare dell’Ambiente, aveva
contribuito a fermare, scrivendo una lettera alla Commissione di
Salvaguardia che doveva votare il progetto del Magistrato alle Acque
sulle trasformazioni necessarie nell’area, ricordando che ad esso
mancava la Valutazione d’impatto ambientale, andando a toccare anche
zone di interesse naturalistico.
A questo punto era stato lo stesso Magistrato alle Acque a fermare il progetto, in attesa di chiarimenti del Comune. Chiarimenti che ora sono arrivati sotto forma di una lettera riservata del sindaco al presidente del Magistrato alle Acque in cui si esprime la volontà del Comune a trasferire il cantiere Actv a Pellestrina, lasciando a disposizione del Consorzio Venezia Nuova le aree ora occupate all’Arsenale. Sarà comunque necessario un passaggio in Regione, ai fini ambientali, prima del definitivo via libera al progetto.
«Io avevo notato con la mia lettera - commenta Bettin - che per quel progetto mancava la Valutazione d’impatto ambientale, secondo me indispensabile anche per evitare successivi, possibili, ricorsi, insistendo il cantiere su un’area di interesse politico. La decisione politica poi spetta al sindaco. anche se personalmente preferirei che l’Actv rimanesse in Arsenale». Era quello che pochi giorni fa nella riunione pubblica sull’Arsenale aveva dichiarato anche il capogruppo del Pd Claudio Borghello, ma si va, evidentemente, in un’altra direzione.
Il progetto presentato dal Magistrato alle Acque prevede non, come inizialmente presentato «scavo e adeguamento ai fini idrogeologici del canale di Pellestrina», ma interventi per la realizzazione di una nuova darsena Actv di fronte all'ex cantiere De Poli, con un collegamento fisso tra cantiere e darsena a la chiusura di quel tratto del canale di Pellestrina.
Non risulta che esso sia stato sottoposto, come dovrebbe essere per aree che rientrano nelle competenze del Palav, il Piano ambientale per la laguna veneta, a Valutazione di impatto ambientale.
Anche i comitati civici di difesa dell'Arsenale bei giorni scorsi avevano espresso la loro contrarietà all'abbandono di Actv del cantiere dell'Arsenale, che cederebbe al Consorzio Venezia Nuova l'uso del bacino di carenaggio più piccolo dei tre dell'Arsenale Nord. Gli altri due, il grande e il medio, sono già in concessione per trent'anni al Consorzio per la manutenzione delle paratoie del Mose.
Enrico Tantucci
A questo punto era stato lo stesso Magistrato alle Acque a fermare il progetto, in attesa di chiarimenti del Comune. Chiarimenti che ora sono arrivati sotto forma di una lettera riservata del sindaco al presidente del Magistrato alle Acque in cui si esprime la volontà del Comune a trasferire il cantiere Actv a Pellestrina, lasciando a disposizione del Consorzio Venezia Nuova le aree ora occupate all’Arsenale. Sarà comunque necessario un passaggio in Regione, ai fini ambientali, prima del definitivo via libera al progetto.
«Io avevo notato con la mia lettera - commenta Bettin - che per quel progetto mancava la Valutazione d’impatto ambientale, secondo me indispensabile anche per evitare successivi, possibili, ricorsi, insistendo il cantiere su un’area di interesse politico. La decisione politica poi spetta al sindaco. anche se personalmente preferirei che l’Actv rimanesse in Arsenale». Era quello che pochi giorni fa nella riunione pubblica sull’Arsenale aveva dichiarato anche il capogruppo del Pd Claudio Borghello, ma si va, evidentemente, in un’altra direzione.
Il progetto presentato dal Magistrato alle Acque prevede non, come inizialmente presentato «scavo e adeguamento ai fini idrogeologici del canale di Pellestrina», ma interventi per la realizzazione di una nuova darsena Actv di fronte all'ex cantiere De Poli, con un collegamento fisso tra cantiere e darsena a la chiusura di quel tratto del canale di Pellestrina.
Non risulta che esso sia stato sottoposto, come dovrebbe essere per aree che rientrano nelle competenze del Palav, il Piano ambientale per la laguna veneta, a Valutazione di impatto ambientale.
Anche i comitati civici di difesa dell'Arsenale bei giorni scorsi avevano espresso la loro contrarietà all'abbandono di Actv del cantiere dell'Arsenale, che cederebbe al Consorzio Venezia Nuova l'uso del bacino di carenaggio più piccolo dei tre dell'Arsenale Nord. Gli altri due, il grande e il medio, sono già in concessione per trent'anni al Consorzio per la manutenzione delle paratoie del Mose.
Enrico Tantucci
venerdì 5 luglio 2013
Pellestrina, cinque medaglie a Lisbona
Il gruppo karate Pellestrina è tornato da Lisbona con numerose medaglie
dopo aver partecipato alla Gen Shin Khan World Cup. Alla manifestazione
hanno preso parte atleti provenienti da 27 paesi in rappresentanza di
tutti i continenti. Gli atleti del gruppo karate Pellestrina, preparati
dal maestro Tiziano Carella (7° dan) sono stati chiamati a partecipare
dalla federazione italiana e non hanno tradito le attese, riuscendo a
raggiungere risultati sorprendenti. In particolare Raffaele Giada ha
conquistato la medaglia d’oro nel kumite per la categoria 60-70 chili.
