domenica 2 settembre 2012

Super D’Este e i Vignotto eterno duello tra campioni

Grande attesa per la gara dei gondolini (18.20). Partenza spostata all’Arsenale L’incognita della boa. Luisella favorita tra le donne, Rosada e Ballarin tra i giovani

Vignotto-D’Este. Riparte l’eterna sfida tra il Gigante e i due cugini. Burano contro Sant’Erasmo, la potenza di Giampaolo “Super D’Este” contro la tecnica e l’affiatamento di Rudi e Igor, cresciuti insieme a pane e voga. Due anni senza di loro hanno lasciato il segno. Spettacolo a senso unico, niente veleni e niente agonismo. Troppo forti rispetto agli altri. Rieccoli a contendersi una bandiera rossa che nel mondo del remo ha ancora un valore quasi mitico. Dieci ne ha vinte D’Este (l’ultima nel 2011), dieci i due Vignotto. Ormai entrambi a sole quattro lunghezze dal record, i 14 primi di Albino Dei Rossi «Strigheta», Sergio Tagliapietra «Ciaci» e Bepi Fongher. D’Este ha vogato negli anni con Franco e Bruno Strigheta, quest’anno per la prima volta assenti dalle gare. Adesso con Ivo Redolfi Tezzat, gondoliere muranese che di Storiche ne ha vinte 5. Celeste (Vignotto) contro rosso (D’Este e Tezzat). Celeste che ha vinto nel 2011 (D’Este), dopo la squalifica del 2010 e il rovesciamento del 2009. Sfida a due, dunque. Attenzione agli impassi e alle scorrettezze. Possibili in fase di partenza, ma anche all’entrata in Canal Grande, resa quest’anno più «stretta» perché tutti i gondolini partiranno cento metri più avanti, verso l’Arsenale, e dovranno passare tenendo a destra la grande boa del Bacino San Marco. Due barche avanti a tutti. Ma bisognerà tener d’occhio anche gli eterni terzi, i pellestrinotti Andrea Bertoldini e Martino Vianello, il rientrato Roberto Busetto, vincitore di una Storica vent’anni fa. Corrono per una bandiera anche Zane e De Poli, i giovani Angelin e Barzaghi, quarti nel 2011, i buranelli Ciaceti e Suste.
Tra le donne le favoritissme Luisella Schiavon e Giorgia Ragazzi, sulla mascareta rosa, sfidano la rientrata Gloria Rogliani con Romina Catanzaro sul celeste e le sorprese della stagione 2011, lamaestra d’ascia Silvia Scaramuzza e Debora Scarpa sul viola. In grande forma anche Elisabetta Nordio (seconda a Murano, quarta nel 2011) che punta a una bandiera con la nuova compagna Luigina Davanzo. Tra i giovanissimi si annuncia l’ennesima gara dominata dai due pellestrinotti Nicola Ballarin e Andrea Rosada, dominatori quest’anno, favoritissimi della vigilia sul pupparino rosso. A insidiare il loro primato gli altri pellestrinotti Roberto Ballarin e Davide Vianello, i buranelli Matteo Zane e Vittorio Bacciolo. Infine gara spettacolare tra le caorline dei sestieri. Favoriti ancora una volta Burano, Pellestrina e Jesolo, mentre sono ben tre le barche in gara per il litorale del Cavallino. (a.v.)

