Grande attesa per la gara dei gondolini (18.20). Partenza spostata
all’Arsenale L’incognita della boa. Luisella favorita tra le donne,
Rosada e Ballarin tra i giovani
Vignotto-D’Este. Riparte l’eterna sfida tra il Gigante e i due
cugini. Burano contro Sant’Erasmo, la potenza di Giampaolo “Super
D’Este” contro la tecnica e l’affiatamento di Rudi e Igor, cresciuti
insieme a pane e voga. Due anni senza di loro hanno lasciato il segno.
Spettacolo a senso unico, niente veleni e niente agonismo. Troppo forti
rispetto agli altri. Rieccoli a contendersi una bandiera rossa che nel
mondo del remo ha ancora un valore quasi mitico. Dieci ne ha vinte
D’Este (l’ultima nel 2011), dieci i due Vignotto. Ormai entrambi a sole
quattro lunghezze dal record, i 14 primi di Albino Dei Rossi
«Strigheta», Sergio Tagliapietra «Ciaci» e Bepi Fongher. D’Este ha
vogato negli anni con Franco e Bruno Strigheta, quest’anno per la prima
volta assenti dalle gare. Adesso con Ivo Redolfi Tezzat, gondoliere
muranese che di Storiche ne ha vinte 5. Celeste (Vignotto) contro rosso
(D’Este e Tezzat). Celeste che ha vinto nel 2011 (D’Este), dopo la
squalifica del 2010 e il rovesciamento del 2009. Sfida a due, dunque.
Attenzione agli impassi e alle scorrettezze. Possibili in fase di
partenza, ma anche all’entrata in Canal Grande, resa quest’anno più
«stretta» perché tutti i gondolini partiranno cento metri più avanti,
verso l’Arsenale, e dovranno passare tenendo a destra la grande boa del
Bacino San Marco. Due barche avanti a tutti. Ma bisognerà tener d’occhio
anche gli eterni terzi, i pellestrinotti Andrea Bertoldini e Martino
Vianello, il rientrato Roberto Busetto, vincitore di una Storica
vent’anni fa. Corrono per una bandiera anche Zane e De Poli, i giovani
Angelin e Barzaghi, quarti nel 2011, i buranelli Ciaceti e Suste.
Tra le donne le favoritissme Luisella Schiavon e Giorgia
Ragazzi, sulla mascareta rosa, sfidano la rientrata Gloria Rogliani con
Romina Catanzaro sul celeste e le sorprese della stagione 2011,
lamaestra d’ascia Silvia Scaramuzza e Debora Scarpa sul viola. In grande
forma anche Elisabetta Nordio (seconda a Murano, quarta nel 2011) che
punta a una bandiera con la nuova compagna Luigina Davanzo. Tra i
giovanissimi si annuncia l’ennesima gara dominata dai due pellestrinotti
Nicola Ballarin e Andrea Rosada, dominatori quest’anno, favoritissimi
della vigilia sul pupparino rosso. A insidiare il loro primato gli altri
pellestrinotti Roberto Ballarin e Davide Vianello, i buranelli Matteo
Zane e Vittorio Bacciolo. Infine gara spettacolare tra le caorline dei
sestieri. Favoriti ancora una volta Burano, Pellestrina e Jesolo, mentre
sono ben tre le barche in gara per il litorale del Cavallino. (a.v.)
