giovedì 8 febbraio 2007

Incidente mortale sul lavoro ieri nel cantiere navale De Poli a Pellestrina



Un lavoratore croato,
Panic Marijan, 47 anni alle dipendenze in una ditta che lavora in
cantiere in subappalto, ha perso la vita dopo aver compiuto un volo di
alcuni metri. L'incidente è avvenuto poco dopo le 15, in orario di
lavoro, con modalità che sono ancora al vaglio degli inquirenti. Dai
racconti dei presenti, pare che l'uomo, che lavorava li' da un po' di
tempo, fosse parecchio esperto. E proprio per questo, la sua appare una
morte incomprensibile. Da ciò che è dato sapere, il croato stava
lavorando su un ponte coperta, ad una altezza di 5-6 metri, insieme ad
un altro collega, che però non ha visto nulla. Si sarebbe reso conto
dell'accaduto soltanto dopo aver sentito un tonfo. L'operaio croato è
improvvisamente caduto giù, fino in sintina, praticamente in sala
macchine, e probabilmente è morto sul colpo. Gli operatori del Suem,
infatti, una volta giunti sul posto non hanno potuto far altro che
constatarne il decesso. Anche l'elicottero, arrivato per accelerare il
trasporto in ospedale, è tornato indietro vuoto.

Sul
luogo dell'incidente sono arrivati immediatamente i carabinieri
dell'isola, e nel tardo pomeriggio anche lo Spisal. «Non so che dire -
commenta Davino De Poli, amministratore unico del cantiere - è una
tragedia grandissima. In 54 anni di attività non mi è mai capitato
nulla del genere. Non ero presente al momento dell'accaduto, ora sono
qui che cerco di dare un senso a questa morte per me incomprensibile,
perchè dal luogo di lavoro, alla posizione, alla caduta, nulla fa
capire quanto è avvenuto. Non era un mio dipendente, ma era
regolarmente assunto da una delle ditte che lavorano per noi in
subappalto. E tutti coloro che lavorano in cantiere sono sottoposti a
misure di sicurezza rigide come per i nostri dipendenti. Dal punto di
vista umano sono sconvolto, è un colpo duro». Marijan lascia moglie e
figli.

Il
sindacato non è stato certo ad aspettare. «Questa morte - tuona la Fiom
Cgil metropolitana di Venezia - solleva ancora un volta,
drammaticamente, il tema della sicurezza nei cantieri navali e i rischi
che vengono corsi quotidianamente dei lavoratori, soprattutto da quelli
impegnati nelle imprese di appalto. L'incidente è avvenuto mentre era
in corso un'assemblea. Il cantiere di Pellestrina
ha una presenza di lavoratori degli appalti elevatissima, molti sono
gli immigrati e anche nel cantiere De Poli - sostiene la Cgil in un
documento - dilaga il sistema delle paghe globali».Il sindacato
veneziano si appella poi alla magistratura affinchè venga compiuta
un'indagine rigorosa per accertare le cause dell'incidente mortale e
perseguire gli eventuali responsabili dell'accaduto.

«Siamo
a disposizione della magistratura - affermano la Fiom e le Rsu
dell'azienda - per contribuire all'accertamento delle responsabilità».
La Fiom e le Rsu esprimono il loro cordoglio alla famiglia e sono a
loro disposizione per tutto ciò di cui potranno avere bisogno.

Annalisa Busetto



mercoledì 7 febbraio 2007

La Finanza sequestra 21 tonnellate di vongole

PESCA Gli uomini della
Stazione navale di Venezia e della Stazione operativa di Chioggia hanno
rinvenuto una grande quantità di prodotto privo della documentazione
sanitaria
Nel mirino due ditte di Chioggia e Pellestrina: impossibile ricostruire la provenienza dei molluschi da immettere sul mercato

I finanzieri non si
fermano al solo controllo delle imbarcazioni che pescano abusivamente.
La Stazione navale di Venezia, infatti, ha realizzato un capillare
controllo anche sul versante della commercializzazione del prodotto. E
alla fine di questa verifica sono state rinvenute e quindi sequestrate
21 tonnellate di vongole in due ditte di Pellestrina
e di Chioggia. Il prodotto era privo della necessaria documentazione
sanitaria. A far decollare l'operazione del Reparto operativo
aeronavale è stato il fatto che i finanzieri sospettavano che molti dei
molluschi pescati in laguna venissero poi immessi nei canali
commerciali attraverso un compiacente accordo tra i caparozzolanti e i
responsabili di alcune ditte.