giovedì 30 agosto 2012

Pesca abusiva, sequestrate tre barche

Tre imbarcazioni da pesca professionali, armate con rastrelli vibranti, sono state poste sotto sequestro dai militari della sezione operativa di Chioggia del reparto aeronavale della Guardia di Finanza di Venezia per aver svolto attività di pesca abusiva. L’operazione è avvenuta l’altra notte, in laguna sud, nei pressi del canale di Porto Secco dell’isola di Pellestrina. L’unità navale delle Fiamme Gialle si trovava in servizio di pattugliamento a tutela delle risorse biologiche delle acque marine e per contrasto alla pesca abusiva nella laguna e sul litorale veneto. I finanzieri che, sulla base di movimenti sospetti notati nei giorni precedenti, si erano appostati nella zona di Porto Secco, hanno visto, ad una certa ora della notte, le tre imbarcazioni in questione, pronte per l’attività di pesca, che si aggiravano nei canali lagunari. Presumibilmente i pescatori si stavano “guardando attorno” prima di mettere in funzione gli attrezzi vibranti. Tuttavia, tenendo conto dell’ora sospetta per movimentare un’imbarcazione da pesca con quel tipo di attrezzo e riferendosi alle norme del regolamento della Provincia di Venezia, secondo le quali soffermarsi lungo corsi o specchi d’acqua con attrezzi da pesca immediatamente pronti all’uso è considerata comunque attività di pesca, i finanzieri della sezione operativa navale di Chioggia hanno fermato i tre equipaggi e provveduto al sequestro delle imbarcazioni e degli attrezzi. I responsabili delle violazioni contestate saranno segnalati agli uffici competenti della Provincia di Venezia per l’eventuale sospensione delle licenze professionali di pesca e la confisca degli attrezzi utilizzati. Diego Degan

sabato 25 agosto 2012

No al cemento sulla mia isola

Mai come in questo periodo leggo sulla stampa il fatto di Ca’ Roman, la mia isola, così anch’io sento il dovere di esprimere il mio pensiero per il bene di quel verde ancora rimasto. Ai politici di turno dico: non trasformate quel suolo di verde in cemento. Se la maggioranza dei cittadini di Pellestrina è contraria alla costruzione delle villette, perché non volete ascoltarla? Sorge il dubbio che tutto questo venga fatto a scopo di interesse, altrimenti si potrebbe tranquillamente mettere una pietra sopra alla progettazione. Queste villette quale interesse darebbero all’isola se non quella di portare via il verde? Mi rivolgo alle persone elette dai cittadini, che sono in quei posti per tutelare il fabbisogno e l’ambiente: perché non svolgete il vostro compito? La voce del popolo non è forse sovrana? Oppure lo è solo quando fa comodo alla politica? Se così fosse, come può andare d’accordo la cittadinanza con la politica? Ovvio che, in queste condizioni, ci sarà sempre un certo attrito: di sicuro vincerà il più forte fregandosene dei danni causati all’ambiente. Questa gente che comanda, non si rende conto che deve tutelare la natura che è vita? Se noi non diamo la possibilità alle nuove generazioni di vivere bene, come sarà il loro futuro? Perché non si cercano dei mezzi per lanciare un’economia “naturale”, sfruttando la terra e il mare? Quanto verde è stato strappato via per la costruzione del Mose, e per cosa fare? Fermare l’acqua alta per Venezia? Sognatevelo. E vogliamo parlare del canale nuovo, quello dei “petroli” che ha rovinato la laguna? Sappiate che più viene danneggiata la natura peggio sarà per l’uomo, quindi Ca’ Roman lasciatela stare così com’è. Gianfranco Vianello

mercoledì 22 agosto 2012

CA’ ROMAN È una variante non un piano attuativo

Con amara attenzione ho letto gli articoli del 12 e del 14 agosto scorsi relativi al “cemento a Ca’ Roman - Comune a favore” e subito ho ricordato le battaglie che io e Alessandro Scarpa detto Marta abbiamo intrapreso per bloccare il cemento di Ca’ Roman, o almeno ridurlo il più possibile al fine di tutelare il territorio, per difendere gli interessi dei residenti dell’isola di Pellestrina e a tutela dei diritti/doveri dei consiglieri comunali. Un’errata interpretazione da parte della giunta comunale della legge urbanistica ha tolto dalla competenza del consiglio comunale l’approvazione del piano di recupero di Ca’ Roman, obbligando undici consiglieri comunali a richiedere e a ottenere un pubblico dibattito in commissione consiliare e poi in consiglio comunale; ma la maggioranza che governa Venezia (Pd-Udc-Idv-Verdi-Psi-Prc) con l'astensione del Pdl hanno bocciato la modifica richiesta: non urbanizzare la “zona degli orti” ove in base alla scheda urbanistica vigente n. 19 sono consentiti esclusivamente interventi manutentivi sulla vegetazione esistente, e richiedere un parere alla Provincia di Venezia (competente in materia). Sono ancora convinto oggi che trattasi di una variante e non di un piano attuativo e quindi di esclusiva competenza del consiglio comunale. Vista la posizione intransigente della giunta comunale, io e Alessandro Scarpa abbiamo operato per aiutare gli abitanti di Pellestrina. Quindi abbiamo richiesto la concessione del beneficio pubblico in quanto, essendo stata considerata una variante, i costi urbanistici a carico della società proponente sono molto ridotti. In base alla convenzione stipulata dal Comune di Venezia, l’articolo 4 inerente l’esecuzione delle opere di urbanizzazione e specificamente al comma 2 bis prevede che la parte attuatrice si impegna a realizzare cinque opere di urbanizzazione aggiuntive, prevalentemente fuori ambito, funzionali all’accesso al villaggio e alle zone di servizio di Pellestrina, quantificate in preventivo per euro 202.540,00. Siamo per ultimo rimasti meravigliati che sia stato realizzato un pontile a Ca’ Roman dalla ditta attuatrice senza alcuna autorizzazione formale e sostanziale del Magistrato alle Acque, esistendo solo un vecchio nulla osta preventivo a favore dell'Istituto delle Figlie della Carità: che fine ha fatto il pontile, si chiedono i pellestrinotti che per ogni piccola modifica delle loro abitazioni ricevono avvisi giudiziari? Nicola Funari consigliere comunale gruppo misto

