mercoledì 20 febbraio 2013
I calciatori avranno gli spogliatoi
I tesserati del Nuovo Calcio San Pietro potranno utilizzare gli
spogliatoi del palasport di Portosecco anche se ancora non è stato
ufficialmente riaperto dopo i lavori di manutenzione. Nei giorni scorsi,
era emerso il problema del container in cui il centinaio di
giocatori della squadra di calcio, erano costretti a cambiarsi. Un
container di metallo prefabbricato che in più punti stava cadendo a
pezzi a causa della ruggine, con la pavimentazione in pessime
condizioni e una situazione igienicosanitaria piuttosto precaria.
Dopo gli incontri che si sono seguiti tra la società sportiva e il
Comune, è arrivato il via libera all’uso degli spogliatoi
dell’attiguo palasport. In questo sono terminati da pochi giorni i
lavori di manutenzione dopo l’ennesimo danno al tetto che si era
scoperchiato con il mal tempo mesi fa. Benché non ancora
utilizzabili il campo e le tribune, almeno gli spogliatoi possono
tornare utili, quantomeno per garantire ai calciatori del Nuovo San
Pietro di cambiarsi in condizioni realmente ottimali. «Ringraziamo il
Comune per come ci è venuto incontro, vista la situazione in cui ci
si trovava - afferma il presidente della società calcistica di San
Pietro in Volta, Marco Ghezzo- Ora dovremo solo definire i termini
di utilizzo, nel senso che vanno definiti i costi delle utenze. Ci
auguriamo che presto sia pienamente fruibile tutto il palasport, perché è
molto prezioso per la nostra isola. Ci sono ancora dei problemi
con gli infissi e i sanitari, ma è stato fatto un grande passo avanti».
(s.b.)
martedì 19 febbraio 2013
Il recupero della chiglia del relitto avverrà non prima di aprile
Il recupero della chiglia del relitto emerso dalla sabbia sulla spiaggia
di Pellestrina avverrà non prima di aprile, quando il Comune
avvierà i lavori di manutenzione dell’arenile con le pulizie previste
per rimuovere legno e rifiuti. Lo ha confermato ieri l’assessore
all’Ambiente Gianfranco Bettin. «Non so se lo farà il Comune o
qualche altra ditta, ma di sicuro dovrà essere messa in sicurezza quella
zona», commenta Bettin. «I rilievi del caso li abbiamo fatti, ora
spetta alla Capitaneria di Porto decidere il da farsi. Di sicuro, penso
che sia stato irresponsabile chi ha tagliato in due la nave,
lasciando sotto la sabbia la chiglia. Potevano esserci degli incidenti
e, se non fosse stato per la forte erosione da parte del mare, non
ce ne saremmo forse mai accorti. In poche parole, quei pezzi di
acciaio non dovevano essere lì». Una vicenda denunciata dal consigliere
comunale dell’isola, Alessandro Scarpa “Marta”, e che ora Ca’
Farsetti sta seguendo in attesa di un responso da parte della
Capitaneria di Porto. La nave, un mercantile greco, si era
incagliata nel 1978, e solo una dozzina di anni più tardi è stata
in parte rimossa. (s.b.)
giovedì 14 febbraio 2013
Il direttore dell’Asl ha incontrato i Comitati dell’isola
I comitati di Pellestrina sono stati ricevuti dal direttore generale
dell’Asl 12 per fare il punto sui servizi disponibili per l’isola.
Tema centrale è stata la richiesta dei residenti di collegare
Pellestrina a Chioggia in caso di interventi di emergenza/urgenza.
Troppo lunghi i tempi di trasporto in idroambulanza fino all’Ospedale
Civile di Venezia, dovendo attraversare la laguna, mentre per
raggiungere quello di Chioggia basterebbero quindici minuti. «Da
parte del direttore generale Dal ben c’è stata una rinnovata apertura in
questo senso, comprendendo le nostre esigenze e anche a fronte
della raccolta di firme avviata per tempo», dice Lorenza Vianello
dell’associazione Tra mare e laguna. «La situazione per gli
abitanti di Pellestrina è particolarmente pesante sotto questo profilo, e
chiediamo che non ci siano tagli ai servizi sanitari, trovandoci
già in una posizione disagiata geograficamente, ed essendo molto
complicato raggiungere il Civile». La maggior parte dei pellestrinotti
già si reca a Chioggia per la nascita dei bambini e molti esami
specialistici. Da qui la richiesta del collegamento in idroambulanza.