I
militari hanno così selezionato una serie di ditte ritenute sospette,
allo scopo di verificare se tutto il materiale ittico fosse stato
regolarmente raccolto e conferito. Gli uomini della Stazione navale di
Venezia e della Sezione operativa di Chioggia hanno quindi ispezionato
quattro ditte di Pellestrina e di
Chioggia per controllare la documentazione relativa al pescato.
L'obiettivo era quello di verificare i sistemi di confezionamento ed
etichettatura. Nella società cooperativa "M. di San Pietro in Volta"
sono sono state rinvenute 20 tonnellate di vongole e nella ditta "L.M.
di Chioggia" sono stati trovati 1050 chilogrammi di molluschi bivalvi.
In entrambi i casi, sottolineano i finanzieri che in questa operazione
sono stati aiutati dal personale dell'Asl 14 di Chioggia, è stato
impossibile risalire alla provenienza della vongole sequestrate perchè
erano prive dell'attestazione obbligatoria. Parte del prodotto,
inoltre, era stato confezionato con etichette riportanti date non
corrispondenti al vero. Dagli elementi raccolti, quindi, non si poteva
stabilire se il prodotto ittico avesse subito la prevista depurazione,
dove e quando era stato raccolto e se era idoneo ad essere consumato. I
titolari delle ditte, B.G. "M" di 37 anni residente a Chioggia ma
operante a Pellestrina , e la
signora B.S.G., di 26 anni di Chioggia, sono stati sanzionati per le
irregolarità sull'etichettatura, mentre le vongole sono state rigettate
in mare. La ditta di Chioggia deve rispondere anche sul fronte penale
perchè il prodotto era in parte scaduto.

Non
tutte le vongole sequestrate erano irregolari, ma a quanto pare i
titolari delle ditte avevano come mescolato i lotti di prodotto
inidoneo con quello regolarmente lavorato. A questo punto i militari
del Reparto operativo aeronavale, coordinati dal maggiore Alberto
Catone, stanno cercando di far luce anche sui vari passaggi di mano tra
pescatori e ditte.

martedì 6 febbraio 2007

Con la nebbia soccorsi Suem a rischio


Con la nebbia, i
pellestrinotti devono scordarsi il soccorso in idroambulanza. Sono
accaduti infatti nei giorni scorsi, in isola, due episodi che la dicono
lunga sul grado di tempestività del soccorso e sulla sicurezza di
questo in condizioni climatiche avverse, tant'è che su tali fatti, è
stata aperta un'inchiesta interna per verificare le modalità
dell'accaduto.

Nella
notte tra il 31 gennaio e il primo febbraio, una partoriente, già madre
di due figli, è stata accompagnata all'idroambulanza ancorata al
Nicelli del Lido in ambulanza, perchè con la nebbia da Venezia non si è
mosso nessun mezzo. Per capire bene la dinamica dei fatti, bisogna però
conoscere come funziona il servizio Suem nell'isola. Parte la chiamata,
e a seconda del codice segnalato dall'unità operativa, interviene
l'ambulanza con l'infermiere professionale a bordo. Se vi è la
necessità di trasporto all'ospedale civile, da Venezia parte
l'idroambulanza che attracca, dopo 30 minuti, se ce n'è subito una
disponibile, al pontile di S.Maria del Mare (n.d.r, sistemato circa un
mese fa, dopo la denuncia del Gazzettino). Intanto il paziente, viene
condotto sul posto dall'ambulanza di Pellestrina
. Quella notte, non essendoci il mezzo acqueo, è partita un'ambulanza
dal Lido, ed è arrivata con il ferry a S.Maria del Mare. Nel posto era
in attesa il mezzo dell'isola, che ha fatto scendere la signora per
farla imbarcare in quello appena arrivato. Il ritorno verso il Lido in
ferry, poi la discesa al Nicelli, dove l'idroambulanza (la nebbia c'era
comunque anche se il tragitto è più corto) ha condotto finalmente la
donna in ostetricia.

