venerdì 6 gennaio 2012

Cani sulle palafitte, si muove anche l’Idv

La vicenda dei cani sulle palafitte lagunari ha visto muoversi in queste ore il parlamentare europeo Andrea Zanoni. L’esponente dell’Italia dei Valori ha infatti scritto ai sindaci e alle Asl di Venezia e Chioggia per chiedere controlli sullo stato di detenzione degli animali e che vengano approvate delle ordinanze specifiche di divieto di abbandono dei cani sulle baracche dei pescatori in mezzo alla laguna tra Pellestrina e Chioggia. Diverse associazioni animaliste e singoli cittadini stanno segnalando da mesi il caso, finito poi anche a Striscia la Notizia ma, mancando di fatto una ordinanza specifica, dopo i primi controlli è stata chiesta l’archiviazione del caso alla Procura della Repubblica. «Sono rimasto molto colpito _ dice l’europarlamentare Zanoni _ dalle foto e dai filmati riguardanti questi cani, e mi sembra assurdo che nei nostri territori siano tollerate situazioni del genere, in palese violazione con le norme di tutela degli animali, per di più in uno dei luoghi più belli della nostra regione, frequentato da tantissimi turisti stranieri. Ho scritto ai sindaci di Venezia e Chioggia e alle rispettive Asl chiedendo di effettuare una serie di controlli e di emanare una ordinanza di divieto di detenzione dei cani abbandonati nei casoni in mezzo al mare. Sono in contatto con le associazioni animaliste che si stanno occupando di questo caso, e voglio andare fino in fondo alla questione in attesa delle risposte dei sindaci e delle Asl». (s.b.)

Pellestrina, in arrivo le nuove pensiline

Lunedì prossimo inizieranno i lavori per la realizzazione delle nuove pensiline dell’autobus di linea 11 a Pellestrina. Un intervento molto atteso, non fosse altro perchè riguardano due punti del territorio in corrispondenza delle scuole, e quindi le pensiline serviranno i bambini di elementari e medie che finora sono stati costretti ad attendere i mezzi pubblici sul ciglio o in mezzo alla strada. Succede infatti che le due fermate in questione, siano caratterizzate solo da un palo con l’indicazione per i mezzi Actv. Bambini e genitori devono restare in piedi con pochi centimetri a disposizione tra il montone del Murazzo e la strada, quindi a rischio concreto di investimento oppure di essere bagnati in caso di maltempo al transito degli automezzi. Mancando una pensilina, non sono nemmeno protetti da sole, vento e pioggia. Quindi un disagio non da poco. La Municipalità ha confermato in queste ultime ore che da lunedì partiranno i lavori grazie anche a quanto previsto con il Comune. Le ditte dovranno scavare il montone del murazzo per ricavare lo spazio per la pensilina, e quindi procedere al montaggio della struttura. Intanto, a breve dovrebbero anche partire i lavori per la ristrutturazione del palasport di Portosecco, danneggiato un anno e mezzo fa dalla tromba d’aria che colpì l’isola facendo mi-lioni di euro di danni tra edifici pubblici e privati. Il Comune è riuscito ad ottenere finalmente il denaro dalle assicurazioni, che ora verrà subito investito per fare i lavori di ristrutturazione e ripristino di un palasport quanto mai importante per l’isola e le sue associazioni sportive. L’assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni, ha seguito tutto l’iter che è stato sì lungo, ma non per colpa del Comune, dovendo attendere l’erogazione della somma da parte dell’assicurazione e tutti i passaggi burocratici del caso. Com’è noto, il 23 luglio del 2010 la tromba d’aria investì in pieno il palasport di Portosecco, causandone lo scoperchiamento parziale. Parti del tetto finirono a decine di metri di distanza, addirittura lungo Strada comunale dei Murazzi, che venne chiusa per alcune ore non essendo transitabile in quelle condizioni. I lavori dovranno però riguardare anche la pavimentazione del palasport, visto che danni cospicui si sono verificati a causa della pioggia che è caduta all’interno, quindi dovranno essere risistemati gli spogliatoi e gli impianti elettrici. Sull’isola si è anche costituito un comitato di cittadini e professionisti per verificare che i lavori si svolgano nel modo migliore. 
Simone Bianchi

