domenica 7 febbraio 2010

Domani i funerali di Loredano Scarpa


(L.M.) Sono stati fissati per domani, alle 10.45, nella chiesa di
Sant’Antonio a Pellestrina, i funerali di Loredano Scarpa, ex falegname
di Pellestrina, deceduto, all’età di 75 anni, il 29 gennaio, in seguito
alle lesioni riportate nell’incidente stradale subito in isola lo
scorso 13 gennaio. Il magistrato ha dato venerdì il nulla osta per
poter procedere alla celebrazione della cerimonia funebre, mentre i
mezzi coinvolti nel sinistro rimangono sotto sequestro in attesa degli
sviluppi da parte dell’Autorità giudiziaria. Scarpa era una persona
molto generosa e disponibile, in particolare verso i bambini, e per
oltre cinquant’anni ha mantenuto in isola un suo laboratorio di
falegnameria. Grande amico del “re del remo” Palmiro Fongher, era un
po’ il suo “scudiero” e si occupava della manutenzione delle barche,
prima di ogni gara, non lasciando nulla al caso affinchè l’amico
Palmiro potesse centrare la vittoria.

sabato 6 febbraio 2010

Infortunio mortale ai De Poli, Inail e Fiom parti civili


Nuovi testimoni sfileranno nel procedimento per l’infortunio sul lavoro
che il 19 maggio del 2007 costò la vita a un operaio rumeno di 53 anni,
Valentin Iancu, colpito da una gru all’interno dei cantieri navali De
Poli. In particolare, saranno sentiti il responsabile dello Spisal che
eseguì i primi rilievi sul luogo della tragedia, nonché due ingegneri
all’epoca dirigenti dei cantieri navali di
Pellestrina.
Lo ha deciso ieri il giudice per l’udienza preliminare, Roberta
Marchiori, che ha rinviato per questo l’udienza al prossimo 4 marzo. É
stata anche fissata la successiva udienza, il 23 marzo, quando il gup
deciderà sulle sorti processuali dei sette imputati. Quattro hanno
chiesto il patteggiamento: Davino, Giovanni e Giancarlo De Poli (pena
ipotizzata: 10 mesi e 20 giorni), nonché il gruista, Ivan Vlasic (un
anno e 4 mesi). Due hanno chiesto di essere giudicati con il rito
abbreviato: Chiara De Poli e il direttore generale dei cantieri,
Massimo Iuris. L’ultima posizione è quella di Francesco Orlandini,
titolare della cooperativa per cui lavorava la vittima, l’unico a
questo punto per cui il gup dovrà decidere l’eventuale rinvio a
giudizio. Ieri, intanto, è stata battaglia sulla costituzione di parte
civile da parte dell’Inail e della Fiom metropolitana. I difensori
degli imputati si sono battuti contro queste costituzioni, in
particolare quella della Fiom. Ma il gup le ha ammesse entrambe. I
parenti della vittima, invece, risarciti con 500mila euro
dall’assicurazione dei cantieri navali, non si sono costituiti parte
civile.

venerdì 5 febbraio 2010

Siamo riconoscenti a medici e infermieri

Mercoledì 3 Febbraio 2010

Siamo i familiari di Scarpa Loredano deceduto in seguito ad un grave
incidente dopo 16 giorni di coma. Desideriamo esprimere attraverso “Il
Gazzettino” la nostra riconoscenza al personale medico e
infermieristico del distretto di Pellestrina
per la tempestività e la professionalità nei soccorsi, all’elisoccorso
arrivato in breve tempo e ai vigili del fuoco che hanno dovuto lavorare
oltre un’ora per liberare il nostro caro dalle lamiere dell’Ape Car,ed
a tutte quelle persone che in qualsiasi maniera hanno aiutato il nostro
caro e sfortunato congiunto. Un caloroso e particolare ringraziamento
ai medici e agli infermieri delle rianimazione dell’ospedale
“All’Angelo”, per l’umanita, la professionalità, e il calore umano che
ci hanno trasmesso, oltre alla tenacia di tentare in tutti i modi di
strappare Loredano alla morte. Purtroppo le lesioni erano troppe e
troppo gravi. In questi momenti in cui ci si sente improvvisamente
proiettati in una realtà inimmaginabile è vitale trovare degli esseri
umani che con competenza professionale e grande umanità ti danno il
loro sostegno. Non c’è solo malasanità e indifferenza nel nostro Paese
esistono ancora i valori umani e capacità organizzative e professionali
eccellenti. Un grazie di cuore a tutti voi dai fratelli e tutti i
familiari di Loredano Scarpa Bolla.
     