Il
secondo fatto, avvenuto il pomeriggio del 31 è forse più grave. Una
donna di S.Pietro in Volta, con emoraggia digestiva, è stata condotta
all'imbarco dell'idro per essere trasportata a Venezia, ma il mezzo è
arrivato e ripartito vuoto, perchè pare, ed è qui che scatta
l'indagine, la nebbia non avrebbe consentito un viaggio in sicurezza.
L'ambulanza dell'isola, non ha atteso l'arrivo di quella del Lido,
probabilmente vista la gravità della situazione, e si è imbarcata sul
ferry, lasciando comunque l'isola scoperta, nel caso di qualche
emergenza, per circa mezz'ora. Agli Alberoni, il mezzo del Lido,
allertato, ha fatto salire la donna, e anche in questo caso, l'ha
portata al Nicelli, e l'idroambulanza a Venezia. Praticamente una
sofferenza sulla sofferenza.

«Stiamo
ancora prendendo informazioni su ciò che è avvenuto quel giorno -
commenta il dott. Marino Patrizio, responsabile del Suem del Lido e Pellestrina
- e il tutto è passato al capodipartimento dott. Marchese che lo
trasmetterà poi alla direzione generale. Ciò che mi sento di dire è che
non c'è stata negligenza da parte di nessuno, che le azioni compiute
sono state rivolte alla sicurezza del paziente, e che tutti e due i
casi sono andati a buon fine. Noi abbiamo delle regole da rispettare
dateci dal Ministero, ma la nebbia purtroppo non è un evento
prevedibile».

Annalisa Busetto

lunedì 5 febbraio 2007

Ferry boat sempre in ritardo, un coro di proteste


Da un paio di giorni, il
ferry della tratta S. Maria del Mare - Faro Rocchetta e viceversa,
accusa inspiegabili ritardi, dovuti alla difficoltà di attracco, anche
se le condizioni metereologiche non sono avverse. E anche se i ritardi
sono contenuti, dai 10 ai 20 minuti, per i pendolari ciò inizia a
rappresentare un problema, perchè questi si ripercuotono sull'inizio e
il rientro dalle attività lavorative e scolastiche.

Già si stanno levando cori di protesta che prendono di mira la motozattera "Pellestrina
" oggi sottomisura rispetto alle esigenze dell'isola, e che chiedono il
ritorno dell'Ammiana, più capiente e con possibilità di attracco
diretto, senza particolari evoluzioni; una garanzia sul rispetto degli
orari e la puntualità del servizio. Ma le proteste e le perplessità si
sono levate anche per l'episodio avvenuto mercoledì mattina. "Attendevo
il ferry delle 6.45 in direzione Pellestrina
- racconta Roberto De Poli, pendolare - con me altre poche macchine,
vista l'ora, e qualche camion. La motozattera, arrivata a Faro
Rocchetta, non è riuscita ad attraccare sul pontone sud, e soltanto
dopo svariate manovre, è riuscita su quello nord (agli Alberoni vi sono
due attracchi, a pochi metri di distanza l'uno dall'altro).

"A
questo punto - continua De Poli - si era, naturalmente, già accumulato
del ritardo, ma la cosa che ci ha lasciati senza parole, è che al
momento dell'imbarco, sono stati fatti salire gli autobus, ma le
vetture private e i camion per trasporto materiali e derrate, sono
stati lasciati a terra. Una cosa inspiegabile, visto che il ferry era
praticamente vuoto, e le condizioni metereologiche normali".

La
partenza, per chi è rimasto a terra, è avvenuta con la corsa
successiva, alle 7.15 che ovviamente non è partita puntuale. "Penso sia
necessario e corretto - conclude De Poli - che l'azienda dia delle
risposte sul perchè avvengono questi episodi".

A.B.