giovedì 5 gennaio 2012

Vianello riprende il lavoro in Actv

Il 9 gennaio il presidente della Municipalità tornerà al suo lavoro di autista sugli autobus Actv in servizio per le linee di Lido e Pellestrina. Una decisione che era stata annunciata ancora a metà dicembre nel caso in cui fossero state tolte le indennità per i presidenti delle municipalità, ma scelta che ha deciso di intraprendere lo stesso. «In questi giorni sono a tutti gli effetti in ferie, ma da lunedì prossimo riprenderò l’attività dalla quale ero in aspettativa da quando ero stato eletto presidente del decentramento di Lido e Pellestrina - spiega Giorgio Vianello - L’azienda mi è venuta incontro, agevolandomi per i turni. In questo modo il mattino potrò essere presente in Municipalità per le pratiche di presidenza, mentre dal primo pomeriggio alla sera sarò disponibile per Actv». Un rientro da autista a tutti gli effetti, mentre per quanto concerne la carica di presidente il suo compenso verrà dimezzato. «Com’è giusto che sia, percepirò solo il 50 per cento del compenso, vedendomi ridotta la partecipazione - prosegue Vianello - ma potrò comunque partecipare ai Consigli. In quel caso sposterò i turni al mattino per essere presente alle assemblee con il consiglio e la giunta». Al momento attuale non si sa ancora se il Comune si vedrà costretto a tagliare i compensi ai presidenti delle municipalità insulari e di terraferma, ma la scelta di Vianello va anche incontro alle esigenze familiari. «Non percependo tredicesime o quattordicesime c’era poco da fare _ conclude _ quindi ho preferito intraprendere questa scelta, e mi sento di dover ringraziare i vertici Actv e i colleghi per la disponibilità manifestatami per poter comunque continuare a rivestire un ruolo importante come quello di presidente della Municipalità. Il mio impegno non calerà di certo, ma il momento è difficile e si deve far fronte alle necessità che in questo periodo di crisi colpiscono tutte le famiglie. Nessuna attività del mio ruolo verrà meno per il lavoro del decentramento». (s.b.)

mercoledì 4 gennaio 2012

Cani sulle palafitte, altre proteste

Nuove proteste sul caso dei cani che fanno la guardia sulle palafitte in laguna tra Chioggia Pellestrina. Continuano infatti le prese di posizione da parte di associazioni e cittadini. L’ultimo, il signor Renato Rapaccioli che, dopo l’associazione Canili in Città di Padova, contesta la decisione dei settori veterinari delle Asl di Venezia e Chioggia, «in quanto dal sopralluogo effettuato dai veterinari è risultato che è tutto a posto e che i cani stanno bene così. Ora la normativa nazionale, regionale e comunale vieta la detenzione dei cani per più di un certo numero di ore al giorno in strutture piccole, nel senso per esempio che un cane non può stare in un box tutto il giorno, ma deve essere liberato dopo 8 ore per consentirgli adeguata possibilità di esercizio psicofisico e l'espletamento dei bisogni fisiologici. Questo sulle palafitte di Chioggia e Pellestrina non avviene mai. Inoltre _ prosegue _ c'è un box di lamiera chiuso dove ci sono perennemente due cani in mezzo agli escrementi, oltre agli altri sette cani sulle palafitte. Queste situazioni le ho viste e testimoniate due volte davanti ai vigili urbani. Oltre a me, hanno testimoniato almeno altre quattro persone. Forse non si vuole capire che questa situazione è palesemente contro la legge e, nonostante i miei quattordici esposti e le segnalazioni ai media, Comune, Provincia, Asl e forze dell’ordine non intervengono». Sono stati anche chiesti incontri a Provincia e Comune che, a oggi, non sono stati an-cora concessi. «Purtroppo alla Procura della Repubblica è arrivata la richiesta di archiviazione del caso – conclude – per cui, finché non verrà adottata una ordinanza contro la guardiania degli animali sulle palafitte, i cani non potranno essere sequestrati. Quindi se c'è la volontà si adotta l'ordinanza subito».(s.b.)

sabato 31 dicembre 2011

L’ultimo giorno delle suore a S. M. del Mare

(a.b.) Per decenni sono state una presenza forte, puntuale ed amorevole. Da oggi le suore Maestre di Santa Dorotea lasceranno la casa di riposo dell'Opera Santa Maria della Carità a S.Maria del Mare per raggiungere la loro casa Madre. Un servizio il loro, iniziato negli anni 30, prima nell'ospedale elioterapico, riconvertito poi, negli anni 80, in casa di riposo. E la loro presenza costante, sia in termini professionali, perchè comunque svolgevano ruoli di caposala e di coordinamento dei servizi, che pastorali e spirituali accanto agli ospiti è già motivo di rimpianto. Ma più della loro volontà hanno potuto l'età, ormai per tutte avanzata, e la carenza di vocazioni, che rende impossibile il ricambio. Ieri mattina il saluto e il ringraziamento ufficiale, con la celebrazione della liturgia officiata da don Corrado Canizzaro, presidente dell'Opera, anticipato qualche giorno fa dal vescovo di Chioggia. Un ringraziamento particolare viene dagli operatori: «Per noi erano una guida - dicono - ci hanno aiutato a capire il valore del nostro lavoro, delle persone anziane che ci stanno dinnanzi. Cercheremo di portare avanti ciò che con il loro esempio di vita ci hanno insegnato: non basta far bene le cose, bisogna farle con amore». La casa di riposo di S. Maria del Mare, ha 105 ospiti, tra cui 24 persone con problemi psichiatrici, in più vi è annessa la comunità Emmaus-Il Gabbiano, per gli ammalati conclamati di Aids.