Fratelli Scarpa    
      Pellestrina

Incidente alla De Poli, tre chiedono di patteggiare

Mercoledì 3 Febbraio 2010

Hanno chiesto il patteggiamento tre componenti della famiglia De Poli
in relazione all’infortunio sul lavoro che, il 19 maggio del 2007,
costò la vita all’operaio romeno di 53 anni Valentin Iancu, in servizio
all’interno dei cantieri navali di
Pellestrina.
Si tratta del presidente Giovanni De Poli e dei consiglieri Davino e
Giancarlo. Chiara De Poli, invece, ha chiesto di essere giudicata con
rito abbreviato assieme al direttore generale dei cantieri, Massimo
Iuris, che aveva la delega alla sicurezza. Chiara De Poli sostiene di
non aver avuto tra le competenze quella della sicurezza e di essere
stata all’estero.

      Opterà per il patteggiamento anche Ivan
Vlasic, l’operaio della ditta Sea, che la mattina dell’incidente si era
messo ai comandi della gru che colpì Iancu, facendolo precipitare al
suolo. Sotto accusa è finito, infine, Francesco Orlandini, titolare
della Cooperativa per la quale lavorava la vittima, i cui familiari
sono già stati risarciti prima del processo.

Vongole & coca, in 17 patteggiano

Mercoledì 3 Febbraio 2010

Diciassette patteggiamenti al processo nei confronti dei componenti
della presunta organizzazione, sgominata dalla Guardia di Finanza,
accusati di pesca abusiva di vongole in zone proibite della laguna. Ad
alcuni degli imputati era contestato anche lo spaccio di cocaina: tra
questi Jurghen Michieli, 34 anni, di Burano, il quale ha patteggiato 2
anni e 8 mesi di reclusione; Andrea Rizzi, 40 anni, di Venezia, che ha
patteggiato due anni e 6 mesi; Alessandro Vio, 32 anni, di Burano (1
anno e 4 mesi); Massimo Dorotini, 31 anni, di Venezia (1 anno); Enrico
Rossi, 35 anni, di Burano (1 anno e 2 mesi); Damiano Rossi, 29 anni, di
Cavallino-Treporti (9 mesi e 10 giorni).

      Gli altri
patteggiamenti si riferiscono, a vario titolo, ai reati di
danneggiamento dei fondali attraverso l’utilizzo di strumenti per la
pesca delle vongole come la cosiddetta "giostra" e commercializzazione
di molluschi pericolosi per la salute pubblica. Pena di 1 anno a
Giuliano Boscolo Meneguolo, 41 anni, di Chioggia; 1 anno a Roberto
Bullo, 47 anni, di Chioggia; 10 mesi ad Arberor Mocka, 37 anni, Burano;
1 anno ad Emanuela Fongher, 35 anni, Pellestrina; 6 mesi a Federico
Boscolo Boscoletto, 40 anni, di Chioggia (in continuazione con una
precedente condanna inflitta a Milano, per un totale di 4 anni di
reclusione); 1 anno a Jessica Ghezzo, 30 anni, di Pellestrina; 8 mesi e
15 giorni ciascuno a Denis Michieli, 37 anni, Cavallino-Treporti;
Giorgio Michieli, 59 anni, Burano; Massimo D’Este, 48 anni, Burano;
Alessandro Dei Rossi, 41 anni, Burano e Andrea Zane, 47 anni, Burano.