domenica 4 febbraio 2007

Agli abitanti non piacciono gli interventi di Insula


Non piace ai sampierotti il modo in cui sta operando Insula a Portosecco
. Come è noto, questa, da anni è presente sull'isola, dove sta
realizzando tutti gli interventi di allacciamento delle fognature
secondarie, completandole poi, con parte dell'arredo urbano. Non
piacciono, dicevamo, poichè i residenti, forse da bravi sognatori,
speravano, che la vecchia area sterrata venisse riconvertita, almeno
parzialmente, in zona verde. E invece no; è stata realizzata un'ampia
gettata d'asfalto che, a detta degli abitanti, ha stravolto in modo
assolutamente negativo il paesaggio, che fino a qualche decennio fa era
verde. Incolto, ma verde. Oggi, con gli interventi realizzati, appare
una zona pedonale bellissima, nel tratto di strada che va dal cimitero
al ristorante da Memo, si prosegue poi con un marciapiede, bello pure
questo, ma a lato c'è tutto quell' asfalto che "toglie il respiro".
Molti protestano, qualcuno si è mosso. L'ex presidente di quartiere
Emilio Ballarin ha inviato a tal proposito una lettera al presidente
della Municipalità Gianni Gusso. «Vedo - dice - che alla chiusura di
ogni lotto di lavorazione, continua ad essere utilizzato l'asfalto, per
la copertura della parte di territorio non destinato a marciapiede.
Proprio l'abbondante utilizzo di questo in una località come Portosecco
, che invece avrebbe bisogno di un serio intervento di riqualificazione
urbana, mi ha fatto ricordare che nelle intenzioni dell'ex C.d.Q., allo
studio della Variante al Piano Regolatore Generale dovevano seguire la
definizione di un nuovo Piano del Traffico e il Piano di
Riqualificazione Urbana del Territorio».

Ciò
avrebbe permesso che con la chiusura di ogni lotto, fossero poste le
basi per la riqualificazione del territorio, evitando la pratica in
atto, che vede la copertura provvisoria con asfalto in attesa che si
definiscano le condizioni per i successivi interventi.

Annalisa Busetto

Rai Educational alla scoperta dei progetti della Loredan


Rai Educational a Pellestrina
; la Loredan in tv. Tutto è partito da un progetto, denominato "Acqua",
ideato e curato dalla prof. Boscolo, supportata da altri insegnanti del
plesso.

L'obiettivo
del progetto, che continua in quest'anno scolastico, è quello di
sviluppare nei ragazzi il senso di responsabilità e rispetto verso
l'ambiente e verso l'acqua in particolare.

Tutto
ciò è molto piaciuto ai responsabili delle trasmissioni educative della
Rai, che hanno deciso di realizzare un servizio televisivo all'interno
della scuola isolana.

La
scorsa settimana quindi, è giunta alla Loredan una troupe televisiva da
Roma, per registrare una puntata sul lavoro effettuato dagli insegnanti
e dai ragazzi, che andrà in onda verso fine febbraio su Rai 1 e Rai
Educational.

La
giornata non si è fermata alle riprese del progetto, ma è continuata
con una visita in barca con la classe IIA tra barene, velme e valli da
pesca fino a Chioggia, dove si è fatta una puntatina all'impianto di
depurazione.

Il ritorno a Pellestrina
, con un passaggio al centro di Acquicoltura, e la ripresa di una
lezione di voga, materia inserita nel Pof della scuola, con il
collaboratore, prof. Giovanni Scarpa.

Come
conclusione della giornata, le ultime riprese alle attività pratiche di
laboratorio e alle immagini, appese alle pareti della scuola, che
documentano l'alluvione del 1966.

Ancora
una volta, l'Istituto Comprensivo Loredan si pone, per le sue proposte
ed iniziative, al centro della vita culturale dell'isola, diventando
parte della stessa.

A.B.

sabato 3 febbraio 2007

I commercianti di Pellestrina protestano per l'aumento delle tariffe Actv


(L.M.) I commercianti di Pellestrina protestano per l'aumento delle tariffe Actv anche sulla linea Pellestrina
- Chioggia. Dal primo febbraio scorso, com'è noto, i prezzi dei
biglietti sono saliti da 5 a 6 euro per i turisti e per coloro non sono
in possesso della "Carta Venezia". Secondo i commercianti il rincaro
non è di poco conto anche perché arriva a distanza di un anno dagli
aumenti (sempre per i non residenti) adottati sulla linea di nave
traghetto 11 e 17 con l'inserimento anche del biglietto a carico del
conducente del veicolo. Due aumenti, dunque, nel giro di un anno, per
alcuni esercenti della zona sono eccessivi. E per questo gli operatori
commerciali annunciano varie forme di protesta tra cui una raccolta di
firme e un possibile sit in di dissenso a Venezia. Ad esprimere il
disagio dei commercianti è Simone Vianello, residente al Lido ma
titolare del bar "Siciliano" a Pellestrina . «Questi aumenti - spiega Vianello - anziché andare nella direzione di cercare di incentivare il turismo a Pellestrina
finiscono per affossarlo. Aumentare un euro, su un biglietto che ne
costa cinque, significa un incremento del 20 per cento. Se poi si
moltiplica il prezzo per andata e ritorno, ad esempio a una famiglia di
quattro persone, si capisce come arrivare a Pellestrina
comincia ad essere una spesa non indifferente che rischia di
allontanare la gente dall'isola al posto di portarne di nuova. E
questo, secondo noi, non va bene». L'aumento, però, è solo nei
confronti di chi non ha la "Carta Venezia" e quindi non riguarda i
residenti "Ma sono in molti - conclude l'uomo - a venire a Pellestrina , magari da Padova o da fuori città, per trovare i propri parenti».

