domenica 17 gennaio 2010

I pescatori di Chioggia e Pellestrina chiedono chiarezza sulla gestione delle concessioni


(T. C.) Nei prossimi giorni le maggiori cooperative di pesca di
Pellestrina e di Chioggia si riuniranno per esprimere un documento
congiunto ed ufficiale contro l’opera del Gral e dell’amministrazione
provinciale, tale da farlo pervenire alla commissione Pesca di
mercoledì. I rilievi riguarderanno soprattutto il problema delle sede
legali e operative delle ditte assegnatarie e l’aspetto definito
“oscuro” e personalistico espresso dalla direzione Di Nora. «Per essere
concessionari di aree di laguna veneziana - anticipano i pescatori - le
aziende devono essere iscritte al Gral ed essere in possesso di una
fideiussione di garanzia, oltre all’assicurazione e ai nominativi dei
pescatori abilitati ad entrare nell’area. Vedremo se le due aziende,
che continuiamo a reputare rodigine, hanno presentato simili requisiti.
Continuiamo a lamentare di essere stati lasciati fuori dalle decisioni
di assegnazione del Gral, che precedentemente lo stesso direttore aveva
promesso come condivise con noi ed avallate dall’assessore alla Pesca».

      L’assessore Giuseppe Canali ribatte: «Il Gral esiste proprio
in quanto ente che assegna e delibera, altrimenti per le assegnazioni
non avremmo costituito un Gral ma un ufficio assegnazioni e concessioni
all’interno dell’assessorato alla Pesca».

venerdì 15 gennaio 2010

Pellestrina , spiagge ma anche alberghi

E il nuovo Prg prevede pure strutture ricettive



Il Piano degli arenili di Pellestrina è giunto alle battute finali.
Questo è quanto emerso in un incontro avvenuto l’altra sera, in isola,
durante una seduta della commissione urbanistica della Municipalità,
cui hanno partecipato anche i tecnici comunali Pilla e Borin. Davanti a
un pubblico numeroso, Pilla ha spiegato che il Piano è pronto per
essere portato in Municipalità per le osservazioni. Il passo successivo
sarà il passaggio in commissione comunale per l’adozione da parte del
consiglio comunale, prima dell’ormai prossima decadenza, quindi
all’incirca verso metà febbraio. Ma l’iter prevede pure, come momento
finale, l’arrivo in Regione per il parere conclusivo. Quasi una corsa
contro il tempo con un’accelerata improvvisa, ma prevedibile. A
Pellestrina, infatti, vi è una enorme necessità di intravedere una
ripresa economica, che attualmente può essere data solo dalle spiagge.
D’altro canto, se queste continuano a rimanere del Comune, senza alcun
investimento da parte dei privati, rischiano di diventare un fardello
pesante per i costi di pulizia e manutenzioni.

      Il quadro
emerso ieri è quello di una Pellestrina turistica, con 6.000 ombrelloni
e sdraio, suddivisi in 18 stabilimenti balneari di diverse metrature
(50, 100, 200 metri), posti a fronte dei pennelli, nelle zone più
fruite, davanti al centro abitato, ma anche in zone attualmente
“deserte”, ma che saranno interessate dalla vicinanza di strutture
recettive. E qui c’è la novità; la Regione ha infatti adottato la
variante al Piano regolatore dell’isola, fermo oramai da circa cinque
anni. E questo prevede in alcune zone, attualmente disabitate, la
creazione di un villaggio turistico e di alcune strutture recettive. Ed
ecco che se 18 stabilimenti, in un’isola che non ha alberghi e
pensioni, poteva sembrare folle, Con l’arrivo, seppur non immediato, di
strutture, vi è il tempo per pensare a una riconversione turistica
dell’isola. Restano certo le perplessità, soprattutto pratiche: dal
mancato ripascimento di una spiaggia che non è naturale, e che le
continue mareggiate di questi ultimi anni hanno considerevolmente
ridotto; fino al problema degli accessi, non tutti a norma. A questo
punto se ne riparlerà in Municipalità.

Scontro a Pellestrina, sempre grave l’anziano


(L.M.) Restano gravissime le condizioni di Loredano Scarpa, il
pensionato di 75 anni, ex falegname molto conosciuto in isola, rimasto
schiacciato tra le lamiere del suo Apecar, in seguito all’incidente
stradale di mercoledì mattina, a Pellestrina. L’uomo si trova
ricoverato, in prognosi riservata, nel reparto di Rianimazione
dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. Ieri Scarpa è stato sottoposto ad
un delicato intervento chirurgico per cercare di ridurre alcune
fratture, ma a preoccupare i sanitari è soprattutto il forte trauma
cranico riportato. Nel frattempo i carabinieri sono al lavoro per
ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente verificatosi lungo la
strada comunale Murazzi, all’altezza dei cantieri De Poli. Durante
un’inversione di marcia, l’Apecar di Scarpa avrebbe occupato la corsia
da dove proveniva un furgoncino del servizio mense delle scuole di
Pellestrina, che lo ha travolto in pieno.