martedì 21 agosto 2012

Pellestrina, allarme roghi «Un problema da risolvere»

«A breve riprenderanno le attività istituzionali della Municipalità, e subito sottoporrò all’attenzione dei colleghi il problema incendi che si sta evidenziando a Pellestrina». Il presidente della Municipalità, Giorgio Vianello, vuole vederci chiaro dopo i tre incendi in meno di una settimana che hanno colpito zona La Mara, costringendo i volontari di Protezione civile e i Vigili del fuoco a interventi impegnativi. «Sembra, chiaro, soprattutto nel caso di domenica, che c’è il dolo», aggiunge Vianello, «con i colleghi valuterò quindi se sia il caso di fare un esposto alle forze dell’ordine per cercare di capire cosa sta accadendo in quella zona di Pellestrina». (s.b.)

Stop ai lavori delle villette di Ca’ Roman

di Alberto Vitucci Sospendere la delibera, e dunque l’avvio dei lavori delle villette di Ca’ Roman. In attesa della Valutazione dell’impatto della nuova edificazione sul territorio (Vas). La Direzione Ambiente del Comune ha scritto ieri una lettera all’Urbanistica del Comune e della Regione. Chiedendo «anche ai fini dell’autotutela» la sospensione del procedimento e della delibera in attesa dell’approvazione della Vas regionale. Un brusco stop per il progetto del nuovo insediamento a Ca’ Roman, dove al posto del convento delle Canossiane dovrebbero nascere 84 villette nel bosco, 24 mila metri cubi di nuovi edifici. Il via libera è arrivato dal Consiglio comunale, nonostante le proteste delle associazioni ambientaliste e della Lipu, che gestisce a pochi metri dall’area di progetto uno dei siti di ripopolazione più pregiati d’Europa. Succede che adesso il ministero per l’Ambiente, retto dal «veneziano» Corrado Clini, ha dato ragione a chi sosteneva l’obbligo della Valutazione strategica. Smentendo così la Regione e anche l’Urbanistica comunale, che dicevano il contrario. Così si va profilando un conflitto tra l’assessorato all’Ambiente di Gianfranco Bettin, e l’Urbanistica di Ezio Micelli. nei giorni scorsi Lega Ambiente ha duramente criticato l’operazione, assegnando la maglia nera delle coste italiane di Goletta verde proprio a Ca’ Roman. E adesso l’Ambiente passa al contrattacco. In base alle nuove norme ambientali (la legge 106 del 2011) tutti gli strumenti attuativi dei Piani urbanistici vanno sottoposti alla verifica di Impatto ambientale allargata. Senza quella, non può essere rilasciato alcun permesso. Uno smacco per l’assessorato all’Urbanistica, un punto a favore dell’assessorato all’Ambiente e di Bettin, negli ultimi tempi un pio’ nel mirino delle associazioni per la questione Ca’ Roman. «Ma in questo caso la nostra posizione coincide con quella del coordinamento delle associazioni ambientaliste del Lido», dice l’assessore, «una posizione che risulta rafforzata dall’indirizzo del ministero per l’Ambiente e dal fatto che il governo abbia deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la norma della Regione Veneto che di fatto esclude l’obbligo della Valutazione per operazioni di questo tipo». Adesso l’intero procedimento dovrà essere sospeso. Per evitare, dopo il conflitto istituzionale tra ministero dell’Ambiente e Regione, anche quello tra due assessorati dello stesso Comune. «Sospendere l’iter della delibera», ha scritto la Direzione Ambiente di Ca’ Farsetti. Altra frenata per un progetto ormai pronto, che fa discutere. Il timore delle associazioni e degli abitanti è che adesso al Lido e a Pellestrina si faccia strada la cementificazione di un luogo naturale unico al mondo, tra mare e laguna. Il progetto Ca’ Roman, con darsena annessa – curato dallo studio Mar – è sul tappeto da qualche anno. In fase di approvazione dal 2010, Ma altri progetti sono in discussione al Lido. Le 32 nuove villette al Forte di Malamocco (Est Capital) E poi le nuove villette agli Alberoni (con darsena) della società dei De Col. Per non parlare del grande insediamento nell’ex Ospedale al Mare (Est Capital) e della darsena di San Nicolò da mille posti barca (Est Capital, Mantovani, Condotte, Fincosit). «Ma per dare il via alle autorizzazioni», ribadiscono a Ca’ Farsetti, «occorre ora aspettare l’esito della Valutazione strategica»