     
Nel febbraio del 2009, l’operazione coordinata dal pm Giorgio Gava fece
finire in carcere sette persone; ad altri impose domiciliari od obbligo
di dimora. Secondo la procura, i molluschi pescati in zone pericolose
sarebbero stati immessi sul mercato attraverso le ditte "Produttori
veraci Cavallino" e Marinomar di Pellestrina.

Venezia porto "verde" Accordo con l’Enel

Mercoledì 3 Febbraio 2010

Olio combustibile dalle alghe per una centrale elettrica "pulita".
Pannelli solari. Banchine elettrificate per evitare l’inquinamento
delle navi alla fonda. Il porto di Venezia vuole diventare un esempio
dell'economia verde ed entro 5 anni dotarsi di tutte le tecnologie che
possono servire ad abbattere l’inquinamento e a sviluppare nuovi
impianti per produrre energia con fonti rinnovabili.

      Ieri il
presidente dell'Autorità Portuale lagunare Paolo Costa ha firmato a
Roma, con l'amministratore delegato e direttore generale dell'Enel
Fulvio Conti, il protocollo di intesa finalizzato a ridurre le
emissioni delle attività svolte nello scalo lagunare. Un’analoga intesa
è stata firmata dal presidente dell'autorità portuale di La Spezia.

      La prima centrale ad alghe verrà realizzata entro fine anno a Pellestrina,
isola della laguna veneziana. «L’accordo tra il Porto di Venezia e
Veneto Agricoltura verrà firmato domani, nell’ambito del convegno-fiera
internazionale Energy For Green Ports, e prevede l’installazione di
cinque bioreattori e tutta la filiera per arrivare alla produzione di
olio combustibile che servirà a produrre elettricità - spiega
Giampietro Ravagnan, 64 anni, professore all’università di Ca’ Foscari
di Microbiologia, facoltà di Scienze Ambientali, curatore del progetto
del conto dell’autorità portuale veneziana - un investimento di
8-900mila euro per arrivare a produrre circa 100kw, cioè soddisfare
alle necessità di energia elettrica per una trentina di famiglie. Si
tratta comunque di un impianto sperimentale, cioè servirà per
realizzare la "vera" centrale industriale nell’isola delle Tresse, di
fronte a Marghera». Un impianto a tutto tondo: «La centrale ad alghe,
che verrà realizzata entro due anni, produrrà 10 megawatt per
soddisfare tutto il fabbisogno di elettricità del Porto di Venezia,
ovviamente integrato con il fotovoltaico e il solare». L’esempio:
l’impianto made in Rubbia che verrà esposto al terminal passeggeri.

     
L’ente guidato da Paolo Costa ha già in programma si sviluppare
pannelli fotovoltaici per 18mila metri quadrati per arrivare a produrre
3 mgw, cioè soddisfare i fabbisogni energetici equivalenti di un
migliaio di famiglie. «L’altro intervento che stiamo studiando è quello
di realizzare delle banchine elettrificate con cui fornire di energia
le navi alla fonda - spiega Ravagnan - in modo da evitare
l’inquinamento che deriva dall’attività dei motori elettrici diesel
degli scafi». Un progetto che sviluppa anche l’Enel.

sabato 30 gennaio 2010

Incidente a Pellestrina, muore sedici giorni dopo

Loredano Scarpa, falegname in pensione, era stato travolto da un furgone mentre era alla guida di un Ape