All’incontro hanno partecipato anche Daniele Scarpa (Estuario Sud) e
il consigliere comunale Alessandro Scarpa Marta. Ma sul tavolo è finita
anche la richiesta per una piazzola di elisoccorso. «Ci siamo resi
conto che ogni volta che è stato necessario, era quasi impossibile
trovare un punto in cui potesse atterrare l’elicottero», osserva il
consigliere comunale. «E’ atterrato in situazioni precarie dietro
il cimitero, una volta al campo sportivo, ma se quest’ultimo è chiuso
bisogna cercare il custode con le chiavi per aprirlo. Va realizzata
una piazzola in grado di servire l’isola nel modo migliore ed
evitare inutili perdite di tempo in caso di emergenza». I comitati hanno
ringraziato il direttore generale Giuseppe Dal Ben per la conferma
garantita ai servizi di vaccinazione sull’isola, chiedendo la
possibilità di avere un medico al distretto per poter così ampliare
la gamma di interventi garantiti ai pazienti dell'isola.(s.b..)
mercoledì 13 febbraio 2013
Lido va in tilt, i residenti protestano
Quindici centimetri di neve su strade e marciapiedi, alberi caduti,
strade chiuse, e poi nella notte anche il Gran Viale allagato per
l’acqua alta. Le ultime ventiquattro ore sono state piene di disagi per i
lidensi, ma anche a Pellestrina e Burano le cose non sono andate
molto meglio. Dopo le 16 di lunedì la coltre di neve si è fatta più
cospicua, e il sale è servito a poco lungo le strade del Lido. In
certe zone ha raggiunto anche i 15-20 centimetri di altezza, a causa
del forte vento di bora che creava accumuli a ridosso delle case. La
polizia municipale. I vigili del fuoco e la Protezione civile sono
dovuti intervenire per la caduta di alberi nelle vie Erizzo, Dardanelli,
Bragadin dove un’auto è stata danneggiata e in viale Ospizio
Marino. In Lungomare d’Annunzio la circolazione è stata chiusa nella
tarda serata per la caduta di due pini marittimi e numerosi rami a
causa del peso della neve e del vento. Non si sono registrati danni
in questo caso. In viale Ospizio Marino un’auto è rimasta bloccata non
montando gli pneumatici invernali. Nel bel mezzo della nevicata,
poi, ci si è messa anche l’alta marea, che attorno alle 22.30 ha invaso
Piazzale Santa Maria Elisabetta e parte del Gran Viale, comprese le
vie Cipro, Perasto e Negroponte. L’acqua ha raggiunto i trenta
centimetri in Piazzale, ma non erano state montate in tempo le
passerelle. Molte persone, scendendo dai motoscafi, sono state costrette
a togliersi le scarpe e le calze e attraversare a piedi nudi
nell’acqua gelida. Tre autobus sono rimasti bloccati, così come la
circolazione che è stata poi chiusa dalla Polizia municipale fino al
successivo calare della marea. Allagamenti per l’acqua alta anche
agli Alberoni, con gli inevitabili disagi per i residenti. Ieri
pomeriggio molte strade dell’isola erano ancora piene di neve, e
quasi impossibile era girare con le biciclette. A San Pietro in Volta
non hanno invece funzionato alcune delle pompe installate per
evitare allagamenti in caso di alta marea. Una quindicina le case finite
sotto acqua, in certi casi anche venti centimetri. La Protezione
civile di Pellestrina ha compiuto interventi tutta la notte utilizzando
anche quattro pompe. I colleghi di Burano hanno invece compiuto 70
interventi, più che altro per mettere in sicurezza le case al piano
terra. L’acqua alta ha però sciolto la neve caduta, liberando calli e
campi nelle ore successive. Simone Bianchi
venerdì 8 febbraio 2013
Avviati accertamenti del Comune sui relitti in spiaggia
Il Comune ha avviato gli accertamenti sulle cause della presenza del
relitto riemerso dalla sabbia sull’arenile di Pellestrina. Stando a
quanto si sapeva, infatti, il mercantile greco Chios Aeinaftios,
arenatosi nel 1978, doveva essere stato interamente rimosso a
inizio anni Novanta quando partirono i lavori di rifacimento della
spiaggia dell’isola con le nuove difese a mare. «Sono stupito da
questo rinvenimento», dice l’assessore all’Ambiente Gianfranco
Bettin, «non me lo sarei mai aspettato. Adesso cercheremo di capire come
possa essere accaduta questa cosa, e di risalire ai responsabili
dei lavori specifici che erano stati avviati all’epoca». La segnalazione
era stata fatta l’altro ieri dal consigliere comunale Alessandro
Scarpa Marta, con tanto di interpellanza rivolta al sindaco Orsoni e
chiedendo chiarimenti sulla vicenda. La massiccia erosione
dell’arenile ha fatto riemergere dalla sabbia i resti della chiglia
della nave, che però tutti davano per rimossa interamente.