lunedì 20 agosto 2012

Ca’ Roman utilizzato in documenti ufficiali

Il 18 agosto, nella lettera “Più rispetto per il nome storico”, pubblicata sulla Nuova, l’assessore all’Ambiente del Comune di Venezia Gianfranco Bettin sostiene che, per indicare la località a sud di Pellestrina, la grafia storicamente usata è Caroman e non Ca’ Roman. A sostegno di questa tesi cita diverse mappe storiche del 1800 e documenti del Magistrato alle Acque, di cui alcuni abbastanza recenti. In effetti, il termine Ca’ Roman si fa strada dalla metà del ‘900. Oggi, con qualche eccezione, è universalmente utilizzato in documenti ufficiali del Magistrato alle Acque (Nuovi interventi per la salvaguardia di Venezia – 2004), del Comune di Venezia e dello stesso Assessorato all’Ambiente ( Valutazione di incidenza ambientale per il piano di recupero dell’ex colonia di Ca’ Roman – 2011). L’Assessore, quindi, utilizza non un termine sbagliato ma arcaico. Se dovessimo seguire il suo criterio, dovremmo darci da fare per ribattezzare tutta la toponomastica, chiamando, ad esempio “Chioza” (come ai tempi del Sabbadino) l’attuale Chioggia e “Pelestrina” (come indicato nella mappa del Dénaix, 1809-1811) l’attuale Pellestrina. La topologia è come la lingua: cambia nel corso del tempo. A chiudere la questione ci pensa, in ogni caso, l’autorevole Lorenzetti (1926) che chiarisce come Caroman sia la corruzione di Ca’ Romani. La moderna versione è, quindi, quella più fedele al nome originale del sito. Ritengo che, più che su sterili disquisizioni toponomastiche, l’attenzione e il tempo dell’assessore dovrebbero concentrarsi in concrete azioni per tutelare un habitat oggi fortemente minacciato da un progetto di “recupero”. Le occasioni non dovrebbero mancargli.  Federico Antinori

