martedì 13 marzo 2012

De Poli, transazione con il Comune

Una transazione per chiudere un contenzioso trentennale tra Comune e cantiere De Poli, oggi in liquidazione, e consentire all’Actv, che ha acquistato l’area, di cominciare a lavorarci. L’ha votata ieri il Consiglio comunale.
      Tutto ruota attorno a una piccola area demaniale occupata dal cantiere, per cui a suo tempo i De Poli avevano chiesto una permuta negata dal Comune. «Con i commissari liquidatori si è deciso di chiudere questo contenzioso, anche in considerazione del fatto che l’area è sta acquistata da una società del Comune» ha spiegato il sindaco Giorgio Orsoni. La società in liquidazione rinuncerà agli otto contenziosi ancora in piedi davanti al Tar, il Comune alla riscossione delle vecchie Cosap su quell’area. Le spese legali saranno compensate tre le due parti. Una soluzione che ha lasciato l’amaro in bocca al consigliere del Pdl, Cesare Campa: «É la soluzione che proponevano i De Poli nell’81, intanto il cantiere è fallito e si sono persi tanti posti di lavoro». «Il cantiere non è fallito per questo - ha ribattuto il sindaco - certo, i problemi si potevano risolvere prima. Ora li stiamo risolvendo».

Nell’ex colonia all’improvviso spunta un pontiletto

É spuntato un pontiletto nell’area dell’ex colonia di Ca’ Roman, dove i privati che hanno acquistato l’area intendono realizzare un complesso turistico con un’ottantina di villette. «Qui in Comune stiamo ancora discutendo di questo piano. Ma mentre noi parliamo, altri hanno già costruito il pontile necessario per i lavori, senza l’autorizzazione del Comune e del Magistrato alle acque» s’arrabbia il consigliere comunale, Nicola Funari, che insieme ai colleghi Renzo Scarpa e Alessandro Scarpa Marta, è pronto a dar battaglia nella commissione convocata per oggi. Secondo i tre consiglieri, infatti, il piano non solo presenta varie «problematiche ambientali», ma ha anche seguito un iter improprio. La competenza non sarebbe infatti della Giunta, che ha già dato il suo via libera al contestato progetto, ma del Consiglio comunale. Per questo i tre hanno preparato un promemoria da consegnare oggi agli altri consiglieri. Tra il materiale, le osservazioni delle associazioni ambientaliste particolarmente critiche verso un progetto accusato di compromettere un’area di particolare interesse paesaggistico.

sabato 10 marzo 2012

Dopo tre anni arenile ancora senza servizi balneari

Tre anni di attesa e tra due mesi e mezzo parte la stagione balneare senza che il Consorzio Pellestrina Servizi e i residenti sappiano se potranno avere finalmente le prime spiagge attrezzate sull’isola. Il Consorzio da tre anni attende infatti il via libera per poter allestire cinque delle aree inizialmente riconosciute dal Comune, mettendoci ombrelloni, lettini, sdraio, chioschi per bibite e vivande oltre ai servizi igienici e le docce. Un progetto molto atteso a Pellestrina anche per gli sviluppi che potrebbe avere a livello turistico, dal momento che l’isola vive da lungo tempo nel pieno della crisi della pesca e della cantieristica. Il Consorzio Pellestrina Servizi ha già avviato a Santa Maria del Mare il primo agriturismo “ittico” di zona, potendo disporre di allevamenti, ristorante e anche stanze per la clientela. Ha già sperimentato le uscite con i pescherecci per il pubblico e ha in progetto il camping. Le spiagge attrezzate, che sembravano l’idea più rapida a decollare, sono ancora in attesa di tutti i necessari via libera. (s.b.)

L’ora della verità per le villette di Ca’Roman

Il progetto per le nuove villette previste a Ca’ Roman la prossima settimana sarà al centro della discussione di una riunione congiunta tra la V e la X commissione consiliare di Ca’ Farsetti, prima di poter poi passare lunedì al voto del Consiglio. Mentre sull’isola i pareri rimangono ancora contrastanti, così come le preoccupazioni da parte degli ambientalisti _ in particolare la Lipu che gestisce l’oasi di Ca’ Roman, confinante con l’area su cui dovrebbero sorgere le decine di alloggi previsti _ il consigliere comunale Alessandro Scarpa Marta torna all’attacco sulla vicenda: «La cosa più antipatica è che agli imprenditori potrebbe essere data la possibilità di costruire anche in zone che prima erano pubbliche e libere _ commenta _ più precisamente c’è il timore che vadano a costruire nuove abitazioni e villette rispetto a prima, estendendosi di molto verso sud, vicino al forte che si affaccia sulla laguna. Si può dire, alla fine, che non verrebbe fatto solo un lavoro di risanamento o restauro delle ex colonie presenti in quell’area, ma si andrebbe ben oltre. Per non parlare del pontile sul lato laguna, tutto vicino a delle aree protette». Da qui la richiesta di passaggio in commissione congiunta per valutare nuovamente il tutto prima di un eventuale voto del Consiglio. Gli ambientalisti sono ovviamente sul piede di guerra per tutelare la zona a sud di Pellestrina. (s.b.)