«Cercheremo di far luce su questa storia», assicura Bettin,
«intanto stiamo ancora aspettando risposte dalla Regione e dal
Magistrato alle Acque sulla possibilità di ripascimento
dell’arenile di Pellestrina». (s.b.)
giovedì 7 febbraio 2013
Il relitto riemerge dalla spiaggia
Chiesta la rimozione dei pezzi della nave che si arenò nel 1978
A volte ritornano, ma se si tratta dei pezzi di un relitto che
riemergono dalla sabbia in spiaggia, la cosa si fa pure
preoccupante. È ciò che da qualche giorno accade a Pellestrina, proprio
lungo l’arenile alle spalle del centro abitato. Lì nel lontano 1978
si era incagliato un mercantile greco, il Chios Aeinaftios. Adagiato
sulla murata di dritta, c’è rimasto per oltre una decade, quasi a
voler caratterizzare il degrado di una spiaggia che a quel punto
ricordava più fantasmi che estate giocose tra le onde. I lavori del
Magistrato alle Acque per il rifacimento e la messa in sicurezza
della spiaggia di Pellestrina avevano eliminato questo problema. Almeno
in apparenza, perchè se è vero che il relitto era scomparso,
rimosso per la precisione, nessuno si sarebbe mai immaginato che
l’erosione da record che in questi anni ha contraddistinto
l’arenile di questa isola, avrebbe finito con il riproporre una mattina
di febbraio i resti della chiglia del mercantile ellenico.
Arrugginiti, taglienti, sostanzialmente pericolosi. Tra la sabbia e
le onde sono rispuntati in maniera chiara e aggressiva. C’è ben poco da
stare tranquilli, perchè finirci sopra non deve essere per nulla
piacevole. Ma qui non c’è di mezzo lo Schettino di turno o la nave da
crociera di dimensioni tali da fare ombra su Pellestrina, bensì
parecchi metri di acciaio senza forma che ora i residenti vorrebbero
veder sparire. Immediata ieri è partita una interpellanza al sindaco
Orsoni da parte del consigliere comunale Alessandro Scarpa Marta,
uno che quel relitto se l’è visto davanti ogni giorno per molti anni,
abitando proprio a Pellestrina. «Chiedo che la zona venga messa in
sicurezza al più presto», scrive, «e di attivarsi verso gli enti
competenti per capire chi ha fatto i lavori di demolizione in
questo modo». Simone Bianchi
domenica 3 febbraio 2013
I “Fratelli d’Italia” chiedono l’annessione di Pellestrina
L’annessione di Pellestrina al comune di Chioggia per frenare il calo
demografico della città. Lo propongono i militanti di Fratelli
d’Italia che ieri hanno presentato pubblicamente i candidati alle
Politiche. Il nuovo partito, in cui siedono Ignazio La Russa e
Giorgia Meloni, ha scelto di inserire nelle liste regionali tre
chioggiotti, Nicola Boscolo Pecchie nel collegio Veneto 2 per la
Camera, Matteo De Marchi e Armando Tiozzo per il Senato. Il gruppo avrà
però anche un rappresentante all’interno del Consiglio comunale
perché Matteo Penzo (ex Chioggia popolare, ex Lega, ex Gruppo
misto) ufficializzerà nella prima seduta utile l’ingresso in Fratelli
d’Italia. E proprio da Penzo partirà l’istanza diretta
all’amministrazione comunale per frenare l’emorragia di residenti.