domenica 2 settembre 2012
giovedì 30 agosto 2012
Pesca abusiva, sequestrate tre barche
Tre imbarcazioni da pesca professionali, armate con rastrelli vibranti,
sono state poste sotto sequestro dai militari della sezione
operativa di Chioggia del reparto aeronavale della Guardia di Finanza di
Venezia per aver svolto attività di pesca abusiva. L’operazione è
avvenuta l’altra notte, in laguna sud, nei pressi del canale di Porto
Secco dell’isola di Pellestrina. L’unità navale delle Fiamme Gialle
si trovava in servizio di pattugliamento a tutela delle risorse
biologiche delle acque marine e per contrasto alla pesca abusiva nella
laguna e sul litorale veneto. I finanzieri che, sulla base di
movimenti sospetti notati nei giorni precedenti, si erano appostati
nella zona di Porto Secco, hanno visto, ad una certa ora della
notte, le tre imbarcazioni in questione, pronte per l’attività di pesca,
che si aggiravano nei canali lagunari. Presumibilmente i pescatori
si stavano “guardando attorno” prima di mettere in funzione gli
attrezzi vibranti. Tuttavia, tenendo conto dell’ora sospetta per
movimentare un’imbarcazione da pesca con quel tipo di attrezzo e
riferendosi alle norme del regolamento della Provincia di Venezia,
secondo le quali soffermarsi lungo corsi o specchi d’acqua con
attrezzi da pesca immediatamente pronti all’uso è considerata comunque
attività di pesca, i finanzieri della sezione operativa navale di
Chioggia hanno fermato i tre equipaggi e provveduto al sequestro
delle imbarcazioni e degli attrezzi. I responsabili delle violazioni
contestate saranno segnalati agli uffici competenti della Provincia
di Venezia per l’eventuale sospensione delle licenze professionali di
pesca e la confisca degli attrezzi utilizzati. Diego Degan
sabato 25 agosto 2012
No al cemento sulla mia isola
Mai come in questo periodo leggo sulla stampa il fatto di Ca’ Roman, la
mia isola, così anch’io sento il dovere di esprimere il mio
pensiero per il bene di quel verde ancora rimasto. Ai politici di turno
dico: non trasformate quel suolo di verde in cemento. Se la
maggioranza dei cittadini di Pellestrina è contraria alla
costruzione delle villette, perché non volete ascoltarla? Sorge il
dubbio che tutto questo venga fatto a scopo di interesse,
altrimenti si potrebbe tranquillamente mettere una pietra sopra alla
progettazione. Queste villette quale interesse darebbero all’isola
se non quella di portare via il verde? Mi rivolgo alle persone elette
dai cittadini, che sono in quei posti per tutelare il fabbisogno e
l’ambiente: perché non svolgete il vostro compito? La voce del popolo
non è forse sovrana? Oppure lo è solo quando fa comodo alla
politica? Se così fosse, come può andare d’accordo la cittadinanza
con la politica? Ovvio che, in queste condizioni, ci sarà sempre un
certo attrito: di sicuro vincerà il più forte fregandosene dei
danni causati all’ambiente. Questa gente che comanda, non si rende conto
che deve tutelare la natura che è vita? Se noi non diamo la
possibilità alle nuove generazioni di vivere bene, come sarà il
loro futuro? Perché non si cercano dei mezzi per lanciare un’economia
“naturale”, sfruttando la terra e il mare? Quanto verde è stato
strappato via per la costruzione del Mose, e per cosa fare? Fermare
l’acqua alta per Venezia? Sognatevelo. E vogliamo parlare del
canale nuovo, quello dei “petroli” che ha rovinato la laguna?