Ladri in azione nell’isola, "visitata" una serie di appartamenti




(L.M.) Furti nelle abitazioni di San Pietro in Volta a Pellestrina. I
“topi” d’appartamento si aggirano anche qui. Una novità per questa
piccola comunità, dove tutti si conoscono. E dove non è raro trovare,
tra i residenti, chi esce di casa senza chiudere la porta d’ingresso.
Negli ultimi tempi, però, si è registrato qualche segnale in
controtendenza rispetto al passato. E anche l’altra sera, al rientro a
casa, alcuni abitanti hanno trovato i loro appartamenti tutti sotto
sopra, segno del passaggio dei ladri che si sono impossessati di
oggetti personali e soldi in contanti. La notizia ha avuto una notevole
eco tra gli isolani. Gli appartamenti visitati dai ladri sono stati
tutti “alleggeriti” con la stessa metodologia tanto da far ipotizzare a
una matrice comune e ad un unico gruppo di responsabili. I ladri hanno
agito, a quanto pare, riuscendo a non destare troppi sospetti. Una
volta all’interno, in pochi minuti, hanno fatto manbassa di tutto ciò
che si poteva afferrare e hanno lasciato l’isola probabilmente in
barchino.

Provincia e pescatori. É braccio di ferro

Zaccariotto: «Le ditte di Rovigo hanno una sede a Chioggia»

Ca’ Corner cerca di smorzare i toni, ma i pescatori di Chioggia e
Pellestrina non ci stanno. Di certo le posizioni - nonostante tutto -
sembrano abbastanza distanti. Di mezzo ci sono le dimissioni del
direttore del Gral, acronimo di "Gestioni risorse alieutiche lagunari",
Erminio Di Nora presentate non in questi giorni, ma oltre una decina di
giorni fa per "motivi di salute" a Francesca Zaccariotto. La presidente
- fanno sapere i bene informati - si è ancora riservata di accoglierle
o meno.

      Ma al di là del futuro di Di Nora e del Gral e alle
critiche dei pescatori di Chioggia e di Pellestrina che avevano
attaccato nei giorni scorsi lo stesso Di Nora, "reo" di aver assegnato
alcune aree di coltivazione dei molluschi in laguna a due ditte di
Rosolina (Ro), di cui in una delle quali era anche consulente, la
Provincia ha pensato bene di passare al contrattacco. «Nessuna
concessione - ha tagliato corto Zaccariotto - è stata rilasciata a
cooperative estranee al territorio della provincia di Venezia. Entrambe
le ditte hanno una sede legale a Chioggia come risulta da una visura
camerale. Le concessioni sono state assegnate con un tavolo aperto,
senza che nessuna cooperativa avesse qualcosa da eccepire, risultano
quindi infondate eventuali proteste. In un momento così difficile per
le attività produttive del nostro territorio sarebbe opportuno
armonizzare e verificare ogni istanza». Insomma, bocce ferme e
volemose bene.
Ma qualche "problemino" comunque ci deve pur essere. Più di qualche
pescatore, infatti, ha ipotizzato sulla base di questa logica, che ben
presto possa arrivare in laguna anche una cooperativa croata
"naturalizzata" italiana, con sede legale a Chioggia o a Sant’Erasmo.
Bella matassa da sbrigliare, quindi. Ma al di là del caso Di Nora, la
Provincia ha dovuto incassare un paio di "no grazie" dai pescatori
sulla distribuzione delle concessioni in laguna. Ad esempio nell’area
di Sacca Sessola su 177 ettari, solo 9 cooperative hanno accettato gli
spazi assegnati, mentre altre 13 hanno opposto un netto rifiuto.

     
E mancano ancora all’assegnazione 95 ettari a Pellestrina; 140 a
Chioggia; 88 a Sacca Sessola; 50 in Laguna Nord. «Abbiamo sempre fatto
un buon lavoro - si difende l’assessore alla Pesca, Giuseppe Canali -
Abbiamo risanato il Gral, aperto una dialogo con il Magistrato alle
Acque e avviato la distribuzione degli spazi in laguna. Abbiamo sempre
agito con trasparenza».