L’ultimo censimento registra una popolazione di poche unità sotto i
50.000 abitanti. Un dato preoccupante che conferma la flessione
costante degli ultimi anni. «Quando una città si spopola è sempre un
segnale negativo», sottolinea Pecchie, «bisogna invertire subito
questa tendenza. Un’alternativa ci sarebbe: allargare i nostri confini
comunali a Pellestrina. Già oggi i residenti di Pellestrina
gravitano per molti servizi su Chioggia, dall’ospedale alle scuole
superiori, e frequentano la nostra città per lo shopping e il tempo
libero. Vivono spesso male l’appartenenza al comune di Venezia e
con Chioggia si potrebbe delineare un’affinità sotto il segno
dell’identità lagunare. Per noi 5.000 anime sarebbero un
toccasana». «Le grandi battaglie si possono fare a livello nazionale»,
spiega Pecchie, «ma a livello cittadino abbiamo delle emergenze che
non possono attendere i tempi delle baruffe politiche». (e.b.a.)
Le manovre tra Comune e Actv per gestire gli incassi
«La cessione di parte delle quote di incassi del Comune a favore di Actv
sui biglietti turistici per i prossimi anni per garantire la
realizzazione degli interventi dell’azienda al Tronchetto e a
Pellestrina, oltre che per l’ammodernamento della flotta, è per noi
solo una partita di giro, che non comporterà perdita di gettito per il
Comune». Lo assicura l’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo a
proposito della convenzione che prevede che il Comune “ceda”
all'Actv venticinque centesimi a biglietto venduto ai turisti sulla
quota per l'anno in corso e mezzo euro dal prossimo anno per fare
fronte alle maggiori spese che l'azienda presieduta da Marcello
Panettoni dovrà sostenere per realizzare il nuovo cantiere navale
Actv al Tronchetto e per completare l'intervento in corso agli ex
cantieri De Poli di Pellestrina. L'intervento sul Tronchetto ha un
costo previsto di 13 milioni e 780 mila euro. Il Comune ha già girato 9
milioni di euro ad Actv negli anni 2007-2009 a questo scopo e
l'azienda aveva inoltre sottoscritto, attraverso l'amministrazione un
prestito con la Bei (la Banca Europea degli Investimenti) fino a 27
milioni di euro per completare l'intervento. Con questi fondi, in base
alla nuova convenzione sottoscritta tra Comune e Actv a ottobre,
l'azienda di trasporto dovrà coprire anche i costi dell'intervento a
Pellestrina. Per le rate di mutuo l'azienda dovrà pagare oltre un
milione e centomila euro quest'anno, circa 2 milioni e 700 mila il
prossimo e poi a salire nei prossimi anni oltre 3 milioni e 200 mila
euro, fino a stabilizzarsi intorno ai 3 milioni e mezzo annui dal
2015 fino all’estinzione del mutuo. «Per coprirne i costi - spiega
Bergamo - avremmo dovuto comunque sottoscrivere nuovi aumenti di
capitale a favore di Actv e ci è sembrato invece più corretto agire
sulla quota di incassi». Conferma il presidente di Actv Marcello
Panettoni: «È un vantaggio sia per noi, sia per il Comune, che
potrà iscrivere lo stanziamento sul capitolo degli investimenti anziché
su quello della spesa corrente e in ogni caso la copertura della
rata di mutuo sarà garantita, perché se gli incassi dovessero scendere,
aumenterà la quota annua a favore di Actv per coprirla
interamente».(e.t.)