Sappiate che più viene danneggiata la natura peggio sarà per l’uomo,
quindi Ca’ Roman lasciatela stare così com’è. Gianfranco Vianello
mercoledì 22 agosto 2012
CA’ ROMAN È una variante non un piano attuativo
Con amara attenzione ho letto gli articoli del 12 e del 14 agosto
scorsi relativi al “cemento a Ca’ Roman - Comune a favore” e subito ho
ricordato le battaglie che io e Alessandro Scarpa detto Marta
abbiamo intrapreso per bloccare il cemento di Ca’ Roman, o almeno
ridurlo il più possibile al fine di tutelare il territorio, per
difendere gli interessi dei residenti dell’isola di Pellestrina e a
tutela dei diritti/doveri dei consiglieri comunali. Un’errata
interpretazione da parte della giunta comunale della legge urbanistica
ha tolto dalla competenza del consiglio comunale l’approvazione del
piano di recupero di Ca’ Roman, obbligando undici consiglieri
comunali a richiedere e a ottenere un pubblico dibattito in commissione
consiliare e poi in consiglio comunale; ma la maggioranza che
governa Venezia (Pd-Udc-Idv-Verdi-Psi-Prc) con l'astensione del Pdl
hanno bocciato la modifica richiesta: non urbanizzare la “zona
degli orti” ove in base alla scheda urbanistica vigente n. 19 sono
consentiti esclusivamente interventi manutentivi sulla vegetazione
esistente, e richiedere un parere alla Provincia di Venezia (competente
in materia). Sono ancora convinto oggi che trattasi di una variante
e non di un piano attuativo e quindi di esclusiva competenza del
consiglio comunale. Vista la posizione intransigente della giunta
comunale, io e Alessandro Scarpa abbiamo operato per aiutare gli
abitanti di Pellestrina. Quindi abbiamo richiesto la concessione
del beneficio pubblico in quanto, essendo stata considerata una
variante, i costi urbanistici a carico della società proponente
sono molto ridotti. In base alla convenzione stipulata dal Comune
di Venezia, l’articolo 4 inerente l’esecuzione delle opere di
urbanizzazione e specificamente al comma 2 bis prevede che la parte
attuatrice si impegna a realizzare cinque opere di urbanizzazione
aggiuntive, prevalentemente fuori ambito, funzionali all’accesso al
villaggio e alle zone di servizio di Pellestrina, quantificate in
preventivo per euro 202.540,00. Siamo per ultimo rimasti
meravigliati che sia stato realizzato un pontile a Ca’ Roman dalla ditta
attuatrice senza alcuna autorizzazione formale e sostanziale del
Magistrato alle Acque, esistendo solo un vecchio nulla osta preventivo a
favore dell'Istituto delle Figlie della Carità: che fine ha fatto
il pontile, si chiedono i pellestrinotti che per ogni piccola modifica
delle loro abitazioni ricevono avvisi giudiziari? Nicola Funari
consigliere comunale gruppo misto
martedì 21 agosto 2012
Pellestrina, allarme roghi «Un problema da risolvere»
«A breve riprenderanno le attività istituzionali della Municipalità, e
subito sottoporrò all’attenzione dei colleghi il problema incendi
che si sta evidenziando a Pellestrina». Il presidente della
Municipalità, Giorgio Vianello, vuole vederci chiaro dopo i tre
incendi in meno di una settimana che hanno colpito zona La Mara,
costringendo i volontari di Protezione civile e i Vigili del fuoco a
interventi impegnativi. «Sembra, chiaro, soprattutto nel caso di
domenica, che c’è il dolo», aggiunge Vianello, «con i colleghi valuterò
quindi se sia il caso di fare un esposto alle forze dell’ordine per
cercare di capire cosa sta accadendo in quella zona di Pellestrina».
(s.b.)
Stop ai lavori delle villette di Ca’ Roman
di Alberto Vitucci Sospendere la delibera, e dunque l’avvio dei lavori
delle villette di Ca’ Roman. In attesa della Valutazione
dell’impatto della nuova edificazione sul territorio (Vas). La Direzione
Ambiente del Comune ha scritto ieri una lettera all’Urbanistica
del Comune e della Regione. Chiedendo «anche ai fini dell’autotutela»
la sospensione del procedimento e della delibera in attesa
dell’approvazione della Vas regionale. Un brusco stop per il
progetto del nuovo insediamento a Ca’ Roman, dove al posto del convento
delle Canossiane dovrebbero nascere 84 villette nel bosco, 24 mila
metri cubi di nuovi edifici. Il via libera è arrivato dal Consiglio
comunale, nonostante le proteste delle associazioni ambientaliste e
della Lipu, che gestisce a pochi metri dall’area di progetto uno dei
siti di ripopolazione più pregiati d’Europa. Succede che adesso il
ministero per l’Ambiente, retto dal «veneziano» Corrado Clini, ha
dato ragione a chi sosteneva l’obbligo della Valutazione strategica.