      Ma chi, invece, va all’attacco è l’ex
assessore Andrea Ferrazzi (Pd), ora capogruppo di minoranza: «Aver
assegnato 50 ettari di laguna a due aziende di Rosolina - denuncia - va
contro lo spirito dello Statuto, degli indirizzi della Provincia e del
Magistrato alle Acque. Tutto ciò sta determinando una pesante perdita
di credibilità di Ca’ Corner su un settore delicato per la laguna. Cosa
intende fare la presidente per restituire trasparenza e credibilità
alle scelte della Provincia?».

giovedì 14 gennaio 2010

Morto a Pellestrina Amelio Gavagnin "Pendolin"


Il mondo della voga ha perso un campione. Si è spento la scorsa notte,
nella sua abitazione di Pellestrina, a 75 anni, Amelio Gavagnin
“Pendolin”. Una vita
trascorsa nel mondo del remo, bandierato nella
Storica e in altre competizioni; un giudice di gara. Socio fondatore
della “Remiera Pellestrina”, di cui era presidente onorario; per
decenni ha donato il suo apporto tecnico e umano ai giovani che
intraprendevano questo sport.

      Era un eterno “rivale” di Sergio
Tagliapietra "Ciaci" e di Palmiro Fongher, con cui condivideva una
competizione amichevole ed affettuosa. Figura burbera ma dal cuore
d’oro, da oltre un decennio era attivo anche nel sociale. Aveva a cuore
soprattutto gli anziani dell’isola. E proprio per questo, insieme ad un
gruppo nutrito di coetanei, una decina di anni fa, aveva fondato uno
dei gruppi di anziani autogestiti, il “Pellestrina Isola Unita”, di cui
era presidente.

      “Pellestrina ha perso una figura importante”
commenta Gianantonio Gavagnin, presidente uscente dell’associazione
Remiera. “Era un uomo pulito, vitale, generoso, su cui si poteva
contare”. I funerali venerdì alle ore 10.45 nella chiesa di Ognissanti.

      Annalisa Busetto

Scontro tra Apecar e pullmino, anziano in fin di vita


(L.M.) Ha cercato di fare inversione di marcia, finendo per occupare la
corsia da dove proveniva un furgoncino del servizio mense delle scuole
di Pellestrina, che lo ha travolto in pieno. Un pensionato di 75 anni,
L.S., si trova ricoverato, in condizioni disperate, nel reparto di
Rianimazione dell’ospedale dell’Angelo a Mestre, dopo l’incidente di
ieri a Pellestrina. La sua prognosi è riservata, visto il trauma
cranico riportato e un politraumatismo diffuso. L’incidente è avvenuto
poco prima delle 12.30, lungo la strada comunale Murazzi (lato mare)
all’altezza dei cantieri De Poli. L’uomo era alla guida di un piccolo
apecar e perciò nell’urto è rimasto letteralmente schiacciato,
prigioniero delle lamiere dell’abitacolo del veicolo.

      Sul
posto sono intervenuti i carabinieri, che si sono occupati di tutti i
rilievi, i vigili del fuoco del Lido ed anche di Venezia, oltre
all’elicottero del “115”. L’operazione più difficile è stata proprio
quella di estrarre l’uomo, per fortuna ancora in vita anche se le sue
condizioni sono parse subito critiche, dall’ape. Per i soccorsi è stato
allertato anche l’elicottero del Suem, arrivato in pochi minuti
dall’ospedale di Padova, che ha caricato subito a bordo L.S, portandolo
all’Angelo di Mestre. L’incidente ha ovviamente comportato
rallentamenti alla circolazione stradale di Pellestrina e difficoltà,
per il personale della navigazione Actv, di raggiungere il ferry boat.
Perciò sono saltati alcuni turni.

martedì 12 gennaio 2010

Nasce Pellestrina beach

Via libera dalla giunta comunale al nuovo Piano degli arenili
Spiagge attrezzate, lettini ombrelloni e strutture ricettive

La giunta comunale ha approvato ieri il Piano degli arenili per l’isola
di Pellestrina. Così, per la prima volta, anche a Pellestrina, potranno
sorgere dei piccoli stabilimenti balneari.

      Nel Piano è
infatti prevista la possibilità di assegnare una quindicina di
concessioni per attrezzare un tratto di arenile lungo circa 1800 metri.
Ciascun stabilimento titolare della concessione (in realtà per
stabilimento si intende un piccolo chiosco) avrà poi la possibilità di
affittare ai bagnanti, sdraio, lettini e ombrelloni. Ora si cercherà di
spingere il piede sull’acceleratore per fare in modo che il Piano degli
arenili possa essere licenziato prima della scadenza del mandato
dell’attuale consiglio comunale.

      «L’adozione del Piano da
parte della giunta comunale – spiega il presidente della Municipalità
Giovanni Gusso – è un passaggio già significativo. Se si riuscirà a
passare velocemente in consiglio comunale, prima della fine del
mandato, non è escluso che alcune domande, da parte di potenziali
concessionari interessati, possano essere valutate in tempi brevi, e
quindi rilasciate le autorizzazioni in tempo per la prossima stagione
balneare 2010».