venerdì 9 marzo 2012

Quattrocento firme contro le villette di Ca’ Roman

Sono già 400 le firme raccolte tra la popolazione di Pellestrina, per chiedere la rivisitazione e il ridimensionamento del progetto, già approvato con delibera di Giunta un paio di mesi fa, che prevede la costruzione di 41 villette a due piani, 82 appartamenti, ad uso turistico a Ca’ Roman, nell'ex colonia delle suore canossiane. Un progetto molto contestato in isola, perchè sarà realizzato in una zona assai amata dai residenti, ma soprattutto perchè tale progetto, ne sono convinti tutti, proposto da una cordata di imprenditori padovani, non porterà nessun utile all'isola. «Un progetto barbaro» commenta R.Z., 50 enne «che va a snaturale uno degli angoli più belli e naturali della nostra isola. Sembre impossibile» continua «ma quando chiediamo qualcosa noi, anche piccole cose, per vivere dignitosamente, c'è sempre qualche impedimento. Arrivano gli imprenditori, e il Comune dice sì, senza esitazione». «È un discorso complesso» chiosa Alessandro Scarpa, consigliere comunale isolano «ben vengano il recupero, la risistemazione di una zona che fino a qualche anno fa, quando c'erano le suore era un gioiellino. Ma quello che mi lascia perplesso, è il fatto che, tale operazione comunque, non porterà nessun sviluppo per l'isola. Da anni parliamo della necessità che Pellestrina sia coinvolta in un progetto di rilancio, che non è assolutamente questo. E poi - conclude - si vanno a toccare zone da sempre libere, e che gli isolani non potranno più frequentare». Il progetto infatti vede uno sconfinamento nell'area libera verso sud, di alcune costruzioni, e la realizzazione di un pontile, per l'imbarco e lo sbarco, ad uso privato, che verrebbe realizzato sempre in una zona libera, e confinante con un'area Sic.
      Annalisa Busetto

mercoledì 7 marzo 2012

Polemica sulle esumazioni «Venezia perde pure i morti»

Concessioni scadute a San Pietro in Volta. Si va a San Michele o c’è la cremazione

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694-1.jpg Non solo le salme dei defunti, sepolti a terra, dopo un tot di anni vengono esumate, ma anche i resti che riposano in ossario. In una lettera al nostro giornale, Giovanni Scarpa, sessantenne di S.Pietro in Volta, racconta di come, qualche giorno fa, recandosi in cimitero, ha appreso che nei prossimi giorni, saranno esumati i resti di alcuni ossari, per scadenza dei termini di concessione. Tra tutti quei nomi, quello del nonno materno, combattente in Libia durante la prima guerra mondiale. Scarpa non lo ha conosciuto «ma ciò non toglie che il legame, con quei poveri resti, per me, e negli altri casi, per gli isolani, sia ancora vivo». La cosa logica per Scarpa, è chiedere ad un operatore Veritas, come fare per rinnovare la concessione. Ed è qui la sorpresa. La concessione non è rinnovabile; i resti si possono prelevare e spostare in un altro cimitero del Comune di Venezia, come a San Michele, oppure farli cremare e riportare in quello di S. Pietro, o, se non si scelgono le prime due opzioni, le ossa o quel che ne rimane, finiranno nell'ossario comune. Perchè, si chiede Scarpa, tutti questi movimenti, viaggi inutili tra cimiteri, spostamento di poveri resti, quando veramente bastava rinnovare la concessione?
      «Vi è un'ordinanza del sindaco - spiega Veritas - che dice appunto che, bisogna esumare tutte le concessioni scadute, compresi gli ossari. Quello che è stato spiegato al signore è vero, perchè fa parte dell'ordinanza e del regolamento di polizia mortuaria».
      Scarpa solleva anche la questione costi; cremazione e nuovo loculo, verrebbero a costare all'incirca 800 euro. Una spesa, che non tutti possono sostenere. «La cremazione per i residenti - aggiunge Veritas - costa 200 euro più iva. L'urna poi può essere posta in un cinerario, che ha un costo contenuto», ma che è presente soltanto nel cimitero di Pellestrina e non in quello di San Pietro. Ma soprattutto per un cristiano la cremazione va contro i pricnìpi della fede. «Ora capisco perchè i veneziani e i giovani se ne vanno da Venezia - conclude Scarpa - capisco perchè la pesca è morta, capisco perchè la nostra cultura millenaria sta morendo. Il perchè sta in un Comune sordo e lontano dai sentimenti della gente».