Danny Carella è giunto secondo nel kobudo categoria adulti, così come
Silvia Briganti nel kata under 20. Sul podio anche gli altri due
rappresentanti della spedizione: Simone Giada, terzo nel kumite under 20
80-90 chili e Mattia Menetto, che ha fatto altrettanto tra gli under
20, ma in categoria 60-70 chili. (s.b.)
lunedì 1 luglio 2013
Sagra di Sant'Antonio - 2013
Giovedì 4 luglio
ore 18.00 Apertura chiosco con SPRITZ HOURS
ore 21.00 Serata con i gruppi dell'isola CIVICO 1064 - SPARKLINGS
La cena sarà a base di hot dog, hamburger e super grigliatona di carne, il tutto accompagnato da birra
Venerdì 4 luglio
ore 21.00 Serata ZELIG con Nuzzo e Di Biase
Cena a menu fisso con posti riservati fronte palco. Inizio ore 19.45. Per prenotazioni: Vanni 3382947962. Nicola 3393982170
Sabato 6 luglio
ore 21.00 Serata danzante con l'orchestra Renzo Biondi
Domenica 7 luglio
ore 21.00 Serata danzante con Papaya Show
a seguire ricca lotteria di premi
Ricco stand gastronomico aperto pranzo e cena da giovedì sera
lunedì 24 giugno 2013
Orsoni boccia Costa: «Fantasia estiva»
Il dibattito sulle grandi navi diventa incandescente. A mettere pepe
nell’annosa questione che sta dividendo la città e l’opinione
pubblica è a proposta lanciata dal presidente dell’Autorità portuale
Paolo Costa il quale, dopo aver sostenuto la necessità dello scavo
di un nuovo canale, il Contorta Sant'Angelo, per permettere l'accesso
delle grandi navi passando da Malamocco, ieri ha cambiato idea
rilanciando l’idea della Marittima a Santa Maria del Mare, dove
adesso si costruiscono i cassoni del Mose. Una proposta che non ha
mancato di suscitare reazioni, a incominciare da quelle del sindaco
Giorgio Orsoni che si è sempre battuto per quella che definisce
«l'unica alternativa realizzabile in tempi brevi» e cioè Marghera,
dove la banchina dell'ex Syndial potrebbe essere attrezzata a ricevere
le navi da crociera, scavando soltanto l'area di evoluzione e
utilizzano il già profondo canale Malamocco-Marghera. «La proposta
della Marittima a Santa Maria del Mare fa parte della fantasia di Costa,
fantasia che tutti gli riconosciamo. Del resto siamo in estate,
periodo in cui la fantasia galoppa», commenta Orsoni. «Una proposta,
oltre che fantasiosa, anche di ardua concretizzazione. Non si
capisce, infatti, come si possa arrivare a Santa Maria del Mare». «Lo
stesso Costa sostiene che per collegare l’isola al resto della
città c’è bisogno di fare la sublagunare», continua il sindaco. «Ma
se non siamo riusciti a fare una piccola sublagunare fino alle
Fondamente Nuove figuriamoci se riusciamo a fare un sublagunare
fino a Pellestrina. Un’opera del genere significa lanciare una palla in
avanti in 20 anni. Questo, infatti, sarebbe il tempo necessario per
la sua realizzazione. E nel frattempo? Inoltre, una volta che si
costruisce un porto di quelle dimensioni si devasta un luogo
piccolo, delicato, che ha anche un notevole pregio ambientale. Già ci
sono state proteste per la darsena ipotizzata a a San Nicolò.
Figuriamoci per una struttura che sarebbe molto, ma molto più
grande». Reazioni immediate anche da parte del Comitato No Grandi Navi
che arrivano a pochi giorni dalla clamorosa protesta contro i
“mostri” del mare. «Anche Costa comincia a capire che le navi vanno
estromesse dalla laguna. E questo è già un primo passo. La
soluzione che prospetta, cioè quella di realizzare la Marittima a Santa
Maria del Mare, è però poco praticabile perché Pellestrina è
un’isola e dunque si pone il problema di come portare le merci e i
turisti da lì a Venezia. Costa rilancia l’ipotesi della sublagunare?
L’ipotesi è inaccettabile», commenta il portavoce del comitato,
Silvio Testa. «È evidente, comunque, che qualsiasi porto dentro la
laguna ha gli anni contati a causa dell’innalzamento del mare, del
crescente gigantismo delle navi, non solo quelle da crociera ma
anche delle petroliere e delle navi container, e del Mose. Se si vuole
salvare il porto e con il porto il lavoro che ci gira intorno, è
indispensabile portare le navi fuori dalla laguna». Ma ci sono anche
altre ipotesi alternative, come quella lanciata da Cesare De
Piccoli (il terminal a Punta Sabbioni, davanti al Mose), o l'ipotesi di
tenere le navi fuori della laguna, in mare aperto. O, ancora, chi
propone il terminal a Sant'Erasmo, come l'ex capo dei piloti Ferruccio
Falconi.(m.pi.)
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