domenica 19 agosto 2012

A riva in barca, raffica di multe

Altra raffica di multe della Capitaneria di Porto contro chi raggiunge in barca la riva della spiaggia di Pellestrina. Ieri pomeriggio i militari sono entrati in azione per l’ennesima volta lungo l’arenile dell’isola, sanzionando tutti i proprietari delle imbarcazioni che avevano violato le norme di legge. Da anni, infatti, sono previsti nelle ordinanze limiti precisi che impongono alle barche di mantenere una distanza dalla riva di 500 metri, fatto salva la presenza di corridoi con boe che portano fino alla riva stessa. Cosa che però a Pellestrina non c’è, e quindi le multe sono state inevitabili. Un aspetto, quello dei controlli, che nel maggio scorso la Capitaneria aveva garantito proprio per evitare incidenti o problemi nelle spiagge libere come quelle di Pellestrina. «È un aspetto che accogliamo con estremo favore, quello delle multe», ha sottolineato ieri il presidente della Municipalità, Giorgio Vianello, sul posto mentre i militari sanzionavano i proprietari delle barche. «Le regole ci sono e vanno rispettate, soprattutto quando si rischia di creare un pericolo». Intanto Veritas ha posizionato numerose boe, su indicazione del Comune, al largo dell’isola, proprio per indicare alle imbarcazioni il limite da non oltrepassare. Un intervento seguito all’interpellanza presentata al sindaco dal consigliere comunale di Pellestrina, Alessandro Scarpa “Marta”. «Ieri si è dimostrato che neppure le boe servono da sole a garantire il rispetto delle regole», ha aggiunto il presidente della Municipalità. (s.b.)

sabato 18 agosto 2012

Ca’ Roman? No, caroman Più rispetto per il nome storico

Il correttore automatico, immagino, ha modificato in una mia lettera alla “Nuova Venezia” pubblicata ieri il nome Caroman, da me utilizzato, in Ca’ Roman, come spesso accade. Preciso che la grafia storicamente usata (ad esempio: mappa del Sabbadino, 1556; Dénaix, 1809-1811; De Bernardi, 1843; Genio Civile Venezia, 1901; Magistrato alle Acque Venezia 1932, 1971, 2003) costantemente riporta la versione Caroman. Non per eccesso d’acribia lo sottolineo, ma la necessaria fedeltà ai luoghi che implica anche il rispetto del loro nome storico. Grazie. Gianfranco Bettin Assessore all'Ambiente

mercoledì 15 agosto 2012

Pellestrina, due incendi in un giorno

Il primo nel pomeriggio, il secondo nella notte, a fuoco zone incolte. Potrebbero essere tutti di origine dolosa

Torna l’incubo incendi a Pellestrina. Due, in meno di mezza giornata, quelli che hanno interessato la medesima area di terreni incolti in zona La Mara. Il primo era stato notato attorno alle 18 di lunedì. A prendere fuoco sono state alcune centinaia di metri quadrati di canneti e sterpaglie su terreno privato. Per domare le fiamme, vigili del fuoco giunti dal comando provinciale di Venezia e volontari della Protezione civile dell’isola hanno lavorato due ore. Il problema si è però riproposto attorno alla mezzanotte, con un nuovo incendio che ha interessato la stessa area, solo a duecento metri circa di distanza. Questa volta il lavoro di pompieri e volontari è stato più complesso e si è prolungato per quattro ore. Il principale disagio è stato legato al buio della notte e ai materiali presenti tra i canneti: lavatrici, cavi di acciaio, rifiuti vari e naturalmente rovi che hanno reso tutto più difficile. Sono stati utilizzati dei gruppi elettrogeni e delle torri con fari per illuminare la zona e cercare nel più breve tempo possibile di domare le fiamme. La Protezione civile ha poi informato Veritas e Insula dell’accaduto, perché il fuoco era arrivato a lambire una centralina di sollevamento delle acque, ma fortunatamente non sono stati registrati danni. Sulla vicenda è intervenuto ieri il presidente della Municipalità Giorgio Vianello. «C’è preoccupazione, è normale, anche se gli incendi hanno interessato terreni di proprietà privata e per fortuna non a ridosso di abitazioni. La situazione è rimasta sempre sotto controllo, ma non trovo normale che questo accada. Non credo che si tratti di autocombustione, piuttosto sospetto che siano atti dolosi. Dispiace anche se non se ne capisce il motivo. Dopo quanto accaduto lo scorso anno, siamo riusciti a far installare due idranti a Pellestrina e altri due speriamo che siano messi a breve a San Pietro In Volta». Il 27 agosto dello scorso anno, un altro rogo, ma molto più esteso, interessò la stessa zona. Non essendoci idranti, i vigili del fuoco non potevano riempire nuovamente le autobotti, e si arrivò anche a chiudere per sicurezza Strada dei Murazzi, dividendo di fatto in due l’isola per ore.