venerdì 30 dicembre 2011

Ca’ Roman, no alle villette «L’impatto sarà pesante»

Un intervento speculativo ad alto impatto ambientale. Questo è secondo le associazioni ambientaliste il nuovo progetto di edificazione previsto a Ca’ Roman e in discussione in Comune. 84 nuove villette ad uso «turistico balneare», 24 mila metri cubi di nuovi edifici nell’area dove era l’ex colonia delle suore Canossiane. La Lipu di Venezia, il coordinamento delle associazioni ambientaliste del Lido e l’associazione «Tra mare e laguna» hanno presentato al sindaco una valanga di osservazioni. «L’oasi di Ca’ Roman è in grave pericolo», denuncia il presidente della Lipu veneziana Federico Antinori, «abbiamo presentato una serie di proposte per mitigare gli impatti antropici sugli habitat protetti». Numerose le prescrizioni proposte al progetto. Il divieto di edificabilità negli ex orti delle suore, stessa proposta avanzata anche dalla Municipalità del Lido-Pellestrina; il divieto di attracco sul fronte lagunare, dove è prevista una darsena per le barche a motore. E, infine, il divieto di estrazione di acqua dalla falda. Il complesso delle suore canossiane era stato acquistato sette anni fa da una società padovana, la Ca’ Roman srl. Con l’obiettivo di realizzare a due passi dall’area protetta gestita dalla Lipu un centro residenziale privato. Area di grande pregio ambientale, in parte compromessa dal pesante impatto dei cantieri del Mose. Progetto affidato allo studio Mar, e presentato in municipio nell’ottobre scorso. Villette con alberi, prati e spazi verdi. Ma gli ambientalisti non ci stanno. «E’ solo propaganda», dice Antinori, «non si tratta per nulla di un progetto ecosostenibile, la realtà è un’altra: un terzo di queste villette sarà realizzto nell’area degli Orti ad alta valenza naturalistica, un vero goiello che presenta caratteristiche uniche in tutto il litorale veneziano». Un ambiente delicato, dove sono presenti i resti di spiaggia e dune molto particolari. «L’impatto sarà devastante», dicono gli ambientalisti, «e andrà a sommarsi a quello già preoccupante dei vicini cantieri del Mose». Era stato proprio un esposto della Lipu ad attivare qualche anno fa la procedura di Infrazione avviata dall’Europa per i cantieri aperti senza autorizzazione e l’inchiesta della Corte dei Conti. Adesso c’è da difendere l’oasi di Ca’ Roman. «Abbiamo presentato un gran numero di osservazioni e alcune proposte per preservare Ca’ Roman da un ulteriore ingiustificato intervento speculativo», spiega Antinori. E annuncia: «Nel caso le osservazioni non fossero accolte faremo tutti i passi a nostra disposizione per difendere un luogo pubblico di estremo interesse dalla speculazione privata».

giovedì 29 dicembre 2011

In pizzeria non c’è posto Ubriaco danneggia il locale

Un ubriaco ha scatena l’inferno in una pizzeria di San Barnaba. Ed è finito in manette.É successo l’altra sera, attorno alle 21.30. Una coppia di veneziani, sui 40 anni, è entrata nel locale visibilmente ubriaca. Volevano mangiare una pizza, ma non c’era posto. A quel punto, hanno preteso degli spritz, anche se la pizzeria non effettuava servizio bar. Inutili le spiegazioni fornite dal titolare. L’uomo, in particolare, è andato in escandescenza. Barcollando è andato dietro al bancone per prepararsi da solo l’aperitivo. É poi scivolato, andando a sbattere contro il frigobar e gettando a terra gran parte delle bottiglie. Le altre le ha scagliate contro il titolare del locale e una cameriera, che fortunatamente sono riusciti a scansarsi in tempo. In un locale ormai devastato, il titolare è comunque riuscito a bloccare l’ubriaco fino all’arrivo dei carabinieri. Sul posto è accorso anche il Suem, visto che l’uomo si era procurato varie ferite nella sua furia. Ma l’impresa non è stata facile: l’ubriaco ha iniziato a inveire e scalciare, tanto che per farlo curare dai sanitari i militari hanno dovuto ammanettarlo. La coppia è stata quindi trasportata al comando di San Zaccaria, con l’aiuto anche della polizia municipale, tra le escandescenze di entrambi. Alla fine l’uomo, C. G., 42 anni, di Pellestrina, è stato arrestato per tentata estorsione, danneggiamento aggravato continuato e resistenza a pubblico ufficiale continuata; la donna denunciata a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale.