      Inoltre nel nuovo strumento urbanistico è
inserita l’opportunità di aprire strutture turistiche ricettive, tra le
quali un camping, in questo modo per l’isola si aprono anche nuove
strade di sviluppo economico: la produttività di Pellestrina, vista la
profonda crisi della pesca e la chiusura dei cantieri De Poli, deve
guardare anche ad un possibile sviluppo turistico, fino ad oggi mai
considerato.

      In settimana l’intero Piano degli arenili verrà presentato anche a Pellestrina.

Un nuovo tetto per il palasport


Il palasport di Portosecco avrà un nuovo tetto. Ieri la Giunta comunale
ha approvato il progetto di rifacimento della copertura di questa
struttura di fatto mai utilizzata, proprio a causa dei gravi difetti
del tetto che per ben due volte è stato messo fuori uso dal maltempo:
nel 2004, appena completato, e nel 2006, poco prima dell’inaugurazione
ufficiale. Non a caso, adesso i circa 300 mila euro necessari
all’intervento provengono proprio dai rimborsi già pagati al Comune
dalle assicurazioni. La Giunta di ieri ha approvato anche un altro
progetto che riguarda Pellestrina e in particolare il suo cimitero: con
circa 550 mila euro saranno realizzati 96 loculi e 70 ossari nuovi,
oltre ad essere restaurato il vecchio ossario.


domenica 3 gennaio 2010

Pronto soccorso. Attesa infinita

Giovedì 31 Dicembre 2009

Con la presente denuncio quanto accaduto domenica scorsa. Il giorno di
Natale, a seguito di una brutta caduta ho riportato un trauma al piede;
abitando a
Pellestrina ho deciso di
attendere l'indomani per valutare se potesse esserci frattura o altro.
Il giorno seguente il dolore era diminuito ma non riuscivo a camminare
e così domenica mattina mi sono recata al Pronto Soccorso per
accertamenti, rivolgendomi all’ospedale civile. Arrivati
all'accettazione l'infermiere mi chiede nome e per quale motivo ero lì.
Rispondo consegnando documenti e spiegando in breve il motivo della
visita. Mi dice che ci saranno da attendere almeno due ore o più.
Passano tre ore tutti entrano ed escono ma noi rimaniamo nell'angolino.
Mi reco allo sportello e chiedo quanto più o meno c’è ancora da
attendere e mi dicono che ci sono altri 5 pazienti prima di me. Passa
un'altra ora e a quel punto il tempo di attesa è di 4 ore e, vedendo
sempre tutti gli altri pazienti entrare ed uscire dalla sala d'attesa,
tranne noi, torno a chiedere informazioni. L’infermiere guarda il
monitor e mi dice che ora di persone prima di me sono 8 e che non sa
dirmi quando sarà il mio turno.

      Un po' disorientata chiedo
spiegazioni riguardo il metodo utilizzato perchè, pur avendo massimo
rispetto per le urgenze, per le precedenze date dall'età, ecc., ci sarà
pur un momento dove anch'io, donna giovane, sana, con un trauma ad un
piede potrò essere visitata e mandata a fare delle radiografie?
L’infermiere mi risponde che, essendo un codice bianco non ho
precedenza e quindi non sa darmi un tempo d'attesa. Quando però sono
arrivata il tempo d'attesa a suo dire era di 2 ore 2 ore e mezzo...

     
Alla fine, a causa dell'atmosfera molto molto tesa, colma di puzza di
sudore, maleducazione, ignoranza e zero comprensione, ho deciso di
andarmene, senza niente di fatto... Ho vissuto all'estero per 5 anni e
quando si entrava in Pronto Soccorso la prima cosa che veniva fatta
dall'accettazione era farti compilare un questionario sul motivo per
cui ti trovavi lì; lo stesso veniva visionato da un medico (non
infermiere o altro!) ti dava un'occhiata veloce, decideva il grado di
priorità e se mandarti a fare degli esami specifici. A quel punto ti
veniva consegnato un numero e sul tabellone potevi controllare il tempo
da attendere. Le urgenze avevano una corsia preferenziale ma tutti
avevano diritto ad andare nel reparto per fare gli accertamenti e dopo,
solo dopo, attendere il proprio turno per la diagnosi e l'eventuale
cura o ricovero. Tanto difficile? Non mi sembra...

      Io
fortunatamente non avevo niente di grave però ho capito cosa provano
certe persone, soprattutto anziani, che non possono difendersi e
difendere i loro diritti.

      Evelyn Vianello    
     
Pellestrina