L'ultima riunione è stata convocata lo scorso giugno


(L.M.) L'ultima riunione è stata convocata lo scorso giugno. Da allora sono trascorsi otto mesi, ma la delegazione di zona di Pellestrina
non si è più riunita. Ed è, quindi, arrivata alla paralisi. Tanto che
alcuni esponenti del centrosinistra chiedono la sua chiusura o un
immediato commissariamento. In testa il presidente della municipalità
isolana Giovanni Gusso, che dice di non avere più, ormai da diversi
mesi, alcun contatto con la delegazione zonale. L'organo, è bene
ricordarlo, non ha alcun potere decisionale, ma solo un ruolo
consultivo per la municipalità del Lido e Pellestrina
. Le difficoltà operative non sono scarse: per i consiglieri che
partecipano all'attività della delegazione, ad esempio, non è previsto
alcun rimborso o gettone di presenza. La delegazione isolana,
presieduta da Domenico Gorin (Forza Italia) è guidata da una coalizione
di centrodestra che conta su una maggioranza solida di ben otto
consiglieri su un totale di undici. Ora, dopo il dibattito registrato
durante la campagna elettorale per le elezioni 2005, sulla effettiva
valenza del nuovo organo istituzionale (dopo l'accorpamento di più
quartieri in un'unica municipalità), due consiglieri di centrosinistra
della delegazione di zona, Romano Briganti (Margherita) e Danny Carella
(Rifondazione Comunista) hanno scritto al sindaco Massimo Cacciari e al
presidente della municipalità Giovanni Gusso per chiedere una svolta e
drastici provvedimenti. «Non riusciamo a capacitarci di come,
nonostante tutti i problemi che coinvolgono la quotidianità a Pellestrina
- scrivono i due consiglieri - la delegazione di zona non venga
convocata da giugno 2006, causando in tal modo una paralisi politica e
istituzionale giunta ormai al suo ottavo mese. Si è registrata poi
l'anomalia di un cambio di presidenza dopo appena due riunioni dovuto
alle dimissioni del presidente eletto dai cittadini". Secondo Briganti
e Carela, anziché un avvicendamento al vertice, sarebbe stato più
corretto un commissariamento. "Nelle poche riunioni intercorse tra
l'elezione e il giugno 2006 - prosegue la lettera - il numero legale
nelle sedute non sarebbe quasi mai stato raggiunto se non grazie alla
presenza dell'opposizione. In quasi due anni di mandato, inoltre,
stiamo ancora aspettando l'elezione di un vicepresidente e la nomina
dell'ufficio di presidenza e dei gruppi di lavoro, fatto che
costituisce un problema, per noi gravissimo, di vacanza istituzione e
l'attuale maggioranza, forte di 8 membri su 11 totali, non ha
presentato o proposto un qualsivoglia tipo di documento all'ordine del
giorno da approvare in consiglio. Le uniche proposte di ordine del
giorno, approvate poi all'unanimità, sono state presentate da noi". Il
presidente Domenico Gorin, da parte sua, respinge le accuse: "Ci
troveremo la prossima settimana per formare i gruppi di lavoro -
ribatte - e comunque non siamo messi in grado di lavorare.
Personalmente sono stato molto occupato sul problema della pesca che
per l'isola rappresenta un aspetto basilare nell'economia locale".