Ubriaco devasta un ristorante Finisce in manette

Ubriaco mette a soqquadro un ristorante di San Barnaba. I militari del Nucleo Natanti dei carabinieri di Venezia la notte tra martedì e mercoledì, hanno messo le manette a C.G, 42 anni, di Pellestrina. Martedì sera verso le 21.30 il titolare di un ristorante a due passi da San Barnaba, chiama i militari per segnalare la presenza di due ubriachi che infastidiscono la gente. L’equipaggio del radiomobile interviene per verificare la situazione. Dalla ricostruzione dell’accaduto emerge che una coppia, un uomo e una donna sui quarant’anni in evidente stato di ebbrezza, erano entrati nel ristorante pretendendo di sedersi per consumare una pizza. Di fronte al rifiuto del titolare, dovuto al fatto che il posto era pieno e non c’erano tavoli liberi, si erano accomodati lo stesso di prepotenza sul posto di altri clienti stranieri che stavano cenando tranquillamente. Dopo poco l’uomo si alza e va al bancone ad ordinare un spritz. Il titolare si rifiuta di darglielo, a quel punto C.G va in escandescenza e finisce dietro il bancone, per farselo da solo, ma sbatte contro il frigobar. Inizia ad inveire, gridare, fa cadere tutto quel che trova, rompe bottiglie e poi le lancia verso il portone d’ingresso. Fortunatamente titolare e cameriera grazie alla prontezza dei riflessi, non vengono colpite. Poi l’ubriaco afferra una bottiglia rotta per colpire nuovamente il titolare del locale, ma finisce ancora una volta a terra. I carabinieri giunti sul posto, si sono trovati davanti ad un locale devastato. E’ stato chiamato il 118, visto che l’uomo si era ferito lanciando le bottiglie e rompendole. Con i militari è andato in escandescenza, tanto che è stato necessario l’uso delle manette per accompagnarlo fuori dal ristorante e farlo curare dagli operatori del Suem. In supporto è arrivata la polizia locale ed è stato scortato in caserma: dove dopo aver raccolto le testimonianze dei presenti e le denunce delle persone offese, è stato arrestato per tentata estorsione, danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale, la compagna sarà denunciata per resistenza. (m.a.)

sabato 24 dicembre 2011

Stabilimenti balneari il bando non decolla

Da tre anni i residenti attendono lo sviluppo degli stabilimenti balneari ma il bando non decolla. Il consigliere comunale Alessandro Scarpa “Marta”, prendendo spunto dalla grave crisi economica che si è instaurata, e dal fatto che a Pellestrina si sente maggiormente viste le difficoltà legate a pesca e cantieristica, ha inviato una interpellanza al sindaco Orsoni chiedendo che formalizzi subito un bando provvisorio, giustificato dalla indiscutibile crisi economica, e ritenendo l’urgenza del provvedimento meritoria di un iter burocratico straordinario. Inoltre vista la continua erosione dell’arenile dell’isola, Scarpa ha chiesto un sollecito verso il Magistrato alle Acque e il Consorzio Venezia Nuova affinché si provveda ad intervenire per ripristinare la spiaggia. Infine, Scarpa chiede maggiore attenzione per il controllo del litorale di Pellestrina da parte della Capitaneria di Porto nel corso della stagione balneare e una maggiore pulizia della sabbia e dell’igiene ambientale che ne consegue. (s.b.)

venerdì 23 dicembre 2011

Nuovo appalto per l’asilo "Piccole Impronte"

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(L.M.) Sottoscritto il nuovo contratto d'appalto per la gestione dell'asilo nido «Piccole impronte» di San Pietro in Volta. Diciotto posti garantiti (per i piccoli dai 18 mesi ai tre anni) e nessuno in lista di attesa. Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alle Politiche educative, Andrea Ferrazzi «È stato sottoscritto il contratto d'appalto per la gestione dell'asilo nido di San Pietro in Volta - si legge - in tal modo abbiamo assicurato un servizio fondamentale per l’isola. I diciotto posti a disposizione permettono di rispondere totalmente alle richieste delle famiglie»