(L.M.) La sua lotta contro la morte è durata sedici giorni. E’ morto,
ieri mattina all’ospedale di Mestre dove era ricoverato in


coma,
Loredano Scarpa, 75 anni pensionato ex falegname di Pellestrina
conosciuto e benvoluto in tutta l’isola. L’incidente stradale è
avvenuto a Pellestrina lo scorso 13 gennaio: era alla guida del suo
apecar ed è stato travolto, all’altezza dei cantieri De Poli, da un
furgoncino del servizio mensa scolastica. Loredano Scarpa era una
persona generosa e disponibile, in particolare verso i bambini, e per
oltre cinquant’anni ha mantenuto in isola un suo laboratorio di
falegnameria. Cercava sempre di accontentare tutti e questo lo aveva
fatto apprezzare e conoscere. Da qualche anno, anche per la difficoltà
a trovare un ricambio generazionale, Loredano Scarpa era andato in
pensione e si dedicava alle sue passioni: ovvero la pesca e la
coltivazione di un piccolo appezzamento di terra. Abitava, insieme a
una sorella, nel sestiere Scarpa 1117. Amico fraterno del “re del remo”
Palmiro Fongher, era un po’ il suo “scudiero” e si occupava della
manutenzione delle barche, prima di ogni gara, non lasciando nulla al
caso affinchè l’amico Palmiro potesse centrare la vittoria. Pur non
avendola mai praticata ai remi, infatti, la voga veneta era un altro
dei suoi grandi amori, così come l’Inter, sua squadra del cuore, che
non ha mai smesso di seguire con molta partecipazione. Lascia sei
fratelli. Non ancora fissata la data dei funerali.

venerdì 29 gennaio 2010

Patteggia la coppia che coltivava marijuana


Hanno scelto di patteggiare e sono tornati liberi i due fidanzati di
Pellestrina, F. S., 30 anni, e E. V., 27 anni, arrestati l’altro giorno
dai carabinieri per aver avviato, in un appartamento dell’isola, una
coltivazione di marijuana, con conseguente essicazione e spaccio. I
due, assistiti dall’avvocato Aldo Ghezzo, sono comparsi ieri davanti al
giudice monocratico Moretti negli uffici giudiziari di Mestre.
All’uomo, F. S., è stata applicata una pena di tre anni e 12.000 euro
di multa, con l’obbligo di firma, due volte la settimana, dai
carabinieri di Pellestrina. Più leggera la posizione della donna, E.
V., che avrebbe assecondato malvolentieri le iniziative del compagno.
Ha comunque patteggiato una pena di un anno, 10 mesi e 8.000 euro di
multa, con la sospensione condizionale della pena. A spingere i due
giovani a improvvisarsi coltivatori di marijuana sarebbero state le
difficoltà economiche. L’uomo, un paio d’anni fa, aveva rilevato un
negozio di floricoltura, il Magic Green al Lido, ma gli affari non
erano andati secondo le previsioni. Di qui la decisione di buttarsi
sulla marijuna. Prodotta e lavorata a domicilio, per poi essere venduta
a una clientela selezionata di residenti tra Lido e Pellestrina.
Nell’appartamento utilizzato dalla coppia per la coltivazione, i
carabinieri hanno trovato ben 60 piante di marijuana già alte tra un
metro e mezzo e i due metri, prossime alla maturazione, con tanto di
illuminazione a lampade alogene.