Smentendo così la Regione e anche l’Urbanistica comunale, che
dicevano il contrario. Così si va profilando un conflitto tra
l’assessorato all’Ambiente di Gianfranco Bettin, e l’Urbanistica di
Ezio Micelli. nei giorni scorsi Lega Ambiente ha duramente criticato
l’operazione, assegnando la maglia nera delle coste italiane di
Goletta verde proprio a Ca’ Roman. E adesso l’Ambiente passa al
contrattacco. In base alle nuove norme ambientali (la legge 106 del
2011) tutti gli strumenti attuativi dei Piani urbanistici vanno
sottoposti alla verifica di Impatto ambientale allargata. Senza quella,
non può essere rilasciato alcun permesso. Uno smacco per
l’assessorato all’Urbanistica, un punto a favore dell’assessorato
all’Ambiente e di Bettin, negli ultimi tempi un pio’ nel mirino
delle associazioni per la questione Ca’ Roman. «Ma in questo caso
la nostra posizione coincide con quella del coordinamento delle
associazioni ambientaliste del Lido», dice l’assessore, «una
posizione che risulta rafforzata dall’indirizzo del ministero per
l’Ambiente e dal fatto che il governo abbia deciso di impugnare
davanti alla Corte costituzionale la norma della Regione Veneto che di
fatto esclude l’obbligo della Valutazione per operazioni di questo
tipo». Adesso l’intero procedimento dovrà essere sospeso. Per evitare,
dopo il conflitto istituzionale tra ministero dell’Ambiente e
Regione, anche quello tra due assessorati dello stesso Comune.
«Sospendere l’iter della delibera», ha scritto la Direzione Ambiente di
Ca’ Farsetti. Altra frenata per un progetto ormai pronto, che fa
discutere. Il timore delle associazioni e degli abitanti è che adesso al
Lido e a Pellestrina si faccia strada la cementificazione di un
luogo naturale unico al mondo, tra mare e laguna. Il progetto Ca’
Roman, con darsena annessa – curato dallo studio Mar – è sul tappeto da
qualche anno. In fase di approvazione dal 2010, Ma altri progetti
sono in discussione al Lido. Le 32 nuove villette al Forte di Malamocco
(Est Capital) E poi le nuove villette agli Alberoni (con darsena)
della società dei De Col. Per non parlare del grande insediamento
nell’ex Ospedale al Mare (Est Capital) e della darsena di San Nicolò da
mille posti barca (Est Capital, Mantovani, Condotte, Fincosit). «Ma
per dare il via alle autorizzazioni», ribadiscono a Ca’ Farsetti,
«occorre ora aspettare l’esito della Valutazione strategica»
lunedì 20 agosto 2012
Ca’ Roman utilizzato in documenti ufficiali
Il 18 agosto, nella lettera “Più rispetto per il nome storico”,
pubblicata sulla Nuova, l’assessore all’Ambiente del Comune di
Venezia Gianfranco Bettin sostiene che, per indicare la località a
sud di Pellestrina, la grafia storicamente usata è Caroman e non Ca’
Roman. A sostegno di questa tesi cita diverse mappe storiche del
1800 e documenti del Magistrato alle Acque, di cui alcuni abbastanza
recenti. In effetti, il termine Ca’ Roman si fa strada dalla metà
del ‘900. Oggi, con qualche eccezione, è universalmente utilizzato in
documenti ufficiali del Magistrato alle Acque (Nuovi interventi per
la salvaguardia di Venezia – 2004), del Comune di Venezia e dello
stesso Assessorato all’Ambiente ( Valutazione di incidenza ambientale
per il piano di recupero dell’ex colonia di Ca’ Roman – 2011).