sabato 2 febbraio 2013
Il Comune rinuncia a una quota d’incassi per finanziare Actv
Il Comune «cede» all’Actv venticinque centesimi a biglietto venduto ai
turisti sulla quota per l’anno in corso e mezzo euro dal prossimo
anno per fare fronte alle maggiori spese che l’azienda presieduta da
Marcello Panettoni dovrà sostenere per realizzare il nuovo cantiere
navale Actv al Tronchetto e per completare l’intervento in corso
agli ex cantieri De Poli di Pellestrina. Un «regalo» obbligato a Actv
quello deliberato dalla giunta su proposta dell’assessore alla
Mobilità Ugo Bergamo - che peserà sulle casse di Ca’ Farsetti - perché
altrimenti l’azienda di trasporto acqueo non avrebbe le risorse
necessarie per completare l’intervento. L’intervento sul Tronchetto
ha un costo previsto di 13 milioni e 780 mila euro. Il Comune ha già
girato 9 milioni di euro ad Actv negli anni 2007-2009 a questo
scopo e l’azienda aveva inoltre sottoscritto, attraverso
l’amministrazione un prestito con la Bei (la Banca Europea degli
Investimenti) fino a 27 milioni di euro per completare l’intervento. Con
questi fondi, in base alla nuova convenzione sottoscritta tra
Comune e Actv a ottobre, l’azienda di trasporto dovrà coprire anche
i costi dell’intervento a Pellestrina. Per le rate di mutuo l’azienda
dovrà pagare oltre un milione e centomila euro quest’anno, circa 2
milioni e 700 mila il prossimo e poi a salire nei prossimi anni oltre 3
milioni e 200 mila euro, fino a stabilizzarsi intorno ai 3 milioni e
mezzo annui dal 2015. Per pagare le rate potrà contare sul contributo
a biglietto (senza Carta Venezia) del Comune, che per la corsa
semplice passerà dall’1,50 euro attuale - su 7 euro di costo
complessivo - all’1,25 euro di quest’anno e a un euro dal prossimo. La
quota sul biglietto del traghetto, resterà invariata invece per
quest’anno, a 1,20 euro, ma dal 2014 scenderà a mezzo euro, «regalando»
70 centesimi a Actv. Scenderà a mezzo euro (dall’euro attuale) dal
2014 anche la quota comunale per il biglietto sulla linea
Chioggia-Pellestrina. Fondi che serviranno ad Actv anche per la
riorganizzazione del sistema manutentivo e di rimessaggio della
flotta aziendale. Non sono alle viste, evidentemente, aumenti di entrate
per Actv, se per finanziare i suoi interventi è il Comune che è
costretto a «tassarsi».(e.t.)
venerdì 1 febbraio 2013
La Salvaguardia boccia il cantiere
La Salvaguardia boccia gli scavi e il nuovo bacino di carenaggio per il
nuovo cantiere Actv a Pellestrina. Esito clamoroso, ieri mattina,
dell’iter per i lavori proposti da Actv, che avevano il parere
favorevole del Magistrato alle Acque e della Soprintendenza. Al
momento di andare al voto, la stragrande maggioranza della commissione
ha votato no. Dieci i voti contrari, tre gli astenuti (il Comune di
Venezia), soltanto quatro i favorevoli, i rappresentanti di Magistrato
alle Acque (tre voti) e Soprintendenza. Dure le motivazioni, che
bocciano la proposta in quanto «non si tratta di scavo e adeguamento
ai fini idrogeologici del canale di Pellestrina», ma di interventi per
la realizzazione di una nuova darsena Actv di fronte all’ex
cantiere De Poli, con un collegamento fisso tra cantiere e darsena a la
chiusura di quel tratto del canale di Pellestrina. Le norme del
Palav, si legge nella motivazione, «tutelano l’ambiente naturale con
particolare riguardo all’equilibrio idraulico e alla manutenzione
dei canali». Vietata anche la distruzione della flora, in quell’area
particolarmente ricca, con presenza di fanerogame. Lo scavo e il
dragaggio di un’area molto grande (28 mila metri quadrati a una
profondità di 4 metri e 50, 2300 a sette metri e mezzo per il bacino)
porterebbe secondo la Salvaguardia alla distruzione di un tratto di
laguna di pregio naturalistico e di un canale «le cui funzionalità ed
equilibrio idraulico sono documentate da secoli». Un tentativo,
quello di scavare, già fatto anni fa da De Poli. Il «no» al progetto
potrebbe rimettere in discussione lintera politica dei nuovi cantieri
di Actv.(a.v.)
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