Via libera al Piano arenili, salva la spiaggia di Visconti

Il provvedimento andrà in Consiglio comunale per l’approvazione

(L.M.) La commissione Urbanistica ha licenziato ieri pomeriggio il
Piano particolareggiato degli arenili del Lido e quello di Pellestrina.
Così ha stabilito la seduta, presieduta da Saverio Centenaro, con la
presenza anche del parlamentino isolano (che già aveva espresso parere
positivo). Entrambi i provvedimenti potrannno dunque passare al vaglio
del consiglio comunale la prossima settimana. Se non ci saranno
problemi in Consiglio, anche il Piano di Pellestrina, che ieri veniva
esaminato per la prima volta dai consiglieri, potrà essere adottato. E
questo permetterebbe di valutare, fin da subito, per l’estate 2010, il
rilascio di alcune concessioni. Per il Lido, invece, si è conclusa una
discussione aperta da tempo. Sono stati esaminati alcuni emendamenti,
proposti dall’assessore, che permetteranno di “salvare” la storica
spiaggia dei “Bagni Alberoni” che risale ai primi del ‘900 per la quale
c’era stata anche una mobilitazione dei bagnanti con la raccolta di
oltre duemila firme. Tornando a Pellestrina, invece, per la prima
volta, potranno esserci così dei piccoli stabilimenti balneari lungo
l’arenile. Nel Piano è infatti prevista la possibilità di assegnare una
quindicina di concessioni per attrezzare un tratto di arenile lungo
circa 1.800 metri. Ciascun stabilimento titolare della concessione (in
realtà per stabilimento si intende un piccolo chiosco) avrà poi la
possibilità di affittare ai bagnanti, sdraio, lettini e ombrelloni.

giovedì 28 gennaio 2010

In casa una serra di marijuana

I carabinieri di Chioggia arrestano una coppia di fidanzati
Lui, Flaminio Scarpa, è titolare di un negozio di floricoltura al Lido



Produttori e spacciatori di marijuana per battere la crisi economica.
Così si sono giustificati i due fidanzati di Pellestrina, Flaminio
Scarpa, 30 anni, ed Erika Vianello (27) arrestati l’altra mattina dai
carabinieri della Compagnia di Chioggia con il supporto dei colleghi
della locale stazione.

      Lui, infatti, da un paio d’anni aveva
rilevato un negozio di floricoltura, il Magic Green, con sede in via
Lepanto al Lido. Ma gli affari non andavano come si aspettava e quindi
ha deciso di allargare l’offerta puntando su un settore che a quanto
pare non conosce recessione alcuna. Due i fronti aggrediti
dall’intrepido commerciante: uno lecito, quello cioè della vendita di
semi di canapa indiana e di kit per la loro coltivazione, il tutto per
lo più "made in Olanda" e ordinato on line. L’altro illecito, quello
cioè della coltivazione a domicilio delle piantine di "maria" e della
successiva lavorazione per ottenere il prodotto finito da proporre per
lo più a


un clientela selezionata residente nelle due isole.
     
Manco a dirlo, quest’ultima è l’attività di gran lunga più redditizia e
praticata su vasta scala. A dimostrarlo la serra superprofessionale
allestita in uno degli appartamenti in uso a Flaminio e affittato da
Erika, in via Pellestrina 594: al terzo piano i militari dell’Arma
hanno trovato ben sessanta piante che avevano già raggiunto un’altezza
compresa fra il metro e mezzo e i due metri, prossime a maturazione,
con tanto di impianto di illuminazione a lampade alogene. Al secondo
piano invece, tutto il necessario per l’essicazione che avveniva
all’interno di un armadio adattato allo scopo, e l’occorrente per la
trasformazione e la confezione della sostanza da commercializzare:
bilancini, calendari di semina e resoconto delle operazioni e materiale
per il confezionamento. Tutto posto sotto sequestro insieme a 700
grammi di marijuana di buonissima qualità (dieci euro al grammo il
prezzo al dettaglio) e a quasi diecimila euro in contanti. Dai
riscontri degli uomini del capitano Antonello Sini, la coppia era già
al suo terzo raccolto: «Al negozio di Scarpa ci siamo arrivati - spiega
- grazie a un’indagine scaturita in coordinamento con altre procure del
Nord Italia che da tempo sono sulle tracce dei traffici riscontrabili
dalla compravendita di semi di marijuana in internet». 
Flaminio ed
Erika verranno processati oggi per direttissima per produzione di
sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Per lo stesso reato sono stati
indagati in stato di libertà altri cinque pellestrinotti: due
conviventi V.J. di 26 anni e C.C. di trenta, E.S. di 27 anni, D.B. di
cinquanta e M.V. di 26.