L’Assessore, quindi, utilizza non un termine sbagliato ma arcaico. Se
dovessimo seguire il suo criterio, dovremmo darci da fare per
ribattezzare tutta la toponomastica, chiamando, ad esempio “Chioza”
(come ai tempi del Sabbadino) l’attuale Chioggia e “Pelestrina” (come
indicato nella mappa del Dénaix, 1809-1811) l’attuale Pellestrina.
La topologia è come la lingua: cambia nel corso del tempo. A chiudere la
questione ci pensa, in ogni caso, l’autorevole Lorenzetti (1926)
che chiarisce come Caroman sia la corruzione di Ca’ Romani. La
moderna versione è, quindi, quella più fedele al nome originale del
sito. Ritengo che, più che su sterili disquisizioni toponomastiche,
l’attenzione e il tempo dell’assessore dovrebbero concentrarsi in
concrete azioni per tutelare un habitat oggi fortemente minacciato
da un progetto di “recupero”. Le occasioni non dovrebbero mancargli.
Federico Antinori
domenica 19 agosto 2012
A riva in barca, raffica di multe
Altra raffica di multe della Capitaneria di Porto contro chi raggiunge
in barca la riva della spiaggia di Pellestrina. Ieri pomeriggio i
militari sono entrati in azione per l’ennesima volta lungo l’arenile
dell’isola, sanzionando tutti i proprietari delle imbarcazioni che
avevano violato le norme di legge. Da anni, infatti, sono previsti nelle
ordinanze limiti precisi che impongono alle barche di mantenere
una distanza dalla riva di 500 metri, fatto salva la presenza di
corridoi con boe che portano fino alla riva stessa. Cosa che però a
Pellestrina non c’è, e quindi le multe sono state inevitabili. Un
aspetto, quello dei controlli, che nel maggio scorso la Capitaneria
aveva garantito proprio per evitare incidenti o problemi nelle
spiagge libere come quelle di Pellestrina. «È un aspetto che accogliamo
con estremo favore, quello delle multe», ha sottolineato ieri il
presidente della Municipalità, Giorgio Vianello, sul posto mentre i
militari sanzionavano i proprietari delle barche. «Le regole ci
sono e vanno rispettate, soprattutto quando si rischia di creare un
pericolo». Intanto Veritas ha posizionato numerose boe, su indicazione
del Comune, al largo dell’isola, proprio per indicare alle
imbarcazioni il limite da non oltrepassare. Un intervento seguito
all’interpellanza presentata al sindaco dal consigliere comunale di
Pellestrina, Alessandro Scarpa “Marta”. «Ieri si è dimostrato che
neppure le boe servono da sole a garantire il rispetto delle regole», ha
aggiunto il presidente della Municipalità. (s.b.)
sabato 18 agosto 2012
Ca’ Roman? No, caroman Più rispetto per il nome storico
Il correttore automatico, immagino, ha modificato in una mia
lettera alla “Nuova Venezia” pubblicata ieri il nome Caroman, da me
utilizzato, in Ca’ Roman, come spesso accade. Preciso che la grafia
storicamente usata (ad esempio: mappa del Sabbadino, 1556; Dénaix,
1809-1811; De Bernardi, 1843; Genio Civile Venezia, 1901;
Magistrato alle Acque Venezia 1932, 1971, 2003) costantemente riporta la
versione Caroman. Non per eccesso d’acribia lo sottolineo, ma la
necessaria fedeltà ai luoghi che implica anche il rispetto del loro
nome storico. Grazie. Gianfranco Bettin Assessore all'Ambiente
mercoledì 15 agosto 2012
Pellestrina, due incendi in un giorno
Il primo nel pomeriggio, il secondo nella notte, a fuoco zone incolte. Potrebbero essere tutti di origine dolosa
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