Ca’ Farsetti assicura «Tempi brevi per il palasport»

Tempi brevi per veder partire i lavori di ristrutturazione del palasport di Portosecco. Una rassicurazione che il consigliere comunale Alessandro Scarpa Marta si è sentito dare dall’assessore ai Lavori pubblici ieri mattina discutendo della situazione dell’isola di Pellestrina a 18 mesi dalla tromba d’aria che ha causato milioni di euro di danni. «La ditta ha già ricevuto il via libera per iniziare dal restauro del tetto del palasport - afferma Scarpa Marta - quindi si passerà agli spogliatoi, agli impianti elettrici e infine alla superficie del campo. Del tetto verranno sostituite solo le parti danneggiate». Poi ci sono tutti gli altri capitoli ancora da affrontare, eccezion fatta per la Remiera Portosecco dove sono già stati sistemati tetto, grondaie e infissi. «C’è la Remiera Pellestrina, ci sono i due campi sportivi e la sede della Protezione civile all’ex scuola Goldoni dove sono attivi anche un medico di base e le associazioni degli anziani - precisa il consigliere comunale - Ho apprezzato la grande disponibilità dell’assessore Maggioni, ora la speranza è che i lavori possano davvero essere fatti in tempi brevi, perchè sono passati 18 mesi e i disagi per i fruitori degli spazzi danneggiati sono stati finora davvero molti». (s.b.)

domenica 4 marzo 2012

Tromba d’aria, comitato di residenti per chiedere il risarcimento dei danni

(A.B.) Si è formato un comitato di cittadini che hanno subito danni durante la tromba d'aria del 23 luglio 2010. All'indomani dell'evento, l'allora capo della Protezione Civile, Bertolaso, arrivò in isola e dichiarò che lo Stato sarebbe intevenuto, entro ottobre, per risarcire i cittadini dei gravi danni subiti. Analoga dichiarazione, rilasciò il sindaco Orsoni, e infatti il Comune attivò immediatamente le procedure affinchè i cittadini potessero dichiarare e documentare i danni, per richiadere il contributo. A distanza di oltre un anno e mezzo, tutto tace. I cittadini hanno incontrato il presidente della Municipalità Giorgio Vianello, e il consigliere comunale Alessandro Scarpa, chiedendo il loro intervento per risolvere i problemi relativi alla mancata corresponsione dei contributi. A farne le spese, furono il palazzetto dello sport, che nel frattempo, si è scoperchiato, una quindicina di giorni fa, definitivamente, l'ex scuola elementare Carlo Goldoni, ora sede di associazioni e della Protezione Civile, e gli edifici della Remiera. In tutti, i danni non sono stati sistemati. Il comitato ha deciso quindi, di affidare al presidente Vianello e al consigliere Scarpa, l'incarico di organizzare un incontro con il sindaco, per sollecitare gli interventi di restauro al patrimonio pubblico, e per sbloccare i contributi che, la dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, aveva reso possibile.

venerdì 2 marzo 2012

Il Comune promette la pulizia della spiaggia

L’assessorato all’Ambiente interverrà quanto prima per far fronte alla richiesta della Municipalità di raccogliere i rifiuti spiaggiati nelle scorse settimane e liberare dalla sabbia il camminamento dei Murazzi. E’ stato lo stesso assessore Gianfranco Bettin a confermare la di- sponibilità dei suoi uffici per un intervento di pulizia straordinaria da completarsi entro breve. «Lo abbiamo fatto già lo scorso anno _ spiega Bettin _ e di sicuro non è nostro interesse lasciare la spiaggia sporca e con situazioni di potenziale pericolo per i tanti cittadini che ne usufruiscono anche fuori stagione. Ora guarderemo anche ai fondi regionali, ma di sicuro interverremo il prima possibile. Non fosse altro per il fatto che va rispettata anche la bandiera blu con tutte le sue indicazioni per essere mantenuta, e alla quale teniamo molto dopo gli sforzi fatti per ottenerla». Sabato scorso la Municipalità aveva inviato una lettera proprio all’assessore Bettin chiedendo aiuto. Il maltempo dei giorni scorsi ha visto arenile e moli riempirsi di plastica, legno e altri rifiuti giunti dal mare con le onde, mentre il forte vento di bora ha sollevato moltissima sabbia che si è accumulata sul camminamento dei murazzi, rendendolo quasi inagibile. Un intervento di pulizia straordinaria diventa quindi fondamentale per il pieno ripristino dell’utilizzo in sicurezza dell’arenile e delle difese a mare. (s.b.)

Pellestrina. Senso unico alternato

(L.M.) È stato prorogato fino al 31 marzo a Pellestrina, il senso unico alternato, regolato da semaforo, nella strada dei Murazzi, davanti alle scuole dell'isola «Loredan» e «Zendrini». Sarà sempre garantito il transito pedonale e l'accesso alle fermate Actv