Cala la prima nebbia e già qualcuno ne approfitta per mettere in acqua la flotta

Venerdì, 2 Febbraio 2007

Cala la prima nebbia e
già qualcuno ne approfitta per mettere in acqua la flotta in barba ad
ogni accordo tra pescatori e autorità e alla vigilia della concessione
(che avverrà questa mattina) degli specchi acquei per l'allevamento al
Gral. All'una di ieri notte i finanzieri della Sezione navale della
Giudecca hanno fermato vicino all'isola Campana (tra Malamocco e
Fusina) quattro pescherecci di Pellestrina
intenti a raccogliere con turbosoffianti e rastrelli vibranti una gran
quantità di vongole veraci. Quasi certamente, in una notte col
"nebbione" non credevano che la Finanza si sarebbe mossa ma si erano
sbagliati di grosso. Gli otto uomini che si trovavano a bordo sono
stati denunciati. Si tratta di S.B. di 67 anni, L.B. (36), F.B. (41),
M.S. (32), A.Z. (48), A.C. (37), S.M. (36) e R.Z. (36). Tutti sono
residenti a Pellestrina e sono
stati denunciati a vario titolo della violazione degli articoli 1218
del codice della navigazione (per navigazione a luci spente); 635 del
codice penale (danneggiamento, in questo caso dell'ambiente lagunare) e
della legge regionale 19/98 posta a tutela delle risorse idrobiologiche
e della fauna ittica della laguna veneta. I pescherecci sono stati
posti sotto sequestro e le due tonnellate e 360 chili di molluschi
appena pescati sono state rigettate in mare.

Nel
solo mese di gennaio la Stazione navale di Venezia e la Sezione
operativa navale di Chioggia hanno condotto sette operazioni che hanno
consentito di denunciare 25 persone, tutte di Chioggia, eccetto gli
ultimi quattro residenti a Burano, fra cui J.M di 31 anni,
plurirecidivo nell'attività di pesca illecita. Le operazioni, inoltre,
hanno portato al sequestro di 10 barchini, un motopesca, una motobarca,
13 motori fuoribordo e quasi una tonnellata e mezza di vongole raccolte
in zone vietate.Oggi alle 12, intanto, al Magistrato alle Acque sarà
firmato l'atto di concessione delle zone di laguna in cui si potranno
allevare i molluschi a Gral Spa, società pubblica della Provincia che a
sua volta assegnerà i singoli specchi a cooperative e consorzi di
pescatori.

«Dopo
due anni di lavoro - commenta soddisfatto il presidente della Provincia
Davide Zoggia - arriviamo ad un passo dalla conclusione di un iter
attraverso il quale i pescatori di vongole della laguna si
trasformeranno in allevatori. Questo passaggio è ottenuto anche grazie
al rapporto di fiducia instauratosi con le associazioni che si battono
per la tutela della laguna con le quali continueremo a lavorare per
rendere l'attività di venericoltura sempre meno impattante. Dopo la
firma del Magistrato alle Acque provvederemo ad assegnare in
subconcessione quinquennale le aree ai pescatori in modo da condividere
un percorso che garantisca alla categoria prospettiva occupazione e
reddito».

Presi con 2 tonnellate di vongole

Venerdì, 2 Febbraio 2007
La Guardia di finanza ha sequestrato quattro pescherecci con turbosoffianti che avevano approfittato delle nebbia
Oggi il Magistrato alle Acque concederà gli specchi di laguna per l’allevamento

Quattro battelli da pesca muniti di turbosoffianti sequestrati, otto pescatori (tutti di Pellestrina
) denunciati e quasi due tonnellate e mezzo di molluschi ributtati in
mare: è il bilancio di una operazione di repressione della pesca
abusiva condotta nelle prime ore di ieri nelle barene prospicienti
l'isola Campana dai militari del Reparto aeronavale della Guardia di
finanza di Venezia. I motopescherecci di Pellestrina
, favoriti dalla fittissima nebbia che gravava sulla zona, stavano
raccogliendo i molluschi sui fondali di una zona vietata alla pesca.
Gli occupanti non hanno accennato la minima reazione e sono stati
condotti in caserma alla Giudecca per gli accertamenti del caso.

Dal
primo gennaio sono 33 le persone denunciate dai militari delle fiamme
gialle di Venezia, che hanno sequestrato complessivamente 16 natanti e
quasi quattro tonnellate di vongole.

Questa
mattina, intanto, sarà firmato l'atto con cui il Magistrato alle Acque
concederà a Gral, la società della Provincia, gli specchi di laguna in
cui sarà avviato l'allevamento delle vongole veraci. Ieri, infatti, è
stato raggiunto l'accordo anche con le associazioni ambientaliste e
quindi il lungo cammino che porterà i pescatori della laguna a
diventare allevatori e quindi a trovare una forma di reddito più
stabile e non più dipendente dalle incursioni di "pirati" senza
scrupoli.